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Le economie domestiche svizzere risparmiano di più, ma la prosperità resta disuguale
Nel 2025 il reddito disponibile corretto per persona in Svizzera ha superato i 65’000 CHF e il tasso di risparmio volontario è salito oltre il 19%, secondo l’Ufficio federale di statistica. I dati nazionali nascondono persistenti disparità regionali e sociali, mentre l’alloggio, i premi dell’assicurazione malattie e altre spese obbligatorie continuano a pesare.

Nel 2025 i residenti in Svizzera disponevano di un reddito disponibile corretto di 65’124 CHF per persona, secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica. È il valore più elevato della serie statistica dell’istituto e offre alle economie domestiche più margine per costituire riserve, far fronte agli imprevisti e pianificare la pensione o altre esigenze a lungo termine.
La cifra è aumentata nettamente nell’arco di tre decenni. Al netto dell’inflazione, nel 1995 il reddito disponibile per persona era di 40’083 CHF. L’incremento fino a 65’124 CHF corrisponde a una crescita di quasi il 36% in un periodo segnato da crisi finanziarie, recessioni, instabilità geopolitica e dalla pandemia di Covid-19.
Il dato offre una misura generale delle risorse delle economie domestiche dopo imposte e trasferimenti, corretta in base alle loro esigenze. Non descrive la situazione finanziaria di ogni famiglia. La media nazionale per persona può aumentare mentre chi vive in affitto, i genitori soli, le persone con salari bassi e le economie domestiche confrontate con spese mediche o di custodia dei figli elevate continuano a sentire la pressione.
I dati sono stati pubblicati il 14 settembre 2026. Mostrano un Paese con un potere d’acquisto medio più elevato rispetto a una generazione fa, ma il dibattito sul costo della vita continua a concentrarsi sulla distribuzione e sull’accessibilità.
Costituire riserve più consistenti
Nel 2025 il risparmio volontario ha raggiunto il 19,3% del reddito disponibile lordo corretto, quasi il doppio del 9,7% registrato nel 1995. Il tasso di risparmio complessivo, che tiene conto anche delle deduzioni obbligatorie legate alla previdenza, si è attestato al 27,4%, contro il 19,6% di tre decenni prima.
In termini concreti, nel 2025 il residente medio ha risparmiato quasi 18’000 CHF. Circa 12’600 CHF di questo importo erano risparmi volontari, dopo aver considerato i consumi e le deduzioni obbligatorie. Si tratta di medie riferite all’intera popolazione, non del saldo di cui dispone una tipica economia domestica.
L’aumento a lungo termine non è stato perfettamente regolare. Dal finire degli anni Novanta fino al primo decennio degli anni Duemila il risparmio è rimasto relativamente stabile, per poi iniziare a crescere. La pandemia di Covid-19 ha accelerato la tendenza, poiché le restrizioni hanno limitato le spese. Il risparmio è rimasto elevato anche dopo la revoca delle restrizioni.
L’andamento suggerisce che le economie domestiche destinino una quota maggiore delle proprie risorse alle riserve finanziarie. Alcune potrebbero prepararsi alla pensione o a spese impreviste. Altre potrebbero reagire all’incertezza e all’aumento del costo delle necessità principali. Le statistiche indicano la portata del cambiamento, ma non spiegano le motivazioni di ogni economia domestica.
Mettere in luce il divario dei costi
La media nazionale non racconta tutta la storia delle economie domestiche. I dati dell’Ufficio federale di statistica si affiancano alle persistenti differenze tra regioni svizzere, fasce di reddito e tipologie di economia domestica. Per le famiglie con entrate limitate, un tasso di risparmio nazionale più elevato non significa automaticamente avere denaro a disposizione alla fine del mese.
I costi dell’alloggio restano una delle principali fonti di pressione. Anche i premi dell’assicurazione malattie e le altre spese obbligatorie assorbono reddito prima che le economie domestiche decidano quanto spendere o risparmiare. L’impatto varia in base al luogo di residenza, al fatto di essere in affitto o proprietari, alla dimensione dell’economia domestica e all’accesso a un impiego stabile.
I dati di partenza non propongono una classifica regionale del risparmio né indicano quanto abbia accantonato ciascun gruppo sociale nel 2025. Ciò limita le conclusioni che si possono trarre dai dati nazionali. La prosperità media della Svizzera è aumentata, ma la distribuzione di questo miglioramento resta importante.
Per chi fa politica, i dati indicano due direzioni. Un reddito disponibile più elevato può rafforzare la resilienza delle economie domestiche e sostenere gli investimenti. Gli oneri persistenti possono impedire ad alcuni residenti di beneficiare di questo miglioramento, anche mentre la media nazionale raggiunge un livello record.
Valutare gli sviluppi futuri
All’inizio del 2026 le economie domestiche svizzere disponevano della maggiore capacità media di risparmio registrata nella recente serie statistica dell’UST. Il cambiamento conta anche al di là dei conti bancari. Riserve più consistenti possono aiutare a sostenere una riparazione imprevista, affrontare una perdita temporanea di reddito o prepararsi alla pensione e ad altre spese future.
Il fatto che il risparmio sia rimasto elevato dopo la pandemia rafforza questa tendenza. Ci si aspettava che, una volta terminate le restrizioni, il risparmio tornasse verso i livelli precedenti, ma il tasso è rimasto alto. I dati mostrano sia un reddito più elevato sia una quota maggiore di risorse trattenuta anziché consumata.
Ciò non garantisce una sicurezza finanziaria uguale per tutti. Le medie continueranno a riflettere economie domestiche con redditi, obblighi e patrimoni molto diversi. Una persona che risparmia volontariamente 12’600 CHF in un anno rappresenta una media statistica, non la garanzia che ogni residente possa accantonare tale importo.
Le prospettive economiche della Svizzera saranno quindi valutate sulla base di più elementi della sola crescita dei redditi. Le analisi future dovranno seguire l’evoluzione dei costi dell’alloggio, dei premi e delle altre spese fisse rispetto alle risorse delle economie domestiche, e verificare se il risparmio resta concentrato tra i gruppi già più avvantaggiati nell’accumulare ricchezza. I dati UST del 2025 costituiscono una solida base nazionale per questo dibattito.