religione
La Chiesa cattolica svizzera introduce test psicologici per combattere gli abusi
Dopo uno studio del 2023 dell’Università di Zurigo sugli abusi sessuali, la Chiesa cattolica svizzera annuncia nuove misure preventive, tra cui test psicologici obbligatori.

Con una decisione pionieristica nella lotta contro gli abusi sessuali al proprio interno, la Chiesa cattolica svizzera ha annunciato l’introduzione di test psicologici obbligatori per le persone candidate al ministero ecclesiastico. Questa importante riforma rientra in una strategia globale volta a rafforzare le misure preventive e a garantire istituzioni religiose più sicure in tutta la Svizzera.
Contesto e studio dell’Università
L’iniziativa fa seguito a uno studio approfondito condotto nel 2023 dall’Università di Zurigo, che ha fornito prove chiare di abusi avvenuti in passato nella Chiesa cattolica svizzera. I risultati hanno spinto i vertici della Chiesa ad agire subito, mostrando il tipico approccio svizzero nell’affrontare le sfide istituzionali con soluzioni basate sui fatti.
Sistema di test psicologici
Il sistema di test psicologici di nuova concezione, la cui preparazione è iniziata a giugno, mira a individuare potenziali fattori di rischio nelle prime fasi della selezione delle persone candidate al ministero ecclesiastico. Le valutazioni saranno condotte da esperti esterni e si concentreranno sui tratti della personalità, sui modelli comportamentali e sulle dinamiche relazionali. Il sistema esaminerà in particolare caratteristiche preoccupanti come un autoritarismo eccessivo, l’incapacità di gestire il dissenso e modelli problematici nell’instaurare relazioni. Pur riconoscendo che nessun sistema è perfetto, i responsabili della Chiesa ritengono che questo approccio scientifico rappresenti un importante passo avanti nella prevenzione.
Ulteriori misure di riforma
Oltre ai test psicologici, la Chiesa cattolica svizzera sta attuando un pacchetto completo di riforme. Sono previsti un sistema indipendente per la segnalazione di presunti abusi, la professionalizzazione del processo di selezione e l’istituzione di un tribunale ecclesiastico penale e disciplinare. Queste misure riflettono l’impegno della Svizzera a coniugare la riforma istituzionale con misure di protezione concrete.
Attuazione e prospettive future
La Chiesa prevede di pubblicare a metà gennaio informazioni dettagliate sul nuovo sistema di selezione. Questo approccio trasparente è in linea con i valori svizzeri di apertura e responsabilità. Pur riconoscendo che potrebbero persistere delle difficoltà, la portata complessiva delle riforme dimostra l’impegno della Chiesa cattolica svizzera a creare un ambiente religioso più sicuro per tutte le persone della propria comunità.