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Swiss Observer

Dramma in montagna: soccorritori svizzeri salvano alpinisti bloccati nel maltempo

Una complessa operazione di soccorso nel Canton Vallese salva due cordate dalle condizioni insidiose del Lagginhorn e mette in luce le capacità dei soccorritori alpini svizzeri.

Dramma in montagna: soccorritori svizzeri salvano alpinisti bloccati nel maltempo
AISWI swissinfo.ch

Sabato, la natura ha scatenato tutta la sua furia sulla valle di Saas, trasformando un’ascensione estiva in una lotta per la sopravvivenza. Quando una tormenta di neve accecante e una fitta nebbia si sono abbattute sulle Alpi vallesane, l’Organizzazione cantonale vallesana di soccorso (KWRO) e Air Zermatt si sono trovate impegnate in un’operazione ad alto rischio, che ha richiesto di andare oltre le procedure standard. Poco dopo le 18 è giunta una richiesta di soccorso: una cordata di quattro persone era bloccata sulla cresta sud esposta del Lagginhorn, immobilizzata dagli elementi.

Con la visibilità quasi azzerata, le capacità tecnologiche di Air Zermatt si sono rivelate pressoché inutili. Un recupero diretto in elicottero, di norma la soluzione d’eccellenza nei soccorsi alpini svizzeri, era impossibile. A causa dei venti impetuosi, i piloti non riuscivano a stabilizzare l’aeromobile vicino agli alpinisti bloccati. Non si trattava più di un normale recupero: era un incubo tattico che richiedeva di intervenire a piedi nella «zona della morte». La decisione è stata presa immediatamente: se la macchina non poteva raggiungerli, ci sarebbero dovute andare le persone. Ha così avuto inizio una delle operazioni di soccorso più complesse della stagione.

La salita al Lagginhorn: una corsa contro l’ipotermia

La strategia era disperata, ma necessaria. I piloti di Air Zermatt sono riusciti a far scendere due specialisti del soccorso a 3’200 metri, ancora 800 metri sotto il punto in cui si trovavano gli alpinisti. Da lì è cominciata una durissima salita a piedi. Lottando contro il freddo gelido e venti da tempesta, questi alpinisti d’élite hanno affrontato una maratona verticale per raggiungere il gruppo bloccato. Vista la gravità della situazione, altri voli hanno trasportato nella zona di sbarco quattro soccorritori supplementari e materiale pesante, portando a sei il numero dei membri della squadra.

Nel frattempo, il coordinamento dei soccorsi ha preso una decisione tattica fondamentale. Agli alpinisti bloccati è stato chiesto di proseguire verso la vetta, anziché tentare la discesa sulla cresta sud, tecnicamente più agevole ma insidiosa. La via normale offriva l’unica, seppur esile, speranza di rientrare in sicurezza. Mentre il sole tramontava, la temperatura è scesa ulteriormente. Era una corsa contro l’ipotermia: i soccorritori salivano nel cuore della tempesta per raggiungere la cordata esausta prima che gli elementi avessero la meglio.

Emergenza simultanea: la disavventura sul Weissmies

Come se una grave emergenza non bastasse, la rete di soccorso vallesana è stata messa a dura prova da un intervento simultaneo sul vicino Weissmies. Mentre sul Lagginhorn si svolgeva la drammatica operazione, è arrivata una richiesta di soccorso distinta, partita da una cordata di due persone che si era persa durante la discesa nella tormenta. Disorientati e incapaci di orientarsi su un terreno insidioso, erano di fatto accecati dalla tempesta.

Air Zermatt ha dimostrato ancora una volta perché è considerata un punto di riferimento mondiale nella logistica dei soccorsi alpini. Nonostante il tempo caotico, è riuscita a far scendere con precisione due specialisti della KWRO a 3’200 metri sul Weissmies. Questa operazione parallela ha richiesto una coordinazione impeccabile tra le squadre aeree e quelle a terra. Gli specialisti hanno lottato per ore per localizzare e mettere in sicurezza gli alpinisti, accompagnandoli infine in un punto in cui il recupero in elicottero è diventato, seppur a fatica, possibile. Questa operazione su due fronti mette in luce l’enorme pressione a cui sono sottoposti i servizi di soccorso svizzeri quando le finestre meteorologiche si chiudono in tutto il cantone.

Al limite: quando anche i soccorritori sono vulnerabili

Lo sforzo fisico richiesto alle squadre di soccorso è stato enorme. Secondo Air Zermatt, gli specialisti impegnati nella salita al Lagginhorn «sono arrivati al limite», un’ammissione rara da parte di un corpo noto per la sua resistenza fuori dal comune. Le condizioni erano così avverse che, poco prima di raggiungere la vetta, gli esperti hanno preso in considerazione l’idea di interrompere la missione per garantire la propria incolumità: una decisione che probabilmente avrebbe segnato il destino degli alpinisti bloccati.

La determinazione ha però prevalso. Verso le 21, nel buio più fitto e a oltre 4’000 metri di altitudine, i soccorritori sono finalmente riusciti a raggiungere i quattro alpinisti. Il sollievo è stato evidente, ma il pericolo era tutt’altro che passato. Il gruppo si trovava ora nel punto più alto della montagna, nel cuore della notte, esausto e infreddolito. Il contatto non segnava la fine, ma soltanto la metà di una dura prova che ha messo alla prova i limiti psicologici e fisici di tutte le persone coinvolte.

La discesa: precisione svizzera nella tempesta

La discesa è stata un’odissea notturna durata quattro ore. Legati tra loro, soccorritori e alpinisti tratti in salvo hanno affrontato la discesa verso la Weissmieshütte, lottando contro le nevicate che continuavano. Una volta raggiunte quote più basse, una breve schiarita ha permesso a un elicottero di recuperare due alpinisti e trasportarli d’urgenza all’ospedale di Visp. La montagna, però, non aveva ancora finito: il peggioramento del tempo ha costretto nuovamente a terra gli elicotteri, obbligando gli altri superstiti e i soccorritori ad attendere le prime luci del giorno per essere evacuati.

Questa operazione ricorda con forza quanto le Alpi svizzere possano essere spietate. L’intervento si è concluso con successo, ma sottolinea l’importanza fondamentale dell’infrastruttura di soccorso vallesana. La capacità di mobilitare personale, coordinare operazioni complesse tra terra e aria e perseverare quando la tecnologia viene meno è ciò che distingue i servizi di soccorso svizzeri dal resto del mondo. Con condizioni climatiche sempre più imprevedibili, il coraggio e la competenza della KWRO e di Air Zermatt restano l’ultima barriera tra la vita e la morte in alta montagna.