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Stagione turistica invernale da record, trainata dai visitatori internazionali
Il turismo svizzero registra una stagione invernale senza precedenti, con un aumento del 2% dei pernottamenti, trainato in particolare dai visitatori statunitensi, e segna la ripresa dopo la pandemia.

Il settore turistico svizzero ha battuto ogni record. La stagione invernale 2024/25 non si è limitata a superare i risultati precedenti: li ha oltrepassati con slancio, consolidando una piena ripresa dopo la pandemia. Secondo gli ultimi dati di Svizzera Turismo, i pernottamenti nelle strutture ricettive sono aumentati del 2%, mentre le escursioni giornaliere sono cresciute del 3%. Non si tratta di una crescita marginale, ma di un chiaro segnale: le Alpi svizzere restano la destinazione invernale d’eccellenza per l’élite internazionale.
Il motore di questo successo è indiscutibile: i visitatori internazionali. Mentre il mondo fa i conti con l’incertezza economica, i turisti stranieri hanno affollato le località svizzere, portando vitalità e capacità di spesa, e superando persino i risultati della stagione record precedente. Il settore non è più in fase di ripresa, ma di espansione. Albergatori e autorità regionali riferiscono che l’afflusso è stato costante e consistente, a dimostrazione del fatto che il fascino del marchio dell’inverno svizzero è più forte che mai.
Il boom transatlantico e il calo del mercato interno
Gli americani sono arrivati e spendono. Il mercato statunitense è stato senza dubbio il protagonista di questa stagione invernale. Martin Vincenz, CEO di Graubünden Ferien, conferma la tendenza: «Anche in inverno il mercato statunitense è sempre più forte». Il dato rispecchia il boom estivo e consacra i visitatori americani come un pilastro fondamentale del turismo svizzero durante tutto l’anno. Anche i Paesi europei vicini hanno contribuito in modo significativo, riempiendo alberghi e piste in tutta la Svizzera.
È emerso però un netto contrasto. Mentre i numeri dei visitatori internazionali sono in forte crescita, il mercato interno ha rallentato. Molte regioni hanno segnalato una diminuzione significativa degli ospiti svizzeri rispetto all’anno scorso. Che sia dovuta al franco forte, che incentiva gli svizzeri a viaggiare all’estero, o alla prudenza economica in patria, il calo del mercato interno mette in luce un cambiamento nella composizione dei visitatori. Attualmente il settore prospera grazie alla spesa dei turisti stranieri, una dinamica che ha salvato la stagione e l’ha portata a livelli record nonostante il calo della domanda locale.
Un tesoro meteorologico: il sole sopra la nebbia
«Grigio in basso, blu in alto». Non era solo una previsione meteorologica: per gli operatori di montagna è stata una miniera d’oro. La stagione 2024/25 ha beneficiato di uno scenario meteorologico da sogno. Le abbondanti nevicate arrivate presto hanno garantito un inizio di stagione molto solido, creando un manto nevoso che ha resistito per settimane. Mentre valli e città erano avvolte da una coltre di nebbia deprimente, le località d’alta quota godevano di un sole splendente.
Questa inversione ha esercitato un’attrazione psicologica irresistibile. Per settimane, l’unica via di fuga dalla foschia di pianura è stato il sole in montagna. Questo andamento meteorologico si è trasformato nella migliore campagna di marketing possibile, contribuendo all’aumento del 3% delle escursioni giornaliere, con gli abitanti delle città in fuga dal grigio verso il blu. Le condizioni della neve sono rimaste eccellenti durante i mesi centrali della stagione, assicurando agli ospiti internazionali, che avevano prenotato con mesi di anticipo, la Svizzera da cartolina per cui avevano pagato.
Una lunga stagione: impianti in funzione anche dopo Pasqua
Nelle valli la primavera è ormai arrivata ufficialmente, ma le casse delle località invernali sono ancora aperte. La stagione mostra una resistenza notevole. Ben il 58% delle ferrovie di montagna continuerà a funzionare durante le vacanze di Pasqua. Ancora più sorprendente, il 12% degli operatori prolungherà la stagione oltre Pasqua, approfittando dell’abbondante manto nevoso e della domanda sostenuta.
Solo il 30% delle località ha concluso la stagione, una percentuale bassa per l’inizio di aprile. Questa estensione offre al settore un «turno bonus» fondamentale, consentendo alle località di massimizzare i ricavi prima che il disgelo primaverile entri davvero nel vivo. Con le montagne ancora innevate e gli impianti in funzione, la Svizzera dimostra che il suo motore del turismo invernale può andare avanti più a lungo e con più slancio rispetto alla concorrenza.