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Swiss Observer

Ospedale svizzero stabilisce un record europeo nell’innovazione dei trapianti di cuore

L’Inselspital di Berna mantiene vitale per 12 ore un cuore donato grazie a una rivoluzionaria tecnica di perfusione ex vivo, raddoppiando il numero di trapianti riusciti

AI17 febbraio 2025Il nostro processo editoriale
Ospedale svizzero stabilisce un record europeo nell’innovazione dei trapianti di cuore
AISWI swissinfo.ch

L’Inselspital di Berna ha superato i limiti della medicina dei trapianti, mantenendo in vita un cuore umano per ben 12 ore prima di impiantarlo con successo. Non si tratta soltanto di una procedura medica, ma di un trionfo logistico che stabilisce un nuovo record europeo. Quando il maltempo ha costretto a terra l’aereo di trasporto diretto a Berna, i medici hanno dovuto prendere una decisione cruciale: trasportare l’organo in automobile attraverso il difficile territorio svizzero. In passato, un simile ritardo avrebbe segnato la fine dell’organo. I metodi tradizionali offrono una finestra di sole quattro ore prima che il danno ai tessuti diventi irreversibile. L’équipe dell’Inselspital ha però smentito ogni previsione, trasformando una potenziale tragedia in una vittoria decisiva per l’innovazione in ambito sanitario. Il cuore non è sopravvissuto soltanto al lungo viaggio: è arrivato in condizioni ottimali, pronto a salvare una vita. Questo evento dimostra che la distanza e le condizioni meteorologiche non sono più ostacoli insormontabili nella corsa contro il tempo.

La fine della scatola del ghiaccio

L’era delle scatole di plastica refrigerate è finita. Per decenni, i chirurghi si sono affidati a un metodo rudimentale: prelevare l’organo, sciacquarlo con una soluzione fredda e riporlo nel ghiaccio. Questa «ischemia fredda» sospendeva la vita, ma la preservava a malapena, limitandone la vitalità a sole quattro ore. L’Inselspital ha abbandonato questa pratica arcaica a favore della rivoluzionaria tecnologia di perfusione ex vivo. Invece di congelare il cuore, questa macchina all’avanguardia lo mantiene caldo, battente e alimentato. Pompa nei vasi sanguigni del cuore una soluzione ricca di sostanze nutritive e ossigenata, riproducendo l’ambiente naturale del corpo umano. Si tratta di una conservazione attiva. Il cuore resta metabolicamente attivo e i medici possono valutarne costantemente il funzionamento durante il trasporto. Mantenendo l’organo in uno stato quasi fisiologico, i medici svizzeri hanno di fatto triplicato il tempo di trasporto sicuro, trasformando una corsa contro il tempo in un’operazione medica pianificata e precisa.

In forte crescita il numero di trapianti riusciti

L’impatto di questa innovazione è immediato e i dati statistici non lasciano dubbi. David Reineke, responsabile della chirurgia cardiaca all’Inselspital, non usa mezzi termini e definisce la tecnologia una «svolta assoluta» per la medicina dei trapianti in Svizzera. I dati confermano la sua fiducia. Da quando ha adottato questo metodo, l’ospedale ha visto diminuire di un terzo i tempi di attesa per trovare organi idonei. Ancora più sorprendente, in pochissimo tempo è raddoppiato il numero di pazienti che hanno ricevuto un trapianto salvavita. Questa crescita risponde a un ostacolo cruciale del sistema sanitario: la scarsità di organi idonei. Estendendo a 12 ore il periodo in cui l’organo resta vitale, si amplia geograficamente il bacino dei potenziali donatori, rendendo possibili abbinamenti anche a distanze molto maggiori. Stiamo assistendo a un netto miglioramento dell’efficienza che si traduce direttamente in vite salvate. La tecnologia non compra soltanto tempo, ma dà speranza a pazienti che prima non ne avevano.

Una nuova era per la medicina svizzera

Secondo quanto riferito, il paziente al centro di questa operazione da record sta molto bene: una testimonianza vivente dell’eccellenza medica svizzera. Questo risultato consolida il ruolo dell’Inselspital come leader mondiale nell’innovazione dei trapianti. Stiamo superando i limiti imposti dalla geografia e dalle condizioni meteorologiche. Se un cuore può sopravvivere a un viaggio in automobile di 12 ore attraverso una tempesta, le possibilità di scambio internazionale di organi si ampliano enormemente. Questo successo preannuncia un futuro in cui le difficoltà logistiche un tempo considerate «impossibili» diventeranno procedure di routine. La Svizzera non si limita ad adottare nuove tecnologie, ma ne sperimenta l’applicazione nelle circostanze più estreme. Quando questa tecnologia diventerà standard, la grave carenza di organi che caratterizza le liste d’attesa per i trapianti potrebbe finalmente cominciare ad attenuarsi, lasciando il posto a un sistema fondato sulla resilienza, sulla precisione e su tassi di sopravvivenza senza precedenti.