Diritto
Il Parlamento vota per abolire la prescrizione dell’omicidio
Con un’importante riforma giuridica, il Parlamento svizzero ha approvato una mozione per rendere l’omicidio imprescrittibile, abolendo così l’attuale termine di prescrizione di 30 anni per questo reato.

Per gli assassini in Svizzera, il tempo ha ufficialmente smesso di scorrere. Con una decisione storica che modifica in profondità il panorama penale del Paese, il Consiglio nazionale ha votato per abolire il termine di prescrizione di 30 anni per l’omicidio. Il messaggio è chiaro e forte: il tempo non cancellerà più la colpa del crimine più atroce.
Per decenni, il diritto svizzero ha permesso agli assassini di restare impuniti se riuscivano a sottrarsi alla giustizia per trent’anni. Ora quell’epoca volge al termine. Approvando questa mozione, il Parlamento fa sì che l’omicidio diventi imprescrittibile, adeguando il Codice penale e il Codice penale militare a una concezione della giustizia più severa e inflessibile. Il messaggio ai responsabili è inequivocabile e gelido: non esiste un traguardo, un rifugio sicuro o una data sul calendario che garantisca l’immunità. Questa decisione segna una svolta nella giustizia penale svizzera, dando priorità alla responsabilità perpetua dell’autore rispetto alla certezza giuridica.
La coalizione di destra supera la Commissione
La vittoria dei fautori della linea dura era tutt’altro che scontata. A Berna è andato in scena un braccio di ferro politico: la maggioranza della Commissione degli affari giuridici aveva chiesto esplicitamente di mantenere il termine di prescrizione. La Commissione si era espressa a favore dello status quo, ma è stata travolta da una potente alleanza di centrodestra.
L’Unione democratica di centro (UDC) ha guidato l’iniziativa, affiancata dai Liberali radicali (PLR) e dal Centro. Insieme hanno formato un blocco compatto che ha respinto la raccomandazione della Commissione. Il voto mette in luce una divisione sempre più netta nella politica svizzera tra chi difende i tradizionali principi giuridici della certezza del diritto e un movimento in crescita che chiede una responsabilità senza limiti di tempo. La richiesta della minoranza in Consiglio nazionale è diventata la volontà della maggioranza, dimostrando che quando il centrodestra si unisce può riscrivere le regole nonostante l’opposizione della Commissione.
L’iniziativa intransigente di San Gallo
La spinta a questa ampia riforma non è partita da Palazzo federale, ma dal Canton San Gallo. È stata un’iniziativa cantonale a chiedere per prima l’abolizione totale del termine di prescrizione di 30 anni per tutti i reati punibili con una pena detentiva a vita. La proposta sangallese era radicale e di vasta portata: puntava a una profonda revisione del Codice penale.
La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) è riuscita a limitare la portata della proposta all’omicidio, ma il disegno di legge resta fondato sulla richiesta sangallese di una giustizia più severa. Ciò dimostra quanto i Cantoni possano essere decisivi nell’innescare cambiamenti a livello federale. San Gallo ha sostenuto con successo che la gravità di togliere una vita è tale che il diritto dello Stato di perseguire il reato non dovrebbe mai estinguersi. Il testo definitivo è più circoscritto rispetto alla richiesta iniziale, ma il Cantone è riuscito a imporre la propria posizione a Berna.
Prosegue il ping-pong legislativo
Nonostante il voto decisivo sull’omicidio, l’iter non è ancora concluso. Il disegno di legge tornerà ora al Consiglio degli Stati, dando il via a un nuovo esame parlamentare. Il Consiglio nazionale non si è limitato a votare sull’omicidio: con lo stesso progetto ha anche modificato i termini di prescrizione per altri reati, creando una divergenza che dovrà essere risolta.
Questo passaggio procedurale rappresenta l’ultimo ostacolo per la riforma. Il Consiglio degli Stati, che un anno fa aveva approvato la modifica relativa all’omicidio, dovrà ora esaminare le ulteriori modifiche apportate dal Consiglio nazionale. Il punto centrale del progetto, ossia il perseguimento senza limiti di tempo per l’omicidio, sembra al sicuro, visto il sostegno già espresso dal Consiglio degli Stati; occorre però armonizzare i dettagli relativi agli altri reati. Il Parlamento è ormai alle battute finali di un processo che renderà in modo permanente il sistema giudiziario svizzero più severo nei confronti dei criminali più pericolosi.