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Swiss Observer

La crisi ai vertici scuote Nestlé: se ne vanno l’amministratore delegato e il presidente

Il colosso alimentare svizzero è confrontato con un vuoto ai vertici senza precedenti dopo uno scandalo legato a una relazione non dichiarata

AI22 settembre 2025Il nostro processo editoriale
La crisi ai vertici scuote Nestlé: se ne vanno l’amministratore delegato e il presidente
AISWI swissinfo.ch

In una svolta senza precedenti, il colosso alimentare svizzero Nestlé si trova ad affrontare il più importante vuoto ai vertici della sua storia recente, dopo che sia l’amministratore delegato Laurent Freixe sia il presidente Paul Bulcke hanno annunciato la loro partenza. La crisi, sviluppatasi nell’arco di appena due settimane, ha scosso il mondo economico svizzero e turbato il conglomerato, tradizionalmente stabile, che ha 159 anni.

La situazione è giunta al culmine durante l’incontro aziendale annuale «All In» di Nestlé, quando il presidente uscente Paul Bulcke si è rivolto virtualmente a 277’000 dipendenti, cercando di mantenere la calma nonostante le circostanze turbolente. Secondo un dipendente, il tentativo di Bulcke di minimizzare l’importanza della sua partenza è stato accolto con scetticismo.

Lo scandalo viene alla luce

Al centro della crisi c’è uno scandalo che coinvolge l’amministratore delegato Laurent Freixe, il quale aveva una relazione non dichiarata con una persona che gli riportava direttamente. La vicenda è emersa attraverso il canale di segnalazione «Speak Up» dell’azienda, dopo che alcuni dipendenti avevano espresso preoccupazione per un presunto trattamento di favore.

La gestione della vicenda da parte del consiglio di amministrazione di Nestlé ha suscitato critiche negli ambienti economici svizzeri, soprattutto considerando che l’azienda è una delle maggiori società quotate alla borsa svizzera, con una capitalizzazione di mercato superiore a quella di UBS.

Ripercussioni sul mercato e sulla cultura aziendale

La crisi ha avuto importanti ripercussioni finanziarie e culturali. Il corso delle azioni Nestlé è precipitato da 120 CHF nel 2022 a circa 70 CHF, mentre la crescita delle vendite ha subito una battuta d’arresto, poiché i consumatori, stanchi dell’inflazione, si oppongono agli aumenti dei prezzi. Il debito netto dell’azienda è quasi raddoppiato dal 2020.

Come osserva Arturo Bris, direttore dell’IMD World Competitiveness Centre: «Nestlé è un simbolo. È un simbolo svizzero. Questo spiega in parte lo shock.» Lo scandalo ha avuto un’eco particolare nella cultura aziendale conservatrice svizzera, in cui la privacy e la discrezione sono molto apprezzate.

Nuova dirigenza e sfide future

In risposta alla crisi, Nestlé ha nominato amministratore delegato Philipp Navratil, attuale responsabile di Nespresso, e presidente Pablo Isla, ex numero uno di Inditex, proprietaria di Zara. La nuova dirigenza deve tuttavia affrontare importanti sfide, tra cui interrogativi sulla sostenibilità del modello di conglomerato di Nestlé.

Con attività in 75 Paesi e migliaia di marchi sotto il suo ombrello, da KitKat agli alimenti per animali Purina, gli investitori si chiedono sempre più se un qualsiasi gruppo dirigente possa gestire efficacemente un portafoglio così eterogeneo. La crisi ha intensificato il dibattito sull’opportunità che Nestlé segua altri conglomerati globali riducendo le proprie dimensioni o scorporando alcune attività sotto la pressione degli azionisti.