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Swiss Observer

Ginevra si candida a ospitare il nuovo organo mondiale contro l’inquinamento

Per rafforzare il proprio ruolo di centro della diplomazia internazionale, la Svizzera ha formalmente proposto Ginevra come sede del segretariato del nuovo gruppo intergovernativo di esperti scientifici e politici su sostanze chimiche, rifiuti e inquinamento (ISP-CWP), un importante organo affiliato all’ONU.

Ginevra si candida a ospitare il nuovo organo mondiale contro l’inquinamento
AISWI swissinfo.ch

La Svizzera ha lanciato il guanto di sfida nell’arena ad alto rischio della diplomazia ambientale internazionale. Con una mossa audace volta a consolidare il proprio ruolo di principale polo diplomatico mondiale, lunedì il Governo svizzero ha presentato formalmente la candidatura per ospitare il segretariato del nuovo gruppo intergovernativo di esperti scientifici e politici su sostanze chimiche, rifiuti e inquinamento (ISP-CWP). Non si tratta di un semplice ufficio burocratico: questo organo è destinato a diventare l’«IPCC dell’inquinamento», un’autorità fondamentale che contribuirà a definire il futuro della salute del pianeta.

Con ben 127 Paesi membri già aderenti, l’ISP-CWP rappresenta una considerevole convergenza della volontà politica mondiale. Mentre il gruppo teneva a Ginevra la sua prima sessione plenaria, i funzionari svizzeri non hanno perso tempo nel rivendicare la propria posizione. Katrin Schneeberger, direttrice dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), ha rivolto ai delegati un messaggio chiaro e inequivocabile: questo ambizioso mandato richiede una sede pronta a partire fin dal primo giorno. «Il gruppo ha bisogno di un segretariato ben finanziato e ben inserito nelle reti internazionali», ha dichiarato Schneeberger, lasciando intendere chiaramente che Ginevra è l’unica città in grado di soddisfare queste rigorose esigenze.

Un importante impegno finanziario

I soldi contano, e la Svizzera lo dimostra ampiamente. Per assicurarsi il segretariato, la Confederazione mette sul tavolo risorse ingenti, a conferma del suo impegno incondizionato per il successo del gruppo. L’offerta svizzera comprende un contributo annuo di CHF 500’000, che garantirà all’organo la liquidità operativa necessaria per agire in modo indipendente. Ma non è tutto: per assicurare un avvio deciso, la Svizzera aggiunge CHF 1 milione destinato specificamente a finanziare le prime attività del gruppo.

Oltre ai contributi finanziari diretti, anche il sostegno logistico è considerevole. Il Governo si è impegnato a versare CHF 50’000 all’anno, almeno fino al 2029, esclusivamente per gli spazi adibiti a ufficio presso la prestigiosa Maison internationale de l’environnement. Inoltre, per attirare personale altamente qualificato, la Svizzera propone un contributo unico di CHF 10’000 per ogni collaboratore del segretariato. Mentre altri Paesi fanno i conti con vincoli di bilancio e tagli agli aiuti, la Svizzera dimostra di disporre della stabilità finanziaria necessaria per ospitare una potenza mondiale nel campo delle politiche scientifiche.

L’ecosistema ginevrino: una rete senza eguali

L’argomentazione della Svizzera va oltre la semplice questione finanziaria: si fonda su un’infrastruttura diplomatica senza eguali. Ginevra non è solo una città, ma un ecosistema denso e interconnesso, con oltre 185 missioni nazionali e numerose organizzazioni internazionali. Nessun’altra località ospita una concentrazione paragonabile di decisori. Schneeberger ha sottolineato che Ginevra è già il centro nevralgico delle convenzioni di Basilea, Rotterdam e Stoccolma, nonché della Convenzione di Minamata sul mercurio.

Il consigliere federale Albert Rösti ha ribadito questo vantaggio strategico, sostenendo che Ginevra offre «sinergie che accelerano la trasformazione delle conoscenze scientifiche in politiche coerenti». In un mondo in cui il divario tra allarme scientifico e azione politica può avere conseguenze fatali, la vicinanza conta. Insediando l’ISP-CWP nel cuore della Ginevra internazionale, il gruppo potrà inserirsi direttamente in una rete già esistente di attori di primo piano nel campo ambientale, evitando gli attriti che ostacolano le istituzioni isolate. Il messaggio è chiaro: scegliere un’altra sede significa rischiare l’isolamento. Scegliere Ginevra significa integrarsi da subito.

La sfida per il segretariato: Ginevra contro Nairobi

La competizione è aperta e la concorrenza è agguerrita. A ostacolare le ambizioni svizzere c’è il Kenya, che ospita attualmente il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP). La rivalità mette in luce un momento cruciale per la governance ambientale mondiale. Nairobi ha dalla sua il peso storico dell’UNEP, mentre la Svizzera punta sull’efficienza e sul rigore scientifico. La direttrice esecutiva dell’UNEP Inger Andersen ha messo in guardia contro il pericoloso «divario tra scienza e politica», che l’ISP-CWP dovrà colmare per affrontare problemi con un «forte impatto sugli ecosistemi umani».

La Svizzera sostiene che, in un’epoca caratterizzata da attacchi al multilateralismo e da «risorse limitate», il mondo non possa permettersi un avvio lento. La candidatura svizzera presenta Ginevra come una scelta sicura e solida, in grado di garantire che i rapporti del gruppo siano «scientificamente solidi» e traducibili immediatamente in azione. Mentre i 127 membri discutono, la scelta è tra mantenere lo status quo e puntare su un futuro potenziato dalle sinergie, nel cuore dell’Europa. La Svizzera ha fatto la sua mossa; ora spetta al mondo decidere se sostenere il candidato vincente.