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L’iPhone domina il mercato svizzero degli smartphone con una quota del 50%
La quota di mercato dell’iPhone di Apple in Svizzera ha raggiunto il record del 49,4%, segnando un cambiamento significativo nel panorama della tecnologia mobile elvetica.

Apple ha di fatto conquistato il mercato svizzero della telefonia mobile, raggiungendo nel 2024 una quota di mercato dominante del 49,4%. Non si tratta solo di un vantaggio, ma di una presa salda sul mercato. Secondo l’ultimo sondaggio rappresentativo di Comparis, oggi quasi la metà degli smartphone utilizzati in Svizzera sono iPhone, con un netto aumento rispetto al 44,3% di soli quattro anni fa. Mentre nel resto del mondo le quote oscillano, la Svizzera si conferma una roccaforte per il colosso di Cupertino.
I dati, raccolti tra oltre 2’000 persone in tutte le regioni svizzere, mostrano una crescita inarrestabile. Jean-Claude Frick, esperto digitale di Comparis, attribuisce questo aumento al fascino «intatto» del marchio, in particolare tra i giovani. L’introduzione delle funzionalità 5G e della porta universale USB-C ha ulteriormente rafforzato il vantaggio competitivo di Apple, eliminando gli ultimi ostacoli che potevano indurre a esitare. Mentre Apple consolida la propria presa, il mercato svizzero si sta rapidamente trasformando in una corsa a un solo cavallo, con i concorrenti che si contendono le briciole del restante 50%.
I concorrenti Android cedono sotto pressione
Mentre Apple vola, l’ecosistema Android in Svizzera deve fare i conti con una dura realtà. La quota complessiva dei dispositivi Android è in calo, mentre Huawei, un tempo promettente, ha subito un crollo catastrofico. La presenza sul mercato di Huawei è stata pressoché annientata, passando dal 10,9% nel 2020 a un trascurabile 2,6% oggi. La causa è chiara: le tensioni geopolitiche.
«Il divieto statunitense di utilizzare tecnologie occidentali ha tolto la terra da sotto i piedi a Huawei», afferma Frick. Senza accesso ai servizi essenziali di Google, questi dispositivi sono diventati praticamente obsoleti per l’utente medio svizzero. Samsung rimane invece l’unico baluardo credibile contro l’egemonia totale di Apple, con una quota rispettabile ma nettamente inferiore, pari al 35%. Altri concorrenti come Xiaomi, Oppo e Google lottano per farsi notare, ma nessuno riesce a superare la soglia del 4%. Il fronte Android è frammentato e, senza un fronte unito, perde terreno di fronte all’avanzata monolitica di Apple.
La fedeltà ai marchi: gli ecosistemi trattengono gli utenti
La battaglia per conquistare i consumatori svizzeri non riguarda più soltanto l’hardware: conta anche la forza irresistibile degli ecosistemi. Apple ha imparato a dominare questo gioco, con un impressionante tasso di fidelizzazione del 91,8%. Una volta acquistato un iPhone, il consumatore svizzero quasi mai passa a un altro marchio. Questa fedeltà è il fondamento del predominio di Apple, alimentata da un sistema chiuso di accessori e servizi che rende il passaggio a un altro marchio non solo difficile, ma anche scomodo.
Anche il mondo Android sta imparando la lezione. Samsung e Google stanno creando rapidamente i propri «giardini recintati», raggiungendo così un tasso di fidelizzazione dell’89,6% tra gli utenti Android. «Sempre più produttori puntano su un ecosistema chiuso», osserva Frick. L’epoca dei continui cambi di marca è finita. Assistiamo a una polarizzazione del mercato, con gli utenti saldamente ancorati agli schieramenti scelti, che rende quasi impossibile per i nuovi arrivati sovvertire lo status quo. Gli elevati costi di passaggio fanno sì che in futuro la conquista di quote di mercato si giocherà centimetro per centimetro, non a grandi passi.
I consumatori svizzeri stringono i cordoni della borsa e usano più a lungo i dispositivi
Nonostante la forte fedeltà ai marchi, tutti i produttori devono affrontare una nuova sfida: i consumatori svizzeri acquistano meno telefoni. La voglia di avere «l’ultima novità» sta diminuendo. Nel 2024 solo il 38,4% delle persone intervistate intende acquistare un nuovo dispositivo, un netto calo rispetto a quasi il 47% di quattro anni fa. Per contro, la quota di chi rinuncia a cambiare telefono è salita a oltre il 61%.
Questo cambiamento è dovuto al pragmatismo economico e al miglioramento dell’hardware. «L’aumento dei prezzi e le promesse di aggiornamenti più duraturi» incentivano gli utenti a tenersi i propri dispositivi, riferisce Comparis. L’era del ciclo di sostituzione biennale sta finendo. Oggi il 31,3% degli utenti svizzeri tiene il proprio telefono per almeno tre anni, una quota nettamente superiore al 22% del 2020. I produttori sono ora vittime del successo della propria ingegneria: realizzando telefoni più longevi, hanno rallentato il ritmo del mercato. In un contesto di stagnazione, la capacità di Apple di ricavare valore dalla propria base di utenti esistente diventa il suo asset più importante.