economia
Nestlé multata per 500’000 CHF per pratiche illegali di filtraggio dell’acqua
Il Cantone di Vaud ha sanzionato Nestlé per l’uso non autorizzato di filtri a carbone attivo nella produzione dell’acqua minerale Henniez tra il 2008 e il 2022.

Con un’importante azione di controllo, il colosso alimentare svizzero Nestlé è stato multato dal Cantone di Vaud per 500’000 CHF (620’000 dollari) a causa di pratiche di filtraggio dell’acqua illegali presso il suo stabilimento di acqua minerale Henniez. È stato accertato che l’azienda aveva utilizzato filtri a carbone attivo non autorizzati nel processo di produzione dal 2008 al 2022, per un periodo di 14 anni. La violazione ha sollevato importanti interrogativi sugli standard di trattamento dell’acqua e sulla fiducia dei consumatori nel settore svizzero delle acque minerali pregiate.
Scoperta e inchiesta
Le pratiche di filtraggio illegali sono emerse durante un’ispezione di routine condotta dall’Ufficio della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) del Cantone di Vaud nel maggio 2020. L’inchiesta ha rivelato che Nestlé Waters utilizzava filtri a carbone attivo senza la necessaria autorizzazione, violando le normative svizzere sulla produzione di acqua minerale. Dopo la scoperta, Nestlé ha tentato di ottenere un’autorizzazione in deroga, senza successo; il sistema di filtraggio ha quindi dovuto essere rimosso entro la fine del 2022.
Conseguenze legali e impatto sui consumatori
Il Ministero pubblico del Cantone di Vaud ha stabilito che la pratica di filtraggio non autorizzata costituiva una violazione dell’articolo 29 della Legge federale sulle derrate alimentari. Il procuratore pubblico Eric Kaltenrieder ha sottolineato che i consumatori erano stati tratti in inganno dalla commercializzazione del prodotto come «acqua minerale», sebbene il processo di filtraggio non ne consentisse più questa classificazione. La filtrazione non è stata ritenuta nociva per la salute dei consumatori, ma l’etichettatura ingannevole ha procurato a Nestlé un vantaggio economico indebito, un elemento considerato nel determinare la sanzione.
La risposta di Nestlé e le misure correttive
Dopo la scoperta della violazione, Nestlé Waters ha collaborato con le autorità durante tutta l’inchiesta. L’azienda ha ottemperato all’obbligo di rimuovere i filtri a carbone attivo entro la fine del 2022. La multa relativamente contenuta, pari a 500’000 CHF, ha tenuto conto di questa collaborazione e del fatto che il processo di filtraggio, pur non autorizzato, non comportava rischi per la salute dei consumatori. Il caso mette in luce l’equilibrio tra rispetto delle norme e pratiche industriali nel settore svizzero delle bevande.
Il quadro normativo svizzero
Il caso sottolinea la rigidità delle norme svizzere sulla produzione e sull’etichettatura dell’acqua minerale. Secondo il diritto svizzero, per poter essere definita «acqua minerale», l’acqua deve mantenere il suo stato naturale ed essere sottoposta a trattamenti minimi. L’uso di filtri a carbone attivo, comune in altri processi di trattamento dell’acqua, non è consentito per i prodotti commercializzati come acqua minerale naturale. Questo quadro normativo mira a tutelare l’integrità e la reputazione del settore svizzero delle acque minerali, storicamente noto per l’alta qualità e la purezza naturale dei suoi prodotti.