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Swiss Observer

La diaspora kosovara in Svizzera partecipa alle elezioni in patria

27’000 residenti kosovari in Svizzera hanno votato alle elezioni parlamentari in Kosovo, mettendo in evidenza gli stretti legami della diaspora con il Paese e i rapporti diplomatici.

AI19 febbraio 2025Il nostro processo editoriale
La diaspora kosovara in Svizzera partecipa alle elezioni in patria
AISWI swissinfo.ch

Quando il Kosovo decide il proprio futuro, la Svizzera non si limita a guardare: partecipa con un impatto dirompente. L’8 febbraio, ben 27’000 residenti kosovari in Svizzera si sono mobilitati per influenzare le elezioni parlamentari della loro patria. Non si tratta di una diaspora passiva, ma di una forza politica dirompente. Dai centri diplomatici di Ginevra al centro finanziario di Zurigo, migliaia di elettori si sono recati alle urne, sottolineando il legame profondo e indissolubile tra la nazione alpina e il giovane Stato balcanico.

L’elevato livello di partecipazione mette in luce una realtà fondamentale: per il Kosovo, la strada verso il potere passa dai Cantoni svizzeri. Mentre il primo ministro uscente Albin Kurti si contendeva i voti a Pristina, i suoi sostenitori in Svizzera erano altrettanto attivi, facendo sentire la propria voce a oltre 1’000 chilometri di distanza. Questa ondata di partecipazione consolida il ruolo della Svizzera non solo come Paese ospitante, ma anche come circoscrizione elettorale di primo piano nella politica kosovara.

Superare le barriere: una svolta storica nell’accesso al voto

Per la prima volta nella storia sono stati superati gli ostacoli burocratici che in passato avevano soffocato il voto della diaspora. Finora, gli espatriati dovevano destreggiarsi tra complesse procedure di registrazione telefonica e il voto per corrispondenza. Quest’anno si è verificata una svolta decisiva in direzione di una maggiore accessibilità. Gli elettori hanno finalmente potuto votare di persona presso le rappresentanze diplomatiche, un cambiamento che ha trasformato l’esperienza del voto, da grattacapo logistico a celebrazione collettiva della democrazia.

L’ambasciatore Mentor Latifi è stato in prima linea in questa riorganizzazione operativa. A Berna non è rimasto chiuso in ufficio: si è recato sul posto e ha accolto personalmente gli elettori all’ambasciata con un gesto amichevole. Il suo approccio concreto rispecchiava l’importanza della giornata. Quasi 4’000 cittadini hanno colto questa nuova opportunità per votare di persona all’ambasciata di Berna e ai consolati di Zurigo e Ginevra, dimostrando che quando cadono le barriere la partecipazione aumenta.

I numeri dell’influenza svizzera

I dati sono inequivocabili: la Svizzera è un attore di peso nel panorama elettorale kosovaro. Su circa 105’000 elettori della diaspora registrati a livello mondiale, oltre il 25% risiede in Svizzera. Si tratta di una concentrazione considerevole di capitale politico. La Germania conta un numero assoluto maggiore, quasi 45’000 elettori, ma la densità e l’organizzazione della comunità svizzero-kosovara ne fanno un blocco formidabile.

Basta confrontare questi dati con quelli della Francia, dove si sono registrati solo 4’600 elettori. La differenza è notevole. La componente svizzera è quasi sei volte più numerosa di quella francese, a dimostrazione dello speciale legame storico e demografico tra la Svizzera e il Kosovo. La commissione elettorale ha rilevato un aumento delle registrazioni complessive della diaspora rispetto a quattro anni fa, dovuto in gran parte all’entusiastica risposta della comunità svizzera. In queste elezioni, un voto su quattro espresso dall’estero recava un timbro postale svizzero o è stato deposto sul suolo elvetico.

Il legame con Kurti: la politica oltre i confini

Il primo ministro Albin Kurti sa bene dove si trovano le sue riserve strategiche. Non considera la diaspora un elemento secondario, anzi, coltiva attivamente i rapporti con essa. Kurti visita spesso la Svizzera, dove sottolinea regolarmente la propria vicinanza ideologica ai politici svizzeri di sinistra. È una danza diplomatica calcolata, che rafforza la sua posizione sia in patria sia all’estero.

I risultati elettorali in Svizzera fungono da barometro della popolarità del suo governo. Grazie a una presenza costante nel dibattito svizzero-kosovaro, Kurti ha di fatto esteso la propria campagna elettorale fino al cuore dell’Europa. Qui la diaspora non si limita a inviare rimesse: esporta la propria volontà politica. L’elevata affluenza a favore del capo del governo uscente suggerisce che la sua strategia di coinvolgere la diaspora come protagonista attiva, e non come semplice osservatrice lontana, sta dando i suoi frutti.

Voci dalla fila: orgoglio a Berna

Fuori dall’ambasciata a Berna si respirava un’atmosfera elettrizzante, carica di senso del dovere e di festa. Il grigio edificio moderno era ornato dalla bandiera del Kosovo, con sei stelle bianche disposte ad arco sopra una mappa dorata su sfondo blu, e fungeva da punto di riferimento per le migliaia di persone in fila. Per molti non si trattava di una semplice formalità, ma di un momento carico di emozione.

«È una benedizione poter esercitare in questo modo i nostri diritti democratici», ha dichiarato un elettore, sorridendo mentre aspettava con la sua compagna. La coppia, che vive in Svizzera da 30 anni, si è fermata per scattarsi un selfie davanti al cartello «Zgjedhjet 2025» (Elezioni 2025) appeso alla porta a vetri. L’immagine racchiude la doppia identità della comunità: profondamente integrata nella vita svizzera, ma al tempo stesso appassionatamente impegnata per il futuro della propria patria. Mentre le code si snodavano attorno all’isolato, è apparso chiaro che per la diaspora kosovara la distanza non ha affievolito il patriottismo, ma ha rafforzato la determinazione.