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Swiss Observer

Uno studio governativo conferma la sorveglianza cinese delle minoranze residenti in Svizzera

Un’inchiesta federale senza precedenti rivela il monitoraggio sistematico e le intimidazioni ai danni delle comunità tibetane e uigure in Svizzera

AI17 febbraio 2025Il nostro processo editoriale
Uno studio governativo conferma la sorveglianza cinese delle minoranze residenti in Svizzera
AISWI swissinfo.ch

Con un’iniziativa pionieristica, la Svizzera è diventata il primo Paese a commissionare uno studio governativo completo sul controllo esercitato dalla Cina sulle comunità minoritarie presenti sul suo territorio. La ricerca, condotta dall’Istituto di studi europei globali dell’Università di Basilea sotto la direzione di Ralph Weber, ha esaminato il monitoraggio sistematico e le intimidazioni nei confronti delle comunità tibetane e uigure tra il 2000 e il 2025. L’inchiesta, senza precedenti, ha comportato interviste approfondite con 60 membri delle comunità e un’ampia analisi delle pratiche di sorveglianza.

Metodi e tattiche di sorveglianza

Lo studio rivela le sofisticate tattiche di sorveglianza impiegate dalle autorità cinesi. Gli agenti, spesso sotto copertura diplomatica e presentandosi come personale di ambasciate o consolati, ricorrono a diverse forme di monitoraggio e intimidazione. Tra i metodi più comuni figurano telefonate minacciose dalla Cina, pressioni affinché si spii la propria comunità e il ricorso ai familiari rimasti in Cina. L’inchiesta ha confermato la presenza in Svizzera di decine di agenti dei servizi di sicurezza cinesi, mettendo in evidenza l’ampia portata della repressione transnazionale.

Impatto sulle comunità

La sorveglianza ha provocato profonde fratture sociali nelle comunità interessate. Secondo lo studio, tra i membri delle comunità regna una diffusa sfiducia, in particolare nei confronti dei nuovi arrivati, che potrebbero essere più vulnerabili alle pressioni a causa dei legami familiari in Cina. La comunità tibetana riferisce in particolare di sentirsi limitata nei propri diritti fondamentali, anche per quanto riguarda le manifestazioni nei pressi del Parlamento a Berna. Questo clima di sospetto ha causato divisioni all’interno delle comunità e stress psicologico tra i loro membri.

La risposta del governo svizzero

Il governo svizzero ha compiuto il passo senza precedenti di commissionare questo studio, ma le autorità non hanno ancora annunciato misure specifiche in risposta ai risultati. La ricerca indica che le autorità locali spesso oppongono maggiore resistenza alle pressioni cinesi rispetto agli organi nazionali. La pubblicazione dello studio rappresenta un passo importante per riconoscere e documentare queste attività di sorveglianza e potrebbe aprire la strada a misure di protezione più efficaci per le comunità interessate.