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Swiss Observer

I Grigioni revocano i permessi di dimora di persone sospettate di appartenere alla mafia

I Grigioni hanno revocato in via definitiva i permessi di dimora di quattro persone sospettate di avere legami con la Camorra e la ’Ndrangheta, dopo un’operazione antidroga internazionale. L’articolo spiega l’eccezionale soglia legale per revocare i permessi dei residenti UE/AELS e la ripartizione delle competenze tra autorità migratorie e tribunali penali.

AI16 settembre 2026Il nostro processo editoriale
I Grigioni revocano i permessi di dimora di persone sospettate di appartenere alla mafia
AISWI swissinfo.ch

A Roveredo sono stati revocati in via definitiva quattro permessi di dimora, chiudendo un caso migratorio eccezionale nei Grigioni. Le quattro persone sono state arrestate in Francia e in Italia nel febbraio 2026, nel corso di un’operazione antidroga internazionale. Gli inquirenti italiani e francesi sospettavano legami con la Camorra e la ’Ndrangheta, due organizzazioni criminali radicate da tempo nell’Italia meridionale.

Le persone erano titolari di permessi B e vivevano a Roveredo, nella regione della Moesa. Durante l’estate, l’Ufficio della migrazione e del diritto civile dei Grigioni ha disposto la revoca dei permessi. La decisione è passata in giudicato dopo che nessuna delle quattro persone ha presentato ricorso. Il Cantone ha descritto il provvedimento come parte della propria risposta alle informazioni emerse dall’indagine transfrontaliera.

Il caso è rilevante perché la revoca di un permesso è soggetta a vincoli legali, soprattutto per i residenti tutelati dalle norme UE/AELS. Le autorità migratorie non possono semplicemente sostituirsi a un tribunale penale quando emergono accuse. I procedimenti penali all’estero e la decisione amministrativa in Svizzera seguono percorsi distinti. La fonte non riferisce di condanne a carico delle quattro persone, e le accuse restano alla base del provvedimento migratorio.

Per i Grigioni, la decisione definitiva fa inoltre da sfondo a controlli più rigorosi sulle domande nella regione della Moesa, dove il Cantone ha introdotto temporaneamente l’obbligo di presentare un estratto del casellario giudiziale per alcuni lavoratori e richiedenti UE/AELS.

Perché le revoche dei permessi restano rare

Per i residenti UE/AELS è prevista una soglia legale elevata prima che un Cantone svizzero possa revocare un permesso. Niculin Mosca, capo dell’Ufficio della migrazione e del diritto civile dei Grigioni, ha dichiarato che l’ufficio può procedere in tal senso solo in casi eccezionali, in particolare nell’area UE/AELS.

Questa limitazione riflette la ripartizione delle competenze prevista dal diritto svizzero. L’espulsione dalla Svizzera rientra nella competenza dei tribunali penali. Un’autorità migratoria si occupa del diritto di soggiorno, mentre un tribunale penale stabilisce la responsabilità penale ed eventuali espulsioni ordinate dal tribunale. Le due procedure possono basarsi sugli stessi fatti, ma restano procedimenti amministrativi e penali distinti.

Le regole per il rifiuto di un nuovo permesso sono un po’ meno restrittive. Mosca ha affermato che una domanda può essere respinta in caso di condanne penali gravi. Anche questo potere viene esercitato di rado. Secondo l’Ufficio della migrazione, negli ultimi anni nei Grigioni si sono registrati in media meno di 10 casi di questo tipo.

La decisione di Roveredo è quindi ben lontana dalla gestione ordinaria dei permessi. È giunta dopo arresti in due Paesi, un’operazione antidroga internazionale e sospetti legami con importanti reti criminali italiane. La revoca definitiva non costituisce di per sé una prova di colpevolezza. Rappresenta l’esito della valutazione amministrativa del Cantone, dopo che le informazioni a disposizione delle autorità hanno superato una soglia insolitamente elevata.

Una storia di permessi che attraversa due Cantoni

Una delle quattro persone aveva ottenuto un permesso B a Coira nel 2021, dopo che il Ticino gli aveva rifiutato il diritto di soggiorno. Questo dettaglio mostra come le decisioni sui permessi possano cambiare da un Cantone all’altro e perché lo scambio di informazioni sia importante nei casi transfrontalieri.

In seguito, la persona ha vissuto a Roveredo, un Comune della regione italofona della Moesa. La fonte non fornisce ulteriori dettagli sul precedente rifiuto del Ticino, né sui motivi su cui si fondava. Non precisa nemmeno se le decisioni dei due Cantoni riguardassero prove identiche. Questi limiti sono importanti per valutare il caso, poiché una decisione sul permesso dipende dalle informazioni e dalle circostanze giuridiche disponibili in quel momento.

