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Swiss Observer

In aumento le truffe negli affitti ai danni di chi cerca casa in Svizzera

Il Centro nazionale per la cibersicurezza segnala un aumento dei casi di truffa negli affitti, mentre i truffatori approfittano della forte pressione sul mercato immobiliare svizzero, in particolare nelle regioni con un tasso di abitazioni sfitte inferiore all’1%.

AI10 febbraio 2025Il nostro processo editoriale
In aumento le truffe negli affitti ai danni di chi cerca casa in Svizzera
AILe News

La Svizzera è alle prese con una crisi abitativa che è ormai diventata terreno fertile per la ciberc criminalità. Con i tassi di abitazioni sfitte scesi sotto l’1% in tutto il Paese, la disperazione di trovare un tetto sopra la testa è palpabile. Nei Cantoni di Zugo e Ginevra, dove la concorrenza è particolarmente agguerrita, la situazione è ancora più critica, con una disponibilità inferiore allo 0,5%. Questa scarsità ha creato le condizioni ideali per i truffatori, che approfittano senza scrupoli del panico di chi cerca casa. Il Centro nazionale per la cibersicurezza (NCSC) segnala un preoccupante aumento delle truffe negli affitti, segno che i predatori digitali stanno sfruttando attivamente la carenza di alloggi in Svizzera.

I numeri delineano un quadro cupo di questa minaccia in crescita. Nel solo 2024, le autorità hanno registrato 270 casi confermati di annunci di affitto falsi. La tendenza non accenna a rallentare: nelle prime settimane del 2025 sono già state segnalate 32 nuove segnalazioni. Non si tratta soltanto di statistiche, ma di persone e famiglie spinte al limite da un mercato ristretto, che finiscono per essere sfruttate da reti criminali sofisticate. Mentre nelle grandi città cresce la domanda di alloggi a prezzi accessibili, i truffatori riempiono il vuoto con appartamenti inesistenti e promesse non mantenute.

La struttura di una trappola digitale

La sfrontatezza di queste truffe è pari soltanto alla loro sofisticatezza. I truffatori ricorrono a diverse tattiche per aggirare la diffidenza di chi è stanco di cercare casa. Un esempio lampante è emerso di recente a Zurigo: un appartamento di quattro locali e mezzo proposto a un incredibile affitto mensile di 1’100 CHF. In un mercato in cui un alloggio simile dovrebbe costare molto di più, l’offerta era un miraggio pensato per attirare chi è disperato. Gli annunci spesso contengono fotografie rubate di immobili reali o interni completamente inventati, accompagnati da affitti irrealisticamente bassi per suscitare un interesse immediato.

Una volta che la vittima abbocca, la trappola scatta. I truffatori si spacciano spesso per proprietari che si trovano all’estero, adducendo una giustificazione plausibile per non poter incontrare di persona gli interessati. Chiedono di versare immediatamente pagamenti «necessari» in anticipo, presentati come spese per la visita, depositi per le chiavi o affitto del primo mese. Il denaro finisce spesso su conti bancari all’estero o, sempre più frequentemente, nell’irrintracciabile mondo dei portafogli di criptovalute. Oltre al furto di denaro, queste interazioni hanno un secondo scopo: raccogliere dati personali sensibili. Moduli di candidatura eccessivamente invasivi, che chiedono numeri AVS e coordinate bancarie, sono spesso una copertura per il furto d’identità e lasciano le vittime esposte sul piano finanziario e digitale.

Segnali d’allarme e misure di protezione

La vigilanza è l’unica difesa efficace contro questi schemi predatori. L’NCSC avverte chiaramente che, se un’offerta sembra troppo bella per essere vera, quasi certamente non lo è. Il segnale d’allarme più evidente è un affitto nettamente inferiore alla media della zona. Chi cerca casa dovrebbe confrontare i prezzi con quelli di annunci simili per individuare subito eventuali anomalie. Inoltre, la richiesta di un pagamento prima della visita è un chiaro segno di truffa. Nessun proprietario legittimo chiederà contanti, carte regalo o criptovalute prima che il contratto sia firmato e l’appartamento visitato.

Chi desidera prendere in affitto un alloggio deve esaminare ogni dettaglio con attenzione. Errori di ortografia, immagini a bassa risoluzione e informazioni di contatto incomplete sono segnali tipici di una truffa improvvisata. Chi vuole approfondire può consultare i registri fondiari pubblici, un valido strumento per verificare chi è il reale proprietario dell’immobile e smascherare le menzogne di un falso locatore. Inoltre, non si dovrebbero mai compilare moduli di candidatura che chiedono dati personali eccessivi, come il numero AVS, prima di aver verificato la legittimità dell’agenzia o del proprietario. In un mercato ad alto rischio, essere diffidenti non è solo una mentalità, è una strategia per tutelarsi.

Ritrovare sicurezza in un mercato instabile

L’aumento delle truffe negli affitti è un campanello d’allarme per il settore abitativo svizzero. Finché il mercato resta teso, spetta alle singole persone agire con prontezza se sospettano un raggiro. Intervenire subito può limitare i danni. Se si sospetta di essere stati presi di mira, occorre interrompere immediatamente ogni contatto. Non rispondere e non negoziare. Chi ha già trasferito del denaro dovrebbe sporgere senza indugio una denuncia alla polizia cantonale, come raccomanda l’NCSC. La piattaforma Suisse ePolice offre una procedura semplificata per segnalare questi reati nelle regioni di lingua tedesca, francese e italiana.

Le conseguenze del furto d’identità sono altrettanto gravi. Se una copia del passaporto o della carta d’identità è stata condivisa con un truffatore, le vittime devono segnalare immediatamente l’accaduto all’ufficio passaporti del proprio luogo di domicilio per evitare danni duraturi alla propria reputazione. La carenza di alloggi è un problema strutturale che richiederà anni per essere risolto, ma la lotta allo sfruttamento informatico è già in corso. Informandosi e segnalando ogni caso, la popolazione svizzera può contribuire a smantellare le reti che lucrano sul bisogno di trovare una casa.