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Swiss Observer

La sala concerti gonfiabile giapponese debutta in Svizzera

La prima sala concerti gonfiabile al mondo, Ark Nova, debutterà in Europa al Festival di Lucerna, portando un’architettura innovativa nel panorama culturale svizzero.

La sala concerti gonfiabile giapponese debutta in Svizzera
AISWI swissinfo.ch

Lucerna si prepara a un’onda d’urto culturale: Ark Nova, un’impressionante sala concerti gonfiabile alta 18 metri, farà il suo debutto europeo. Non è semplicemente una sala: è un elemento visivo dirompente nel paesaggio svizzero. Simile a un gigantesco pallone amorfo di plastica viola lucida, la struttura attira ogni sguardo mentre si appresta a dominare un prato sulle rive del Lago dei Quattro Cantoni ad agosto. Con una capienza massima di 300 spettatori, Ark Nova rappresenta un’audace fusione di arte e funzionalità, che mette in discussione ogni concezione tradizionale di permanenza architettonica.

In teoria, la sala può gonfiarsi rapidamente in dieci minuti, ma le dimensioni dell’operazione impongono prudenza. Le squadre impiegheranno diverse ore per immettere con cura l’aria nella delicata membrana e garantirne la stabilità strutturale. L’arrivo segna un importante ritorno alle origini per il progetto. Sebbene abbia fatto quattro tournée in Giappone, l’idea è nata da Michael Häfliger, direttore visionario del Festival di Lucerna. Ora che la struttura viaggia verso la Svizzera via nave e camion, promette di trasformare la tranquilla riva del lago in un centro di arti performative d’avanguardia.

Un capolavoro ingegneristico: sfidare la gravità senza metallo

Con un peso notevole di 1,7 tonnellate, Ark Nova realizza l’impossibile: si regge senza una sola trave di sostegno in metallo. Progettata dal celebre artista britannico Anish Kapoor e dall’architetto giapponese Arata Isozaki, la sala si affida interamente alla pressione dell’aria e a soluzioni ingegneristiche innovative per mantenere la propria forma. L’involucro esterno è sorprendentemente sottile, appena sei millimetri: è composto da due strati di tessuto saldati tra loro, con aria pompata nell’intercapedine per creare una forma rigida e organica.

È alchimia architettonica ai massimi livelli. La struttura è stabilizzata unicamente da un braccio gonfiato d’aria rivolto verso l’interno e sfida gli elementi grazie alla pneumatica, anziché all’acciaio. Benché il materiale sembri fragile, ha resistito alle fatiche del viaggio e del montaggio in quattro città giapponesi dal 2013. Ora, dopo essere rimasta in deposito a Tokyo dal 2017, la membrana torna a nuova vita. L’assenza di una struttura rigida crea un ambiente acustico particolare e un’esperienza immersiva che le sale da concerto tradizionali non possono offrire.

Forgiata dalle fiamme della tragedia

Ark Nova è nata da uno dei capitoli più bui della storia recente. È una toccante risposta artistica alla triplice catastrofe che colpì il Giappone nel 2011: un potente terremoto e lo tsunami causarono oltre 18.000 vittime e innescarono la crisi nucleare di Fukushima. Di fronte a tanta devastazione, il direttore del Festival di Lucerna Michael Häfliger si rivolse ai colleghi giapponesi con un’idea urgente: portare la musica direttamente nel cuore della zona colpita.

«La musica è speranza e fiducia», afferma Häfliger, che coinvolse donatori e artisti per realizzare questo simbolo itinerante di resilienza. La prima installazione della sala, nel 2013, fu a Matsushima, una città devastata dallo tsunami. Fu concepita non solo per ospitare concerti, ma anche per dimostrare che la cultura può sopravvivere tra le rovine. Portando a Lucerna questo simbolo di rinascita, il festival rende omaggio alla resilienza delle vittime e chiude un cerchio iniziato quattordici anni fa con un’idea svizzera.

Un fenomeno culturale effimero

Per chi vuole assistere a questo spettacolo, il tempo stringe. A settembre Ark Nova ospiterà una rassegna limitata a soli 35 concerti, con un programma variegato che spazierà dalla musica classica al folk e al pop. Ogni esibizione è pensata per essere intensa e intima e durerà appena 45 minuti. Questa urgenza contribuisce al fascino dell’iniziativa: la sala è effimera quanto la musica che accoglie.

Questa installazione segna l’ultimo atto del direttore artistico Häfliger: un congedo all’altezza, all’insegna dell’innovazione, dopo una lunga carriera. Quando svanirà l’ultima nota, l’aria verrà tolta e il gigantesco involucro viola sarà ripiegato, imballato e rispedito in Giappone. Al momento non sono previste altre esibizioni, quindi potrebbe essere l’unica occasione per il pubblico europeo di entrare in questa meraviglia pneumatica. Lucerna non ospita soltanto una serie di concerti, ma un momento fugace di storia dell’architettura.