Dopo gli arresti in Francia e in Italia, l’Ufficio della migrazione dei Grigioni ha riesaminato il diritto di soggiorno delle quattro persone. Durante l’estate, l’ufficio ha disposto la revoca dei permessi. Non è stato presentato alcun ricorso, perciò le decisioni sono passate in giudicato. L’esito mostra come un incarto amministrativo possa evolvere dopo un’indagine penale internazionale, mentre le questioni di colpevolezza restano di competenza dei tribunali penali.

Il caso richiama inoltre l’attenzione sui rapporti pratici tra i Cantoni svizzeri. Le decisioni in materia migratoria sono gestite a livello cantonale, mentre le reti della criminalità organizzata operano oltre frontiera. Un rifiuto in un Cantone non determina automaticamente ogni successiva domanda presentata altrove. Le autorità devono esaminare ogni caso in base alle norme applicabili e alle prove disponibili.

La Moesa sperimenta controlli più rigorosi

Da metà agosto 2026 i Grigioni hanno iniziato a richiedere gli estratti del casellario giudiziale per alcune domande UE/AELS nella regione della Moesa. La misura temporanea riguarda i richiedenti un permesso di dimora, i lavoratori stagionali e i frontalieri. È prevista fino alla fine di dicembre 2026.

Il Cantone ha introdotto la procedura dopo il caso di Roveredo. Le persone interessate dalla misura devono presentare un estratto del casellario giudiziale, fornendo così alle autorità informazioni supplementari per valutare le domande. La misura si applica in una regione caratterizzata da intensi rapporti quotidiani oltre il confine italo-svizzero, dove lavoratori, residenti e imprese si spostano regolarmente tra diverse giurisdizioni.

Mosca ha dichiarato che la modifica mira a sostenere la sicurezza e la prevenzione. Ha inoltre affermato che a fine anno il Cantone ne valuterà l’efficacia, la praticabilità e il valore aggiunto. La verifica stabilirà se la procedura temporanea fornisce informazioni utili senza creare inutili oneri amministrativi per chi presenta domanda e per i datori di lavoro.

Il nuovo requisito non sostituisce le indagini penali né i procedimenti giudiziari. Offre ai funzionari della migrazione un’ulteriore fonte di informazioni durante la valutazione dei permessi. Il Cantone deve comunque applicare le norme legali che disciplinano i residenti UE/AELS e distinguere tra una domanda per un nuovo permesso e la revoca di un permesso esistente. La decisione di Roveredo mostra quanto raramente si verifichi quest’ultima, mentre la misura nella Moesa dimostra che i Grigioni stanno sperimentando uno strumento di controllo più sistematico.

Un caso locale con conseguenze nazionali

La decisione sui permessi arriva mentre la Svizzera si prepara ad adottare una strategia nazionale contro la criminalità organizzata entro la fine del 2026. Il governo federale ha dichiarato che la Svizzera è sempre più colpita dalla criminalità organizzata e intende adottare un approccio nazionale. La risposta dei Grigioni nella regione della Moesa offre un esempio cantonale di come le autorità stiano rafforzando i controlli amministrativi mentre prende forma la strategia più ampia.

Le misure nazionali e cantonali operano su livelli diversi. Una strategia federale può definire priorità comuni per l’applicazione della legge e la prevenzione. La procedura temporanea dei Grigioni riguarda nello specifico le informazioni raccolte nell’ambito delle domande di permesso di soggiorno e di lavoro. Nessuna delle due misure modifica la competenza dei tribunali penali in materia di condanne o espulsioni ordinate nell’ambito di procedimenti penali.

Per i residenti e i datori di lavoro della regione della Moesa, l’effetto immediato è di natura procedurale. Alcuni richiedenti UE/AELS, lavoratori stagionali e frontalieri devono presentare un estratto del casellario giudiziale fino alla fine di dicembre 2026. A fine anno, il Cantone valuterà se il controllo supplementare ha dato risultati utili nella pratica.

I quattro permessi di Roveredo sono già definitivi, poiché non è stato presentato alcun ricorso. Il caso continuerà ad alimentare il dibattito su come la Svizzera affronta i sospetti di criminalità organizzata rispettando al contempo le garanzie legali legate al diritto di soggiorno. La prossima verifica sarà capire se il sistema temporaneo di controllo dei Grigioni produrrà informazioni che le autorità possano utilizzare in modo coerente e conforme alla legge.