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I Grigioni preparano un piano d’azione contro la criminalità organizzata

Il Governo grigionese sta preparando un piano d’azione e commissionando una perizia esterna sulla criminalità organizzata in seguito a una richiesta parlamentare. L’iniziativa valuterà misure per le autorità, le imprese e la società nel suo insieme, compresi i controlli legati ai permessi di soggiorno.

AI14 settembre 2026Il nostro processo editoriale
I Grigioni preparano un piano d’azione contro la criminalità organizzata
AISWI swissinfo.ch

I Grigioni stanno preparando un piano d’azione specifico e una perizia esterna sulla criminalità organizzata. Il Governo cantonale ha annunciato la decisione il 14 settembre 2026, rispondendo a un’interpellanza della deputata del Centro Sandra Maissen. Il suo intervento è seguito ad arresti legati a un’operazione internazionale contro il traffico di droga e alle preoccupazioni su come le reti criminali possano insediarsi nella parte meridionale dei Grigioni.

La perizia esaminerà le misure per le autorità pubbliche, le imprese e la società nel suo insieme. Contribuirà inoltre all’attuazione della strategia nazionale svizzera contro la criminalità organizzata, alla quale i Grigioni intendono partecipare attivamente.

Nella sua risposta, il Governo suddivide le richieste parlamentari in due gruppi. Due delle quattro richieste sono già state soddisfatte, secondo il Cantone. Le proposte rimanenti saranno esaminate nell’ambito del nuovo piano d’azione, così da permettere alle autorità di valutare l’efficacia dei controlli esistenti e dove potrebbero essere necessari nuovi strumenti.

L’annuncio inserisce un piccolo Cantone alpino in un dibattito svizzero più ampio sul riciclaggio di denaro, i permessi di soggiorno e la collaborazione tra autorità cantonali e federali. La geografia dei Grigioni, i collegamenti transfrontalieri e il transito di persone e capitali attraverso la valle Mesolcina hanno fatto della vigilanza locale una questione d’interesse nazionale. Il piano d’azione intende tradurre questa preoccupazione in un programma coordinato di misure.

Gli arresti a Roveredo mettono in luce lacune nella circolazione delle informazioni

Gli arresti di sette persone durante un’operazione di Europol alla fine di febbraio hanno portato in primo piano i controlli sui permessi di soggiorno. Quattro delle persone arrestate vivevano a Roveredo, nel Moesano, e disponevano di permessi di dimora B validi nei Grigioni.

Nell’atto parlamentare, i sospetti sono stati descritti come presunti membri della Camorra, della ’Ndrangheta e di un clan criminale balcanico. A una persona era già stato rifiutato un permesso di soggiorno nel vicino Ticino. Secondo l’atto, le autorità grigionesi non erano a conoscenza di tale decisione da mesi.

Il caso ha sollevato interrogativi sulla circolazione delle informazioni tra i Cantoni svizzeri e su come le autorità individuino i rischi quando le persone chiedono di vivere nel Paese. Il Governo ha dichiarato che esiste già una procedura vincolante per verificare le procedure di diritto in materia di migrazione negli altri Cantoni. Ha inoltre affermato che gli attuali sistemi di informazione e sorveglianza si sono dimostrati efficaci.

Queste rassicurazioni non chiudono il dibattito politico. L’atto parlamentare sosteneva che una decisione presa in un Cantone dovrebbe essere visibile a un altro quando è rilevante per la sicurezza pubblica. La perizia in preparazione dovrebbe esaminare come le autorità possano rafforzare il coordinamento nel rispetto delle norme federali in materia di soggiorno e trattamento dei dati. I risultati contribuiranno a stabilire se le procedure esistenti debbano essere adeguate o applicate con maggiore rigore.

Nel Moesano si intensificano i controlli sui permessi

I Grigioni hanno già ampliato i controlli per alcune domande di permesso di soggiorno. Il Cantone afferma che al momento del rilascio dei permessi viene effettuato un controllo completo di sicurezza e che le possibilità di sorveglianza previste dalla legge sono utilizzate sistematicamente.

