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Swiss Observer

Il carnevale degli «Tschäggättä» del Lötschental resiste dopo la frana e una nuova valanga

Il tradizionale carnevale dei Tschäggättä nella valle del Lötschental si è svolto lungo un percorso modificato a causa della frana dell’anno scorso a Blatten. Nel frattempo, la regione ha dovuto fare i conti con una nuova valanga, che ha temporaneamente interrotto il traffico.

AI13 febbraio 2026Il nostro processo editoriale
Il carnevale degli «Tschäggättä» del Lötschental resiste dopo la frana e una nuova valanga
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Giovedì la natura ha scagliato tutto il suo arsenale contro la valle del Lötschental, ma gli Tschäggättä non si sono lasciati intimidire. Poche ore prima che le figure grottesche avvolte nelle pellicce si mettessero in marcia, una gigantesca valanga ha tagliato fuori la regione dal resto del mondo, seppellendo la strada nei pressi di Goppenstein e paralizzando il trasporto ferroviario della BLS. Per un pomeriggio carico di tensione, la valle è rimasta completamente isolata. Eppure, alle 21.15, i mostri hanno sfilato.

Non si è trattato di una semplice parata, ma di un gesto di sfida. Mentre le squadre di soccorso lottavano contro tonnellate di neve per riaprire entro le 19.00 questa arteria vitale, gli abitanti si preparavano a dar vita alla loro antica usanza. La sfilata, nota come «Tschäggättu-Loif», ha attraversato le strade innevate di Wiler senza lasciarsi scoraggiare dal nuovo monito della mutevolezza delle montagne. La concomitanza tra una nuova catastrofe naturale e una celebrazione della paura programmata da tempo mette in luce la straordinaria resilienza della popolazione vallesana. La neve non la induce ad annullare la festa: la affronta e la supera.

Un percorso modificato dalla catastrofe: il lutto silenzioso di Blatten

Il ricordo del passato pesa più della neve di oggi. Per la prima volta da molto tempo, la sfilata non è partita da Blatten. Il villaggio è ancora una zona sinistrata, con le strade ingombre dei detriti della catastrofica frana che lo ha colpito il 28 maggio dell’anno scorso. La decisione di spostare il punto di partenza a Wiler non è stata una scelta logistica: è stata una concessione obbligata a una tragedia ancora dolorosa.

«Siamo ancora in lutto», ha dichiarato Lilian Ritler dell’Ufficio turistico del Lötschental, descrivendo l’atmosfera come «dolorosa». L’assenza della sfilata a Blatten è un vivido promemoria visivo della distruzione che ha travolto la comunità. Eppure, lo spirito della valle non si lascia seppellire insieme alle infrastrutture del villaggio. Modificando il percorso, la comunità riconosce il proprio dolore e al contempo difende con determinazione la continuità di un’usanza che ne definisce l’identità. La marcia verso Ferden è diventata un simbolo di sopravvivenza, a dimostrazione che, anche se il terreno può franare, la cultura resta salda.

Intagliare tra le macerie: si fa avanti una nuova generazione

La frana non ha portato via soltanto edifici: ha inghiottito anche la storia. Nel disastro di maggio sono state distrutte due cantine piene di maschere, campanacci e pelli tramandati di generazione in generazione, seppellendo manufatti che collegavano il presente a un passato risalente addirittura al 1790. Questa perdita avrebbe potuto compromettere il carnevale del 2026. Invece, ha dato vita a una rapida e creativa rinascita tra i giovani della valle.

Giovani intagliatori si sono mobilitati con urgenza, scolpendo nuove maschere di legno in tempi record per sostituire quelle perdute nel fango. «Molte maschere, pelli e campanacci sono andati persi o sono rimasti sepolti», ha osservato Ritler, ma la risposta è stata immediata. Questa nuova ondata di maestria artigianale fa sì che i «mostri» che si aggirano per la valle tra la Candelora e il Martedì grasso non siano semplici reliquie, ma simboli viventi di rinascita. Il profumo del pino fresco delle nuove maschere è quello della resilienza: la tradizione non dipende dal legno vecchio, ma dalle mani vive che lo intagliano.

L’assedio di Goppenstein: quando la natura interrompe i collegamenti

Il caos di giovedì alla galleria Rotloiwi è stato un duro promemoria della precarietà della vita nel Lötschental. Alle 11.40 è scattato l’allarme: il traffico era fermo. La valanga non ha bloccato soltanto una strada, ma ha interrotto l’arteria cantonale A6 e sospeso il trasporto di auto della BLS, intrappolando di fatto residenti e visitatori della valle in una palla di neve.

Per oltre sette ore, polizia e squadre stradali hanno condotto un’operazione ad alto rischio per sgomberare la zona pericolosa. L’incertezza era palpabile: a mezzogiorno le autorità non erano in grado di confermare se vi fossero feriti e i tempi per la riapertura restavano incerti. La riapertura della strada alle 19.00, poche ore prima che iniziassero a risuonare i tamburi del carnevale, testimonia l’efficienza svizzera di fronte alla furia alpina. Gli Tschäggättä continueranno ad aggirarsi fino al 17 febbraio, in una valle consapevole di essere alla mercé delle montagne.