Vai al contenuto
Swiss Observer

Il Governo svizzero alza nettamente la previsione di crescita per il 2026

Gli economisti della Confederazione hanno rivisto nettamente al rialzo la previsione di crescita della Svizzera per il 2026, portandola all’1,7%, sulla base di un andamento del secondo trimestre più forte del previsto. Avvertono tuttavia che lo slancio potrebbe moderarsi nel corso dell’anno.

AI17 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Il Governo svizzero alza nettamente la previsione di crescita per il 2026
AISWI swissinfo.ch

La previsione di crescita della Svizzera per il 2026 è quasi raddoppiata, passando dallo 0,9% all’1,7%. Il gruppo di esperti del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca ha annunciato la revisione al rialzo giovedì 17 settembre, dopo che i nuovi dati dei conti nazionali hanno mostrato un’espansione dell’economia molto più rapida del previsto nel secondo trimestre.

La revisione rafforza il fondamento ufficiale della ripresa svizzera, mentre imprese, economie domestiche e responsabili politici valutano l’anno a venire. La SECO ha mantenuto la previsione per il 2027 all’1,6%, segnalando che gli economisti della Confederazione si aspettano ancora una crescita complessivamente solida dopo la performance più forte di quest’anno.

La previsione riguarda il prodotto interno lordo reale corretto per i grandi eventi sportivi, una misura che mira a offrire un quadro più chiaro dell’attività economica sottostante. Riflette una valutazione più favorevole della produzione recente, non un cambiamento generalizzato in ogni settore dell’economia.

I dati del secondo trimestre sono la ragione immediata della revisione. L’economia svizzera ha registrato un risultato eccezionalmente forte, spingendo gli economisti della Confederazione a rivalutare il ritmo della ripresa. L’aggiornamento colloca il Paese al di sopra delle prudenti prospettive pubblicate in precedenza, lasciando tuttavia spazio a un rallentamento dello slancio più avanti nel 2026.

Il boom farmaceutico spinge i dati, ma porta con sé un avvertimento

Secondo la SECO, quasi la metà della crescita del secondo trimestre è riconducibile ai settori chimico e farmaceutico. Questo contributo ha spinto al rialzo il risultato complessivo, ma limita anche la sicurezza con cui i dati possono essere usati per prevedere il resto dell’anno.

Il settore chimico e farmaceutico può registrare forti oscillazioni, poiché produzione, esportazioni e tempistica delle grandi consegne possono cambiare sensibilmente da un trimestre all’altro. Gli economisti della Confederazione hanno quindi avvertito che la performance del secondo trimestre potrebbe aver sovrastimato lo slancio di fondo dell’economia.

La SECO si aspetta «un certo movimento in senso contrario» nella seconda metà del 2026. L’espressione indica una moderazione della produzione quando verrà meno lo straordinario contributo del settore. Non annulla la revisione al rialzo, ma permette di contestualizzare la nuova previsione annuale dell’1,7%. Un trimestre forte può innalzare il dato annuale anche se la crescita successiva torna a un ritmo più normale.

Per la Svizzera, la composizione del risultato conta tanto quanto il totale. I dati più recenti mostrano la forza di una base manifatturiera con forti legami internazionali, ma mettono anche in evidenza l’esposizione dell’economia alla volatilità specifica dei settori e ai cambiamenti della domanda estera.

Un franco più debole dà respiro agli esportatori

Il franco svizzero più debole offre un sostegno supplementare agli esportatori. Il recente deprezzamento migliora la competitività dei prezzi dei beni e dei servizi svizzeri all’estero e può aumentare il valore in franchi dei ricavi realizzati in valuta estera. Ciò offre un po’ di sollievo ai produttori e ad altre imprese orientate all’esportazione mentre l’economia continua a riprendersi.

L’effetto valutario si accompagna a prospettive d’inflazione stabili. La SECO continua a prevedere un’inflazione dello 0,6% sia per il 2026 sia per il 2027, il che suggerisce che gli economisti della Confederazione non si aspettano attualmente che la crescita più forte generi pressioni generalizzate sui prezzi. Le prospettive prevedono inoltre una disoccupazione al 3,1% nel 2026, in calo al 3,0% nel 2027.

Questi dati descrivono un contesto interno relativamente stabile, ma non eliminano i rischi che le imprese svizzere devono affrontare. Gli esportatori restano sensibili alla domanda nei principali mercati, alle oscillazioni valutarie e al costo dell’energia importata. Il recente indebolimento del franco aiuta su un fronte, mentre l’aumento dei costi delle materie prime potrebbe avere l’effetto opposto.

Per le imprese, la previsione rivista al rialzo migliora il quadro generale. I vantaggi dipenderanno comunque dalla tenuta della domanda estera e dal fatto che il cambio continui a essere favorevole nei prossimi trimestri.

Energia, conflitti e rischi commerciali pesano ancora sulle prospettive

Gli shock esterni potrebbero ancora compromettere le prospettive della Svizzera. La SECO ha indicato il conflitto con l’Iran, i prezzi elevati dell’energia e la persistente incertezza sulla politica commerciale tra i principali rischi per l’economia. Un aumento duraturo dei prezzi del petrolio farebbe salire i costi per le economie domestiche e le imprese di tutto il mondo, con ripercussioni sulla fattura delle importazioni e sul tasso d’inflazione svizzeri.

Gli economisti della Confederazione hanno avvertito che un petrolio persistentemente caro potrebbe mettere a dura prova l’economia mondiale. La Svizzera ne risentirebbe attraverso la produzione ad alta intensità energetica, i costi di trasporto e una domanda più debole sui mercati esteri. L’aumento dei prezzi dei beni importati potrebbe inoltre spingere l’inflazione interna oltre la previsione attuale dello 0,6% per il 2026 e il 2027.

La politica commerciale resta un altro punto di pressione per un Paese la cui prosperità dipende fortemente dagli scambi transfrontalieri. Il forte risultato del secondo trimestre sottolinea l’importanza dei settori esportatori, in particolare della chimica e della farmaceutica. Significa anche che eventuali interruzioni delle catene di approvvigionamento globali o limitazioni dell’accesso ai mercati potrebbero incidere rapidamente sulla produzione svizzera.

La nuova previsione della SECO combina quindi un dato più forte nel breve termine con una valutazione prudente di ciò che seguirà. La crescita dovrebbe raggiungere l’1,7% nel 2026 e l’1,6% nel 2027, mentre il percorso tra questi valori dipenderà dai mercati dell’energia, dagli sviluppi geopolitici e dalla tenuta della domanda estera.