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Le redazioni svizzere usano l’IA come strumento di supporto, mantenendo il controllo editoriale ai giornalisti
I gruppi mediatici svizzeri utilizzano l’IA per trascrivere interviste, riassumere materiale e suggerire titoli, mantenendo i giornalisti responsabili della verifica e della preparazione dei contenuti pubblicati. Le aziende affermano di non poter ancora quantificare il risparmio in termini di tempo o denaro.

Le redazioni svizzere impiegano l’IA per svolgere compiti di routine, ma la responsabilità di ciò che arriva ai lettori resta ai giornalisti. I gruppi mediatici usano questa tecnologia per trascrivere interviste, riassumere materiale e suggerire titoli. Nadia Kohler, responsabile dei dati e dell’IA di Tamedia, descrive l’IA soprattutto come uno strumento di lavoro per le redazioni.
Questo approccio è condiviso da NZZ, Ringier, CH Media e dalla radiotelevisione pubblica svizzera SBC. Quando l’IA contribuisce alla stesura, i giornalisti devono verificare il materiale, aggiungere contesto e rivederlo se necessario. Barnaby Skinner, vicedirettore capo della NZZ, afferma che il giornale non permetterà che un editoriale sia scritto interamente dall’IA.
Le aziende considerano i guadagni in efficienza un motivo per adottare questi strumenti, ma non sono ancora in grado di quantificare con precisione il risparmio di tempo o denaro. La tecnologia è già parte dei flussi di lavoro di redazione e revisione, mentre le decisioni sull’accuratezza, il contesto e la pubblicazione restano nelle mani delle persone.
Misurare ciò che i lettori sono disposti ad accettare
I lettori sono più propensi a leggere articoli giornalistici realizzati senza il supporto dell’IA che contenuti creati con il suo aiuto. Un sondaggio del 2024 del Centro di ricerca sull’opinione pubblica e la società dell’Università di Zurigo ha rilevato che l’83% degli intervistati leggerebbe articoli scritti da giornalisti senza il supporto dell’IA. La quota scendeva al 54% per gli articoli realizzati con l’aiuto dell’IA e al 24% per i testi scritti interamente dall’IA.
I risultati evidenziano una differenza nella propensione del pubblico tra l’IA usata dietro le quinte e l’IA che si sostituisce a chi scrive. In un esperimento separato, i partecipanti che non sapevano chi avesse scritto un testo non hanno giudicato peggiore il lavoro generato dall’IA rispetto a quello scritto da una persona. Dopo aver scoperto che i testi erano stati prodotti dall’IA, erano più propensi a continuare a leggerli. Questa reazione non si è però tradotta nel desiderio di consumare più notizie generate dall’IA in futuro.
Il sondaggio ha inoltre rilevato una chiara richiesta di trasparenza: nove intervistati su dieci volevano che i contenuti generati dall’IA fossero contrassegnati in modo chiaro.
Osservare l’impatto sui posti di lavoro nelle redazioni
L’IA sta già influendo sul personale delle redazioni di CH Media, in particolare nel lavoro di revisione dei testi. Il direttore responsabile Patrik Müller afferma che il reparto di revisione dei testi dell’azienda è stato ridotto perché l’IA è in grado di correggere efficacemente i testi. L’esempio mostra che il ruolo della tecnologia va oltre la sperimentazione con riassunti e trascrizioni.
I recenti tagli di posti di lavoro a Tamedia e alla SBC sono stati accompagnati da dichiarazioni secondo cui l’IA avrebbe assunto un ruolo più importante nelle attività delle redazioni. Alla SBC, che possiede Swissinfo, i dirigenti considerano l’IA una possibile soluzione per ridurre i costi in un periodo finanziariamente difficile. Thierry Zweifel, responsabile della divisione aziendale dati e IA della SBC, ha dichiarato che la pressione per realizzare risparmi spinge l’organizzazione a valutare strumenti che potrebbero contribuire a raggiungere questo obiettivo. Riconosce inoltre che l’IA può contribuire a ridurre i costi e, in alcuni casi, i posti di lavoro.
L’adozione dell’IA da parte delle aziende si accompagna quindi a una ristrutturazione. Si aspettano che gli strumenti migliorino l’efficienza, ma nessuna è ancora in grado di quantificare il risparmio in termini di tempo o denaro.
Rendere visibile ai lettori l’uso dell’IA
I controlli editoriali e la trasparenza sono fondamentali nel modo in cui le redazioni svizzere gestiscono l’uso dell’IA. Il Consiglio svizzero della stampa raccomanda alle organizzazioni giornalistiche di spiegare dove e come utilizzano gli strumenti di IA. In pratica, queste indicazioni sono ancora rare, nonostante il sondaggio abbia rilevato che nove persone su dieci vogliono che i contenuti generati dall’IA siano contrassegnati chiaramente.
Per i giornalisti, il lavoro immediato consiste nel verificare e preparare il materiale prima della pubblicazione. Ciò può significare controllare un testo realizzato con il supporto dell’IA, aggiungere contesto o modificarne la formulazione. La NZZ ha tracciato un limite netto per gli editoriali, mentre Tamedia afferma che è necessaria una revisione umana ogni volta che l’IA contribuisce alla stesura.
La valutazione dei guadagni in efficienza è ancora in corso. Patrick Rademacher, responsabile della strategia di Ringier, afferma che l’azienda non dispone ancora di dati complessivi e sta valutando se le singole applicazioni di IA diano risultati. In tutto il settore, i gruppi mediatici sperimentano questi strumenti, mentre i giornalisti mantengono la responsabilità editoriale. Per valutare il successo, in futuro non basteranno i guadagni operativi: sarà importante anche che i processi rendano comprensibile ai lettori il ruolo dell’IA.