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Swiss Observer

Cambia il panorama mediatico svizzero: più fondi alle emittenti locali

Il Consiglio degli Stati approva l’ampliamento della quota del canone destinata alle emittenti radiofoniche e televisive locali, segnando un cambiamento significativo nella politica svizzera di sostegno ai media.

AI23 settembre 2025Il nostro processo editoriale
Cambia il panorama mediatico svizzero: più fondi alle emittenti locali
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Il Consiglio degli Stati si è espresso con una chiarezza inequivocabile, approvando un importante ampliamento del sostegno ai media con 131 voti contro 40. Questa decisione segna una svolta nel modo in cui la Svizzera sostiene la propria infrastruttura informativa: dal dibattito si passa a un rafforzamento legislativo concreto. L’approvazione del progetto riveduto, che corrisponde alla versione del Consiglio nazionale, indica che a Berna si fa fronte comune per tutelare la vitalità delle emittenti regionali.

Non si tratta di un adeguamento marginale, bensì di una forte conferma del valore che i media locali apportano ai Cantoni. Con questo ampio sostegno, i parlamentari affrontano direttamente la precarietà finanziaria delle emittenti più piccole. Il voto dà subito slancio alla misura e supera gli ostacoli burocratici, affinché le voci delle comunità locali possano continuare a farsi sentire. L’urgenza della decisione riflette una consapevolezza più ampia: senza un sostegno consistente, la varietà del panorama radiotelevisivo svizzero è minacciata nella sua stessa esistenza.

La quota del canone sale fino all’8%

Nell’ambito di una significativa revisione finanziaria, la quota dei proventi del canone destinata alle emittenti regionali di servizio pubblico passerà dall’attuale fascia del 4-6% a una fascia del 6-8%. L’aumento rappresenta un’importante iniezione di risorse per le emittenti radiofoniche e televisive locali titolari di un mandato di prestazioni. La legge non si limita alle emittenti: estende il sostegno finanziario anche agli istituti di formazione, al Consiglio svizzero della stampa e all’agenzia di stampa Keystone-ATS.

L’aumento dei fondi mira a fare più che mantenere le attività: intende innalzare la qualità dei contenuti prodotti in tutto il Paese. Portando il limite massimo all’8%, la Confederazione riconosce che il giornalismo di qualità richiede risorse finanziarie. La misura contrasta direttamente la pressione finanziaria che grava sulle emittenti regionali e permette loro di investire in un’informazione migliore, in inchieste più approfondite e in un maggiore coinvolgimento delle comunità. Il messaggio è chiaro: i media locali sono un bene pubblico e meritano una quota maggiore dei fondi federali.

La svolta strategica dopo la sconfitta del 2022

Berna ha imparato una dura lezione dal passato. La revisione attuale è una svolta strategica ponderata: elimina gli elementi controversi che avevano portato alla bocciatura del pacchetto sui media nella votazione popolare del 13 febbraio 2022. In particolare, il nuovo progetto stralcia completamente i riferimenti al sostegno ai media online, proprio la questione che aveva alimentato l’opposizione durante la precedente campagna referendaria. Concentrandosi esclusivamente sugli elementi non contestati, i promotori hanno elaborato un progetto destinato a superare il vaglio dell’opinione pubblica.

Questo approccio pragmatico antepone la possibilità di riuscita all’ambizione. L’esclusione dei media online ammette chiaramente che l’elettorato svizzero resta scettico nei confronti del finanziamento pubblico delle piattaforme esclusivamente digitali. La rinuncia apre però la strada agli aiuti di cui le emittenti locali tradizionali hanno urgente bisogno. La legge si concentra sugli «elementi non contestati» del pacchetto precedente, evitando di buttare via il bambino con l’acqua sporca. È un esempio di abile manovra politica, che recupera le componenti essenziali del sostegno ai media dalle macerie della sconfitta del 2022.

Rafforzare la democrazia svizzera

«Le misure devono servire la qualità dei media svizzeri nel loro insieme», ha dichiarato Marie-France Roth-Pasquier, sottolineando l’imperativo democratico alla base di questo aumento dei fondi. Il dibattito in Consiglio degli Stati è andato oltre le questioni economiche e ha toccato il ruolo fondamentale dei media indipendenti nel permettere alla popolazione di formarsi un’opinione informata. Un panorama mediatico pluralistico non è un lusso: è il fondamento della democrazia diretta svizzera.

La vittoria immediata garantisce fondi alle emittenti locali, ma il dibattito in aula ha aperto una discussione più ampia e cruciale sulla futura ripartizione del canone fra i media privati e la Società svizzera di radiotelevisione (SSR). Con l’evolversi del panorama, la tensione fra il mantenimento di una forte emittente nazionale e il sostegno agli operatori regionali privati definirà il prossimo capitolo della politica svizzera dei media. Per ora, tuttavia, l’attenzione resta sulla vittoria immediata: rafforzare le voci diverse e indipendenti che nei Cantoni chiamano il potere a rispondere del proprio operato.