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Swiss Observer

Ginevra fa da apripista con il divieto delle sigarette elettroniche usa e getta

Il Cantone interviene con decisione contro le sigarette elettroniche usa e getta, invocando motivi di salute e di tutela dell’ambiente.

AI1 settembre 2025Il nostro processo editoriale
Ginevra fa da apripista con il divieto delle sigarette elettroniche usa e getta
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Ginevra ha decretato la fine immediata dell’era delle sigarette elettroniche usa e getta. Con una decisione di ampia portata per il Cantone, il parlamento cantonale ha approvato una legge che vieta la vendita delle sigarette elettroniche monouso, con effetto immediato. Non è previsto alcun periodo transitorio, nessuna eliminazione graduale e nessuna esitazione. Ricorrendo a una clausola d’urgenza, i parlamentari hanno aggirato i termini ordinari per togliere subito questi prodotti dagli scaffali.

Il consenso politico è stato davvero straordinario. La legge è stata approvata quasi all’unanimità, segnando un raro momento di unità assoluta nel panorama politico ginevrino. I parlamentari non sono più disposti a tollerare la diffusione delle «puff bar», che negli ultimi cinque anni hanno invaso il mercato svizzero. Conferendo alla legge effetto immediato, Ginevra lancia un messaggio forte: la salute della popolazione e l’integrità dell’ambiente prevalgono sugli interessi commerciali. Non si tratta soltanto di un cambiamento di politica, ma di un intervento d’urgenza contro un prodotto che ha già avuto fin troppo spazio.

Una «vergogna» per la salute pubblica e la natura

I toni in aula erano durissimi. «Questi prodotti, concepiti per attirare i giovani, sono una vergogna», ha dichiarato la deputata Jennifer Conti, dando voce all’indignazione dell’assemblea. La condanna si fondava su due motivi: il marketing predatorio rivolto ai giovani e l’impatto ambientale catastrofico di questi dispositivi.

Le «puff bar» rappresentano una doppia minaccia tossica. Le autorità sanitarie devono fare i conti con un uso in forte aumento tra gli adolescenti, attirati dai vapori aromatizzati ai gusti di caramella, mentre gli ambientalisti si confrontano con l’incubo delle batterie al litio gettate nei rifiuti indifferenziati. Il parlamento ha definito innegabile l’impatto sulla salute pubblica e inaccettabili i costi ambientali. Ginevra traccia una linea netta: non intende permettere che entro i propri confini circoli un prodotto che può avviare i giovani alla dipendenza dalla nicotina e che genera rifiuti pericolosi per il pianeta.

Il divieto si estende a macchia d’olio in Svizzera

Ginevra non agisce da sola: si unisce a un’ondata di divieti sempre più forte che attraversa la Svizzera. Il Cantone si aggiunge a Vallese, Berna e Giura, che hanno già adottato misure incisive per vietare questi dispositivi. La Svizzera diventa rapidamente un territorio ostile all’industria delle sigarette elettroniche usa e getta.

Intanto, la pressione aumenta anche in altre regioni. Iniziative analoghe stanno prendendo piede a Basilea Città, Ticino, Soletta, Sciaffusa e Vaud. La spinta è innegabile. Quelle che erano preoccupazioni isolate in singoli Cantoni si sono trasformate in un rifiuto nazionale della cultura dell’usa e getta legata allo svapo. Il divieto immediato di Ginevra dà un peso decisivo a questo movimento e dimostra che anche i grandi centri urbani sono pronti a dare la precedenza al benessere della popolazione rispetto al commercio non regolamentato.

Berna prepara il colpo finale

Mentre i Cantoni si muovono, il governo federale prepara il colpo finale. Un divieto a livello nazionale è imminente. Dopo una mozione decisiva del consigliere nazionale dei Verdi Christophe Clivaz, il Consiglio nazionale ha adottato il divieto nel giugno 2024, seguito un anno dopo dal Consiglio degli Stati. A Berna è ora in corso l’iter legislativo per modificare la legge sui prodotti del tabacco.

Il futuro dello svapo in Svizzera sarà molto diverso. La modifica federale garantirà che le «puff bar» non possano più essere messe in vendita in nessuna parte del Paese, chiudendo ogni possibile scappatoia lasciata dai singoli Cantoni. Resta tuttavia una distinzione importante: le sigarette elettroniche ricaricabili dovrebbero essere esentate dal divieto. L’obiettivo è chiaro: la Svizzera vuole eliminare gli sprechi e l’attrattiva per i giovani del modello usa e getta. I giorni delle sigarette elettroniche monouso sono contati, e il conto alla rovescia sta per finire.