Vai al contenuto
Swiss Observer

Il Governo svizzero propone un’importante revisione delle leggi sulla procreazione medicalmente assistita

La Svizzera intende modernizzare la medicina della procreazione legalizzando la donazione di ovociti e ampliando l’accesso alla donazione di sperma, in un’importante svolta politica.

Il Governo svizzero propone un’importante revisione delle leggi sulla procreazione medicalmente assistita
AIThe Local Switzerland

La Svizzera si avvia con decisione a porre fine a un divieto bioetico in vigore da decenni. In una dichiarazione che ha suscitato ampia eco nella comunità medica, il Governo ha annunciato una revisione completa della legge sulla procreazione medicalmente assistita, con l’obiettivo esplicito di legalizzare la donazione di ovociti. Si tratta di una svolta di portata storica per la Confederazione, dove la donazione di ovociti è rimasta severamente vietata, nonostante la legalizzazione della donazione di sperma per le coppie sposate.

La direttiva del Governo è chiara: stabilire un trattamento giuridico paritario dell’infertilità maschile e femminile. Come la donazione di sperma è consentita per affrontare la sterilità maschile, così la donazione di ovociti sarà finalmente autorizzata per le coppie in cui la donna è infertile. La misura riconosce una vistosa disparità nella legislazione sanitaria svizzera, che ha costretto innumerevoli famiglie a trovarsi in un limbo giuridico o ad affrontare costosi viaggi all’estero. Incaricando il Dipartimento federale dell’interno di elaborare il progetto di legge entro la fine del prossimo anno, Berna segnala che l’era del conservatorismo restrittivo in materia di procreazione sta per concludersi bruscamente. L’esecutivo non si limita a ritoccare le regole: riscrive le norme per allineare le possibilità mediche alla realtà giuridica.

Eliminare gli ostacoli per le coppie non sposate

Il Governo lancia un attacco diretto a quelle che definisce norme «superate», incapaci di rispecchiare la società svizzera odierna. Attualmente, l’accesso alla donazione di sperma è riservato esclusivamente alle coppie sposate, una restrizione che il Consiglio federale afferma esplicitamente essere «non più corrispondente alla realtà sociale». La proposta di ampliare in modo significativo i diritti permetterebbe alle coppie non sposate di accedere sia alla donazione di ovociti sia a quella di sperma, eliminando un importante ostacolo discriminatorio.

Questa evoluzione politica fa seguito alla storica legalizzazione del matrimonio per tutte le coppie nel 2022, che ha dato alle coppie lesbiche sposate accesso alla donazione di sperma. Tuttavia, l’obbligo di presentare un certificato di matrimonio ha lasciato migliaia di coppie stabili non sposate senza possibilità in Svizzera. Eliminando il requisito del matrimonio, il Governo riconosce la varietà delle forme familiari nei Cantoni. Il messaggio di Berna è inequivocabile: lo Stato dovrebbe agevolare, non ostacolare, il desiderio di creare una famiglia, indipendentemente dallo stato civile. La proposta mette la Svizzera sulla strada per raggiungere i Paesi europei vicini e riconosce che la definizione di nucleo familiare stabile è profondamente cambiata.

Limitare il turismo della fertilità per tutelare le famiglie

Berna affronta di petto la realtà del «turismo della fertilità». La spinta del Governo verso la legalizzazione è motivata da una priorità fondamentale: proteggere i donatori e tutelare il benessere del bambino. Le autorità hanno avvertito esplicitamente che «questa protezione non può essere garantita se i genitori ricorrono alla donazione di ovociti all’estero». Per anni, le coppie svizzere sono state costrette a recarsi in Paesi come la Spagna o la Repubblica ceca per sottoporsi a trattamenti illegali in patria, creando una lacuna normativa riguardo alle origini genetiche e alla storia medica dei donatori.

Portando queste procedure in Svizzera, il Paese riprende il controllo. Il Governo sostiene che offrire questi servizi medici entro i confini nazionali garantisca rigorosi standard etici e certezza giuridica ai bambini nati in seguito. Si tratta di una misura pragmatica per assicurare che i bambini nati grazie a una donazione possano conoscere le proprie origini, un diritto spesso compromesso nelle procedure di procreazione transfrontaliere. In sostanza, l’esecutivo ammette che il divieto non ha fermato la pratica, ma l’ha semplicemente trasferita in Paesi in cui il diritto svizzero non può proteggere i propri cittadini.

Modernizzare la medicina: le prossime tappe

Per il Dipartimento federale dell’interno è iniziato il conto alla rovescia. Con una scadenza fissata alla fine del prossimo anno, l’elaborazione di questa legge costituisce uno degli aggiornamenti più significativi del Codice civile svizzero in materia di diritto di famiglia degli ultimi anni. La decisione del Governo di «rivedere completamente» la legge, invece di introdurre soluzioni tampone, dimostra la volontà di modernizzare in modo organico il sistema sanitario.

La revisione non riguarda soltanto gli aspetti medici: è anche una presa di posizione della società. Da tempo il Parlamento fa pressione sull’esecutivo affinché intervenga, e la proposta che ne risulta promette di ridisegnare il panorama demografico del Paese. Mentre la Svizzera si prepara a discutere le modifiche, l’attenzione si sposta sui dettagli di attuazione che disciplineranno questa nuova era della libertà riproduttiva. È probabile che il progetto di legge venga sottoposto a un esame approfondito, ma la sicurezza mostrata dal Governo lascia pensare che la spinta al cambiamento sia ormai irreversibile. La Svizzera entra finalmente nel XXI secolo della medicina della procreazione.