Vai al contenuto
Swiss Observer

Pericolo critico di valanghe in Svizzera: snowboarder muore a Davos

Mentre sulle Alpi si moltiplicano gli avvertimenti per il pericolo marcato di valanghe, uno snowboarder di 38 anni è morto nei pressi di Davos, portando a dodici il numero delle vittime di valanghe registrate quest’inverno. Le autorità mettono in guardia da valanghe di grandi dimensioni, che possono staccarsi spontaneamente e interessare le aree dedicate agli sport invernali e le vie di trasporto.

AI16 febbraio 2026Il nostro processo editoriale
Pericolo critico di valanghe in Svizzera: snowboarder muore a Davos
AISWI swissinfo.ch

Le Alpi svizzere hanno mietuto un’altra vittima, portando a dodici il tragico bilancio di questa stagione invernale. Domenica pomeriggio, uno snowboarder svizzero di 38 anni è stato travolto e sepolto dalla neve sotto lo Schwarzhorn, nella rinomata area sciistica di Parsenn, nei pressi di Davos. Nonostante un’imponente mobilitazione dei soccorsi, intervenuti rapidamente, la montagna non ha restituito vivo il suo corpo.

L’intervento di soccorso è stato imponente, a testimonianza della gravità dell’accaduto. Un compagno ha allertato immediatamente le autorità, facendo scattare una mobilitazione che ha coinvolto 16 collaboratori degli impianti di risalita, cinque specialisti del centro di soccorso SOS, soccorritori alpini del CAS con tre cani da valanga e un equipaggio della Rega. Nonostante oltre 40 soccorritori e volontari abbiano perlustrato il terreno fuori pista, l’esito è stato tragico. Quest’ultima morte nei Grigioni ricorda in modo brutale quanto sia insidioso il manto nevoso attuale. Non si tratta soltanto di una statistica: una famiglia è stata spezzata e una comunità è in lutto, mentre il bilancio delle vittime continua inesorabilmente a salire.

Allarme critico: il grado di pericolo sale a forte

La Svizzera si trova ora ad affrontare una situazione valanghiva critica, che le autorità definiscono altamente instabile. L’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) ha lanciato un chiaro allarme: il pericolo di valanghe è in aumento e martedì il grado 4, forte, dovrebbe interessare l’intero Canton Grigioni. Non è un’esercitazione: è probabile che valanghe spontanee di grandi dimensioni si stacchino lungo i versanti senza essere provocate da persone.

Una pericolosa combinazione di neve fresca e venti tempestosi ha creato accumuli instabili sul versante nord delle Alpi e in Vallese. Il bollettino WSL avverte esplicitamente che in queste condizioni le valanghe possono staccarsi facilmente. Se vengono sollecitati gli strati deboli più profondi del manto nevoso, le valanghe che ne derivano potrebbero raggiungere dimensioni catastrofiche. Il limite delle nevicate è salito a 1’000 metri, aumentando il peso e l’instabilità del manto nevoso. Per chi pratica sport invernali, il messaggio è inequivocabile: allontanarsi dalle piste assicurate in questo momento equivale a giocare alla roulette russa.

Infrastrutture paralizzate e località evacuate

La furia delle tempeste invernali si è spostata dalle cime alle infrastrutture essenziali e alle zone abitate. La natura ha già interrotto importanti collegamenti di trasporto: lunedì mattina, una valanga spontanea è precipitata nei pressi di Goppenstein, perturbando il traffico ferroviario sulla linea fondamentale tra Briga e Frutigen. L’episodio evidenzia la portata dell’attuale pericolo: non riguarda soltanto le zone fuori pista in alta montagna, ma minaccia anche i fondovalle e le vie di transito che permettono alla Svizzera di restare in movimento.

Ancora più preoccupante è la situazione nel Comune vallesano di Orsières, dove le autorità sono state costrette a evacuare circa 50 residenti. Il maltempo e i forti venti ne rendevano impossibile la permanenza in sicurezza, rendendo necessaria una partenza immediata. Questa misura preventiva sottolinea l’imprevedibilità dell’attuale fase di maltempo. Le precipitazioni dovrebbero attenuarsi entro martedì sera, ma le ripercussioni sulla vita quotidiana restano considerevoli. La rete dei trasporti svizzera, solitamente un modello di affidabilità, è attualmente in balia degli elementi.

Una geografia mortale: il Vallese paga il prezzo più alto

Quest’inverno le statistiche sulle vittime rivelano una tendenza inquietante e una geografia della morte attraverso le Alpi svizzere. Delle dodici persone che hanno perso la vita finora, il Canton Vallese è stato l’epicentro della tragedia, con ben sette vittime, più della metà del totale nazionale. Seguono i Grigioni con tre vittime, compresa la recente morte a Davos, mentre in Ticino si sono registrati due decessi.

Questa disparità regionale restituisce un quadro cupo delle condizioni nel sud-ovest. Il pericolo è diffuso, ma la combinazione specifica di terreno e condizioni meteorologiche in Vallese si è rivelata particolarmente letale in questa stagione. Per i prossimi giorni, il WSL prevede che il pericolo acuto possa diminuire leggermente mercoledì con l’attenuarsi delle precipitazioni, ma il rischio resterà elevato. Il manto nevoso rimane insidioso e la probabilità statistica di altri incidenti è preoccupantemente alta. La Svizzera resta in stato di allerta, nella speranza di fermare l’aumento delle vittime prima della fine dell’inverno.