Per i cittadini di Stati non membri dell’UE e dell’AELS è normalmente richiesto un estratto del casellario giudiziale. Per i cittadini dell’UE e dell’AELS, le autorità chiedono in genere il documento quando sussistono motivi di sospetto. Nei Grigioni è stata introdotta una misura supplementare temporanea nel Moesano: ogni nuova domanda di permesso presentata da un cittadino dell’UE o dell’AELS deve essere corredata da un estratto del casellario giudiziale.

Il Moesano è uno degli 11 distretti amministrativi dei Grigioni e comprende Roveredo. L’obbligo regionale riflette la particolare attenzione riservata alla valle dopo gli arresti legati all’operazione internazionale. Illustra inoltre la sfida pratica per il Cantone: i controlli devono rispondere ai rischi locali, rimanendo al contempo conformi al diritto svizzero in materia di migrazione e agli accordi del Paese con l’Unione europea.

Il Governo ha chiesto al Parlamento di considerare evase le richieste relative ai permessi di soggiorno già attuate. La decisione di mantenere temporanea la misura nel Moesano, estenderla ad altre parti del Cantone o sostituirla con un altro sistema dipenderà dal piano d’azione e dalla valutazione degli esperti. Le informazioni disponibili non indicano, per il momento, l’introduzione di una norma permanente più ampia.

Il piano si concentra sulle società di comodo

La prossima fase si concentrerà sulle società che possono occultare proventi criminali. Il piano d’azione grigionese esaminerà un programma cantonale di sorveglianza delle società di comodo e delle imprese considerate particolarmente esposte al riciclaggio di denaro.

Il Governo valuterà anche se il Cantone debba istituire un ufficio centrale di segnalazione. Un simile ufficio potrebbe offrire un canale più chiaro per le informazioni provenienti dalle autorità, dagli istituti finanziari e dalle imprese, anche se il materiale di partenza non specifica i poteri previsti, il personale o la struttura giuridica.

La discussione è particolarmente rilevante per la valle Mesolcina, indicata nell’atto parlamentare come centro di riciclaggio di denaro da molto tempo. L’approccio del Governo riconosce che la criminalità organizzata non si combatte soltanto con le operazioni di polizia. I registri delle imprese, i sistemi dei permessi, le segnalazioni finanziarie e la collaborazione con le aziende fanno tutti parte del quadro di prevenzione.

Un eventuale nuovo regime di sorveglianza dovrebbe distinguere le attività commerciali legittime dalle strutture che giustificano ulteriori verifiche. Dovrebbe inoltre chiarire quale autorità riceve le segnalazioni, come vengono trasmessi i casi e in che modo vengono condivise le informazioni con le autorità federali e degli altri Cantoni. Questi aspetti devono ancora essere definiti. La perizia dovrebbe formulare raccomandazioni per le autorità, le imprese e la società, fornendo al Parlamento una base per decidere quali proposte portare avanti.

L’azione locale si inserisce nella strategia nazionale

Il piano cantonale collegherà la risposta locale dei Grigioni alla strategia nazionale svizzera contro la criminalità organizzata. Il Governo ha dichiarato di voler partecipare attivamente all’attuazione dell’approccio federale, anziché trattare la questione come una serie di casi locali isolati.

Il coordinamento sarà importante in un Cantone dove le attività criminali possono attraversare rapidamente i confini comunali, cantonali e nazionali. Gli arresti a Roveredo sono avvenuti nell’ambito di un’indagine internazionale, mentre la controversia parlamentare ha messo in luce le conseguenze di informazioni incomplete tra Ticino e Grigioni. Il piano d’azione proposto può quindi fungere da quadro di collaborazione tra autorità migratorie, servizi di polizia, istituti finanziari e imprese.

I Grigioni hanno chiesto al Parlamento di rinviare le due richieste che devono ancora essere esaminate. Hanno inoltre chiesto ai deputati di considerare adempiute le due misure già attuate. I prossimi passi sono il mandato per la perizia esterna, l’elaborazione del piano d’azione e un ulteriore esame parlamentare.

Per la popolazione e le imprese, gli effetti concreti dipenderanno dalle raccomandazioni che verranno adottate. Tra i possibili cambiamenti figurano controlli più approfonditi sulle società, nuove modalità di segnalazione e la prosecuzione delle verifiche delle domande di soggiorno nelle zone ad alto rischio. Il Governo ha indicato la direzione. I dettagli, le garanzie giuridiche e le risorse determineranno la portata della risposta cantonale.