Voto
Come funziona il sistema svizzero del voto per corrispondenza, quasi universale
Più del 90% delle persone che votano in Svizzera ricorre al voto per corrispondenza, ormai una componente abituale del sistema politico del Paese. Le caratteristiche del sistema aiutano a capire perché la sicurezza delle schede inviate per posta abbia suscitato meno polemiche in Svizzera che in molte altre democrazie.

Oggi più del 90% delle persone che votano in Svizzera lo fa per corrispondenza, rendendo la busta elettorale una presenza abituale nella vita politica, da Ginevra alla rurale Obvaldo. Arriva diverse settimane prima del giorno della votazione, di solito senza che occorra farne richiesta, e permette ai cittadini di riflettere a casa su un referendum, un’elezione o una proposta locale.
Il sistema sta attirando nuova attenzione all’estero. Negli Stati Uniti, il voto per corrispondenza è diventato un tema politicamente controverso, mentre in Germania, alle elezioni del 2021, poco meno della metà dei voti è stata espressa per posta. In Svizzera le proporzioni sono diverse. Nel giugno 2026, Argovia ha registrato un tasso di voto per corrispondenza del 98%, secondo dati citati da SWI swissinfo.ch.
Questo ampio ricorso al voto per posta non significa che i cittadini svizzeri votino solo in questo modo. Gli elettori possono rispedire i documenti per posta, depositarli in una cassetta comunale apposita oppure recarsi al seggio il giorno della votazione. Possono anche scegliere di non votare.
La modalità è importante perché in Svizzera si vota spesso, fino a quattro volte all’anno. La comodità è diventata parte dell’infrastruttura politica del Paese. Una procedura che un tempo richiedeva di recarsi al seggio si adatta oggi agli orari di lavoro, agli impegni familiari e alle normali abitudini postali svizzere.
Seguite il percorso della busta, dalla porta di casa all’urna
Ogni avente diritto riceve un plico elettorale contenente tutto il necessario per esprimere una decisione. La busta voluminosa include un opuscolo informativo ufficiale, la scheda di voto e una carta di legittimazione. I documenti spiegano su che cosa si vota e forniscono il materiale necessario per esprimere un voto valido.
Dopo aver fatto la propria scelta, gli elettori inseriscono la scheda nell’apposita busta interna e compilano i documenti di identificazione richiesti. Possono quindi rispedire il plico per posta o utilizzare una cassetta di raccolta comunale. Le modalità precise variano da un luogo all’altro. Alcuni Comuni offrono la spedizione di ritorno gratuita, mentre in altri le spese sono a carico dell’elettore.
Il plico mantiene anche un’alternativa fondamentale: gli elettori possono portare la scheda al seggio il giorno dell’elezione o della votazione. Chi preferisce il rito sociale del voto in presenza, chi vota per la prima volta e chi dimentica di rispedire i documenti per posta fa ancora parte di questo gruppo più ristretto.
La procedura è volutamente familiare. Le economie domestiche svizzere ricevono il materiale di voto ripetutamente e il servizio postale del Paese è tra i più efficienti al mondo. Questa combinazione riduce gli ostacoli pratici tra una decisione politica e l’espressione del voto. Rende inoltre il voto da casa un normale compito civico, anziché una procedura eccezionale.
Come i Cantoni hanno trasformato il voto per posta in un’abitudine nazionale
La creazione del sistema nazionale ha richiesto decenni. I Cantoni svizzeri hanno iniziato a introdurre il voto per corrispondenza negli anni Settanta, affidandone la gestione alle autorità locali, in modo simile a come negli Stati Uniti molti aspetti delle elezioni sono disciplinati dai singoli Stati. Nel 1994 il Parlamento federale ha deciso che il voto per corrispondenza dovesse essere disponibile in tutto il Paese.
Entro il 2005, tutti i 26 Cantoni si erano adeguati. Restano differenze locali, tra cui le norme sulle spese di spedizione per la restituzione e le modalità con cui i Comuni raccolgono le buste elettorali. La struttura di base è tuttavia condivisa a livello nazionale: le autorità inviano direttamente ai cittadini i documenti di voto, mentre le amministrazioni cantonali e comunali organizzano le procedure di restituzione e di conteggio.
