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Swiss Observer

L’eccedenza federale a sorpresa di 300 milioni di CHF accende il dibattito sulle misure di risparmio

Nonostante avesse previsto un disavanzo, nel 2025 la Confederazione ha registrato a sorpresa un’eccedenza di 300 milioni di CHF, dovuta in larga misura a entrate fiscali inattese. Questa entrata straordinaria ha intensificato il dibattito politico, mentre la ministra delle finanze difende la necessità dei programmi di risparmio previsti malgrado la situazione finanziaria migliore del previsto.

AI25 febbraio 2026Il nostro processo editoriale
L’eccedenza federale a sorpresa di 300 milioni di CHF accende il dibattito sulle misure di risparmio
AILe News

La Svizzera ha smentito le previsioni finanziarie e ha chiuso il 2025 con una sorprendente eccedenza di 300 milioni di CHF, in contrasto con tutte le previsioni. Si tratta di uno scarto positivo di ben 1,1 miliardi di CHF rispetto alla stima iniziale della Confederazione, che prevedeva un disavanzo di 800 milioni di CHF. Mentre la maggior parte dei Paesi europei deve fare i conti con un debito crescente, Berna è tornata ancora una volta in zona positiva.

Il principale fattore alla base di questa entrata straordinaria è l’aumento delle entrate fiscali, in particolare un versamento una tantum del Cantone di Ginevra. È il terzo anno consecutivo in cui i conti della Confederazione superano le stime prudenti, alimentando le accuse della sinistra secondo cui il governo starebbe gridando «al lupo, al lupo». La situazione, tuttavia, è complessa. La cifra complessiva lascia pensare a una situazione prospera, ma i meccanismi sottostanti rivelano una dipendenza volatile da entrate eccezionali, anziché una stabilità strutturale. La Confederazione ha ottenuto quello che la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter definisce un «atterraggio perfetto», ma le turbolenze sono tutt’altro che finite.

Una goccia nell’oceano: la realtà dell’«errore di arrotondamento»

Nonostante i conti in attivo, la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter non vuole stappare lo champagne. Respingendo con fermezza l’ottimismo, ha liquidato l’eccedenza come «praticamente nulla», un semplice errore di arrotondamento nel quadro complessivo delle finanze federali. I numeri sostengono la sua posizione a favore delle misure di risparmio: l’eccedenza di 300 milioni di CHF corrisponde a un microscopico 0,29% del bilancio complessivo della Confederazione, pari a circa 90 miliardi di CHF.

«Non è scontato che ogni anno ci sia una sorpresa da un miliardo di franchi», ha avvertito Keller-Sutter, sottolineando che il picco delle entrate fiscali ginevrine è un’anomalia temporanea, non una nuova normalità. La ministra ha respinto con forza le accuse di allarmismo, facendo notare che nell’ultimo decennio gli scostamenti medi di bilancio si sono attestati su un trascurabile 0,1%. Il messaggio del Dipartimento federale delle finanze è chiarissimo: fare affidamento su colpi di fortuna e proventi una tantum non è una strategia. L’eccedenza offre una tregua momentanea, ma non risolve in alcun modo le crepe strutturali che si stanno formando alla base dell’economia svizzera.

Il disavanzo cresce: l’incubo strutturale

L’orizzonte resta cupo. Senza misure correttive immediate e dolorose, la Svizzera rischia un precipizio finanziario: tra il 2027 e il 2029 si prevede che i disavanzi strutturali saliranno a una cifra compresa fra 2 e 4 miliardi di CHF all’anno. L’epoca in cui era facile mantenere i conti in equilibrio è finita; la Confederazione è ora sotto pressione per le spese in costante aumento, che nessuna entrata fiscale ginevrina può coprire.

Due ingenti oneri finanziari pesano sui conti: l’introduzione della 13esima rendita AVS e un aumento sostanziale delle spese per la difesa. «Il bilancio non affronta queste sfide da una posizione di forza, anzi, è vero il contrario», ha dichiarato Keller-Sutter. Il freno all’indebitamento, pilastro costituzionale della stabilità economica svizzera, è minacciato. La ministra sostiene che questo meccanismo è fondamentale per prepararsi alle crisi, avendo salvaguardato l’economia durante la pandemia, e che non può essere abbandonato ora. L’eccedenza del 2025 è un miraggio che nasconde una crisi strutturale, in rapido aggravamento per le finanze federali.

Scontro in Parlamento: la battaglia per la disciplina finanziaria

A marzo si preannuncia un duro scontro politico. L’intervento della ministra delle finanze arriva in un momento cruciale, mentre il Parlamento si prepara a discutere il controverso pacchetto di risparmi. La posta in gioco è altissima: il Consiglio degli Stati ha già ridotto di quasi 900 milioni di CHF i risparmi proposti, complicando il percorso verso un bilancio in pareggio.

Keller-Sutter ha lanciato un chiaro ultimatum: qualsiasi ulteriore tentativo di ridimensionare il programma di risparmi comporterà automaticamente tagli altrove. Non esistono soldi gratis. La decisione definitiva è attesa entro la fine della sessione primaverile e il tempo stringe, mentre si profila un possibile referendum. Presto il popolo svizzero potrebbe decidere alle urne il destino di queste misure di risparmio. In aprile il Consiglio federale presenterà una previsione aggiornata delle finanze pubbliche. Il messaggio è irremovibile: l’eccedenza del 2025 non cambia nulla. La disciplina finanziaria non è soltanto un’opzione, è l’unica via per evitare che il freno all’indebitamento svizzero ceda sotto la pressione.