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Swiss Observer

Novartis chiude Morphosys, a rischio centinaia di posti di lavoro

Il colosso farmaceutico svizzero Novartis annuncia la chiusura entro il 2025 dell’azienda biotecnologica tedesca Morphosys, acquisita di recente. La decisione riguarda 330 posti di lavoro e solleva interrogativi sul consolidamento del settore farmaceutico.

AI19 dicembre 2024Il nostro processo editoriale
Novartis chiude Morphosys, a rischio centinaia di posti di lavoro
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Quasi 330 posti di lavoro sono a rischio, mentre Novartis si appresta a smantellare le attività operative di Morphosys, a pochi mesi dall’acquisizione. Con una decisione netta e senza mezzi termini, il colosso farmaceutico basilese ha confermato che chiuderà tutte le sedi di Morphosys in Germania e negli Stati Uniti entro la fine del 2025. La chiusura è un duro colpo per il settore biotecnologico europeo e segna la fine del percorso di un’azienda che un tempo era un pilastro dell’innovazione tedesca. All’inizio di quest’anno Novartis ha pagato la notevole cifra di 2,7 miliardi di euro (2,5 miliardi di franchi) per l’azienda, un investimento ingente che ora viene sottoposto a un ampio processo di consolidamento. La proprietà intellettuale e le attività legate al portafoglio saranno integrate in Novartis, mentre l’eredità materiale di Morphosys, fondata nel 1992, verrà cancellata. La rapidità dello smantellamento sottolinea la volatilità delle acquisizioni nel settore farmaceutico, dove le ridondanze operative vengono eliminate in tempi brevi alla ricerca di maggiore efficienza.

La rettifica da 800 milioni di dollari: quando la ricerca e sviluppo ad alto rischio delude

Di recente, 800 milioni di dollari sono spariti dai conti, dopo che Novartis è stata costretta a rivalutare il valore effettivo dell’acquisizione. Questa drastica svalutazione è un’ammissione esplicita del fatto che la valutazione iniziale di Morphosys era eccessivamente ottimistica. La correzione finanziaria mette in luce i rischi del mercato delle fusioni e acquisizioni farmaceutiche, dove potenziali farmaci di successo possono trasformarsi rapidamente in passività. L’amministratore delegato di Novartis, Vas Narasimhan, ha sostenuto con costanza una strategia di acquisizioni mirate, ma questa rettifica ingente suggerisce che la due diligence potrebbe non aver individuato segnali d’allarme cruciali. L’azienda deve ora fare i conti con il fatto che una parte significativa del valore attribuito all’attività è svanita. Novartis sostiene che la strategia generale «sta dando i suoi frutti», ma questa specifica perdita finanziaria è una mela ammaccata nel paniere e solleva domande scomode sulla precisione della recente ondata di spese.

Le promesse di Pelabresib si affievoliscono sotto esame

Il fiore all’occhiello dell’acquisizione, un farmaco chiamato Pelabresib, ha perso il suo splendore. Novartis ha acquistato Morphosys soprattutto per ottenere accesso a questo trattamento contro la mielofibrosi, una malattia cronica del midollo osseo potenzialmente letale. Tuttavia, dati recenti hanno gettato un’ombra sul futuro del farmaco. Sono emerse serie preoccupazioni sia sull’efficacia sia sulla sicurezza, che hanno imposto una nuova valutazione e portato alla svalutazione. Quella che era stata presentata come una terapia rivoluzionaria si trova ora a fare i conti con la dura realtà dell’esame clinico. Il colosso basilese non abbandona del tutto il farmaco, ma ne integra lo sviluppo nei propri rigorosi sistemi. L’ottimismo che aveva motivato l’acquisto da diversi miliardi di franchi è stato tuttavia ridimensionato da dati clinici che non hanno raggiunto l’elevata soglia attesa da un trattamento oncologico destinato a cambiare le cose. La vicenda illustra i rischi elevati dell’acquisto di aziende biotecnologiche con prodotti in fase clinica: la scienza non sempre si adegua al piano aziendale.

Pragmatismo strategico: razionalizzare il portafoglio

Dal 1992 Morphosys era una delle aziende biotecnologiche più antiche e rispettate della Germania, ma nella strategia attuale di Novartis non c’è spazio per la nostalgia. La decisione di integrare tutte le attività e chiudere le sedi è un esempio da manuale di razionalizzazione aziendale. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato senza mezzi termini: «Tutte le operazioni di fusione e acquisizione nella ricerca e nello sviluppo comportano un certo grado di rischio». La mossa indica che Novartis dà la priorità a una struttura organizzativa snella e centralizzata, invece di mantenere sedi distaccate a livello regionale. Per l’industria farmaceutica svizzera, questa decisione ribadisce il ruolo dominante di Basilea, centro nevralgico della farmaceutica globale, che assorbe l’innovazione e mette da parte il guscio. Con l’avvicinarsi del 2025, l’attenzione si sposta sulla rapidità con cui Novartis riuscirà a salvaguardare il valore del portafoglio rimanente, mentre i 330 dipendenti interessati affrontano una transizione difficile. Il messaggio è chiaro: conta solo la performance.