Il ricorso al voto per corrispondenza è aumentato dopo l’estensione a tutto il Paese. Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo secolo, si stima che votasse per posta da metà a due terzi degli elettori. Oggi questa modalità rappresenta più del 90% dei voti a livello nazionale. Il cambiamento riflette tanto la continuità istituzionale quanto la comodità per il pubblico. I cittadini svizzeri hanno incontrato ripetutamente lo stesso meccanismo nei referendum, nelle elezioni e nelle votazioni locali, permettendo al sistema di diventare un’abitudine.
I confronti internazionali aiutano a inquadrare questa evoluzione. International IDEA individua 11 Paesi in cui tutti gli elettori possono votare per corrispondenza. Altri 21 Paesi offrono questa possibilità solo ad alcuni gruppi, per esempio alle persone anziane o agli elettori residenti all’estero. In Svizzera, l’accesso universale è diventato parte del calendario elettorale ordinario.
Seguite il voto tra città e campagna
Il voto per corrispondenza supera la divisione tra città e campagna in Svizzera. Secondo Alina Zumbrunn dell’Università di Berna, Ginevra e Basilea registrano tassi paragonabili a quelli della rurale Obvaldo. Il fenomeno è nazionale e non si concentra in un solo tipo di comunità. In Argovia, il tasso ha raggiunto il 98% nel giugno 2026.
Zumbrunn afferma: «Quasi tutti votano in anticipo». Questa partecipazione anticipata si adatta al calendario del Paese. I cittadini si trovano regolarmente a votare su diverse questioni federali e locali ogni anno, per cui recarsi al seggio può sembrare meno pratico che decidere a casa e rispedire la busta quando è più comodo.
Anche in termini internazionali, i numeri sono elevati. Secondo la US Election Assistance Commission, gli Stati USA in cui si vota interamente per posta, tra cui Oregon e Washington, hanno registrato tassi superiori al 90%, simili a quelli svizzeri. In Germania, alle elezioni del 2021, poco meno della metà dei voti è stata espressa per posta. Il tasso nazionale svizzero resta tra i più alti registrati, con il Liechtenstein come notevole eccezione.
Le cifre misurano il ricorso al voto per posta, non la partecipazione complessiva. La partecipazione degli aventi diritto è relativamente bassa in Svizzera e il voto per corrispondenza non garantisce che i cittadini votino. Elimina un ostacolo logistico per chi decide di partecipare, lasciando però la scelta politica a ciascun elettore.
La fiducia nel sistema si costruisce nella gestione quotidiana
In Svizzera, la consuetudine ha fatto sì che le questioni di sicurezza restassero relativamente marginali. Il sistema del voto per corrispondenza si è sviluppato gradualmente attraverso la gestione cantonale, l’uniformazione legislativa a livello nazionale e il suo ripetuto utilizzo da parte del pubblico. Oggi più del 90% dei voti passa attraverso una procedura che i cittadini incontrano diverse volte all’anno, eppure il sistema non ha generato lo stesso livello di controversie politiche osservato negli Stati Uniti.
La fiducia è uno dei fattori individuati nel dibattito svizzero, insieme all’affidabilità del servizio postale e alla frequenza delle votazioni. Gli elettori ricevono direttamente dalle autorità locali il materiale ufficiale, restituiscono le schede attraverso i canali postali o comunali consolidati e mantengono la possibilità di votare di persona. L’attuazione può variare a livello locale, ma l’esperienza di base è uniforme.
Il contrasto con gli Stati Uniti è particolarmente netto. Nel 2025, l’ex presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato: «Ora siamo l’unico Paese al mondo che ricorre al voto per corrispondenza». L’affermazione era falsa. International IDEA rileva che in 11 Paesi il voto per corrispondenza è disponibile a tutti gli elettori e che in altri 21 è riservato a determinate categorie.
Il modello svizzero dipende comunque dall’amministrazione, da istruzioni chiare e dalla fiducia del pubblico. Il suo futuro sarà valutato attraverso questi meccanismi ordinari: se le buste arrivano puntualmente, se gli elettori capiscono i requisiti e se le autorità cantonali riescono a trattare le schede con precisione a ogni elezione e referendum.