Vai al contenuto
Swiss Observer

Un’équipe di ricerca spaziale guidata dalla Svizzera scopre un raro anello di Einstein

Il telescopio spaziale Euclid, a cui la Svizzera partecipa, ha individuato un anello di Einstein estremamente raro nella galassia NGC 6505, una scoperta astronomica importante.

AI10 febbraio 2025Il nostro processo editoriale
Un’équipe di ricerca spaziale guidata dalla Svizzera scopre un raro anello di Einstein
AISWI swissinfo.ch

Un caso cosmico ha prodotto oro scientifico. In una straordinaria dimostrazione di serendipità, il telescopio spaziale Euclid ha immortalato un anello di Einstein estremamente raro, nascosto nella galassia NGC 6505. La scoperta ha sorpreso tutti, soprattutto perché non avrebbe dovuto avvenire. L’anello non è stato individuato nel corso di una campagna scientifica mirata, bensì su un’immagine di prova sfocata e scartata, che non era destinata all’analisi. A notare l’anomalia è stato Bruno Altieri, un ricercatore dall’occhio attento negli archivi dell’ESA.

Situata a soli 590 milioni di anni luce dalla Terra, una distanza irrisoria su scala cosmica, NGC 6505 è da decenni sotto osservazione degli astronomi. Eppure, finora questo anello perfetto era rimasto invisibile. «Questa galassia è nota agli astronomi da moltissimo tempo, eppure questo anello non era mai stato osservato prima», afferma Valeria Pettorino, ricercatrice del progetto Euclid dell’ESA. L’episodio sottolinea quanto l’esplorazione dello spazio sia imprevedibile: a volte le scoperte più significative si trovano nel cestino dei dati elaborati. Le implicazioni sono immediate ed entusiasmanti: dimostrano che anche in zone del cielo già ben mappate l’universo custodisce ancora segreti, pronti a rivelarsi al momento giusto.

L’eredità di Einstein: un miraggio gravitazionale perfetto

La gravità non è soltanto una forza: è una lente che piega la realtà stessa. La struttura appena scoperta è un esempio da manuale di anello di Einstein, un fenomeno previsto dalla teoria della relatività generale, secondo cui gli oggetti massicci deformano il tessuto dello spazio-tempo. In questo caso, la sorgente luminosa si trova a ben 4,42 miliardi di anni luce: è una galassia lontana e senza nome, la cui luce ha attraversato le ere per raggiungerci.

Tra questa antica sorgente luminosa e la Terra si trova NGC 6505. La sua attrazione gravitazionale è così forte da agire come una lente d’ingrandimento cosmica, piegando la luce della galassia sullo sfondo fino a formare un cerchio quasi perfetto. Non si tratta di un’illusione ottica, ma di un miraggio gravitazionale di enorme potenza. Questi anelli sono estremamente rari e di grande valore scientifico. Studiando la distorsione della luce, gli astronomi possono misurare con una precisione senza precedenti la massa della galassia che funge da lente. Questo allineamento permette agli scienziati di sondare la distribuzione della massa nell’universo e offre un laboratorio unico per verificare le leggi fondamentali della fisica sullo sfondo dello spazio profondo.

Precisione svizzera: l’EPFL guida l’analisi decisiva

La Svizzera continua a distinguersi sulla scena cosmica. Mentre gli strumenti fluttuano nello spazio, il lavoro intellettuale più impegnativo si svolge proprio qui a Losanna. I ricercatori del Politecnico federale di Losanna (EPFL) hanno avuto un ruolo determinante nel confermare la natura della scoperta. La loro rigorosa analisi dei dati ha trasformato una curiosità sfocata in una scoperta scientifica confermata.

Non è un caso isolato di eccellenza svizzera. Il Paese è profondamente integrato nel DNA della missione Euclid. Oltre all’EPFL, sono partner importanti l’Università di Zurigo, la Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale e l’Università di Ginevra. Il ruolo della Svizzera va ben oltre la semplice partecipazione: è fondamentale. Dai premi Nobel alla strumentazione essenziale impiegata in oltre 50 missioni spaziali, le istituzioni svizzere forniscono la precisione analitica necessaria per mappare il cosmo. La conferma dell’anello di NGC 6505 testimonia la solidità delle infrastrutture scientifiche del Paese e la sua capacità di assumere un ruolo di primo piano nelle collaborazioni internazionali più ambiziose.

Svelare la materia oscura: la missione di sei anni

La missione Euclid è una vera e propria opera di cartografia su scala galattica. Lanciata nel luglio 2023, la sonda ha intrapreso una missione di sei anni per realizzare la mappa tridimensionale dell’universo più ampia e precisa mai concepita. Le dimensioni del progetto sono impressionanti: Euclid raccoglierà dati su miliardi di galassie, spingendosi fino a 10 miliardi di anni luce nel passato.

Non si tratta solo di disegnare mappe, ma di cercare ciò che è invisibile. Gli scienziati sfruttano questi rari anelli di Einstein per decifrare i misteri della materia oscura e dell’energia oscura, le forze elusive che guidano l’espansione dell’universo. Analizzando le distorsioni gravitazionali in questi anelli, i ricercatori sperano finalmente di capire di che cosa sia composto il 95 per cento invisibile del nostro universo. Con gli istituti svizzeri alla guida dell’analisi dei dati, il prossimo quinquennio promette una rivoluzione nella nostra comprensione della cosmologia. La scoperta in NGC 6505 è solo l’atto iniziale di una missione che punta a riscrivere la storia dell’universo.