Incendio di Crans-Montana
Incendio di Crans-Montana: bar senza controlli dal 2019, i proprietari rompono il silenzio mentre proseguono le indagini
Mentre proseguono le indagini penali sull’incendio mortale di Crans-Montana, le autorità ammettono che il bar non era stato sottoposto a controlli da cinque anni. I proprietari hanno ora rilasciato una dichiarazione, esprimendo la loro profonda costernazione e promettendo piena collaborazione con le autorità.

Una grave lacuna nella sicurezza pubblica ha infranto la fiducia della comunità vallesana. In un’ammissione sconcertante che ha scosso tutta la Svizzera, le autorità di Crans-Montana hanno confermato che Le Constellation, il locale teatro dell’incendio della notte di Capodanno, non era stato sottoposto ad alcun controllo antincendio nei cinque anni precedenti. Sebbene il Comune abbia effettuato oltre 1’400 controlli nel solo 2025, questo specifico bar situato in un seminterrato, una trappola mortale per 40 persone, è sfuggito completamente ai controlli tra il 2020 e il 2025.
Il sindaco Nicolas Feraud, visibilmente scosso, si è presentato davanti alla stampa per annunciare la grave notizia. «Ce ne rammarichiamo profondamente», ha dichiarato Feraud, riconoscendo un fallimento catastrofico nella catena di comando. La legge impone controlli annuali per esercizi di questo tipo, eppure gli incarti relativi a Le Constellation sono rimasti a prendere polvere mentre il locale continuava a funzionare. Questo vuoto amministrativo si è rivelato fatale quando le stelline pirotecniche attaccate alle bottiglie di champagne hanno incendiato il soffitto, trasformando il locale affollato in un inferno. Il Comune ha ora promesso di incaricare un’agenzia specializzata esterna di verificare tutti gli esercizi pubblici, ma per le famiglie delle vittime questo risveglio burocratico arriva tragicamente tardi.
I proprietari rompono il silenzio mentre si intensificano le indagini penali
Mentre le indagini si intensificano, i proprietari di Le Constellation, Jacques e Jessica Moretti, hanno finalmente rotto il silenzio. In seguito alle gravi accuse penali, tra cui omicidio colposo per negligenza e incendio doloso, la coppia ha rilasciato una dichiarazione tramite i propri avvocati, affermando di essere «devastata e affranta dal dolore». Rispondendo direttamente alla crescente indignazione pubblica, ha dichiarato: «Non cercheremo in alcun modo di sottrarci alle nostre responsabilità», promettendo piena collaborazione con il Ministero pubblico vallesano.
L’attenzione su Jacques Moretti si fa tuttavia sempre più severa. Sono emersi resoconti sul suo passato problematico con la giustizia francese, tra cui una condanna al carcere nel 2008 legata allo sfruttamento della prostituzione e al reclutamento di giovani donne per saloni di massaggio. Per ora la coppia resta in libertà e non è agli arresti domiciliari, ma la pressione aumenta. Il Ministero pubblico sta ricostruendo meticolosamente la sequenza degli eventi, esaminando non solo la notte dell’incendio, ma anche le decisioni gestionali che hanno portato a riempire il locale oltre la capienza dichiarata di 100 persone e ad affidarlo a persone con precedenti di inosservanza della legge.
Una generazione decimata: il bilancio umano
Le statistiche straziano il cuore: l’età media delle persone decedute è di appena 19 anni. L’incendio non ha solo causato vittime, ha spazzato via una generazione futura. Tra le 40 persone decedute, otto erano minorenni di età inferiore ai 16 anni. Le fiamme hanno inoltre ferito 116 persone, 83 delle quali sono ancora in ospedale in Svizzera e all’estero e lottano per guarire. Molte hanno riportato gravi ustioni che richiederanno anni di cure.
La tragedia è aggravata dalle prove che il pericolo fosse noto. Un inquietante video di una festa di Capodanno del 2019, scoperto dall’emittente svizzera RTS, mostra un dipendente del bar che grida: «Attenzione alla schiuma!» mentre vengono accese delle stelline pirotecniche. Ciò dimostra che il personale e, potenzialmente, anche i proprietari erano consapevoli dell’infiammabilità del soffitto molto prima della tragedia del 2026. Quell’avvertimento ignorato risuona oggi come un rintocco funebre per gli adolescenti che avevano affollato il locale per festeggiare il nuovo anno e si sono ritrovati intrappolati in un incubo. La giovane età delle vittime ha gettato l’intero Paese in uno stato di profondo shock.
Negligenza sistemica: la schiuma mortale e gli articoli pirotecnici
La catastrofe al Le Constellation non è stata un incidente, ma l’inevitabile conseguenza di problemi strutturali. Le indagini rivelano che dal 2015 il soffitto del seminterrato era rivestito con schiuma fonoisolante altamente infiammabile. Il Comune ammette che i lavori erano stati eseguiti senza autorizzazione. Questa schiuma, descritta come una delle principali fonti di combustibile che hanno alimentato la rapida propagazione dell’incendio, ha trasformato il seminterrato dai soffitti bassi in una fornace pochi secondi dopo essere entrata in contatto con gli articoli pirotecnici.
La negligenza non riguarda solo i materiali, ma anche la gestione ordinaria. Secondo le segnalazioni, il locale era «stipato» di persone e la capienza massima di 100 persone per il seminterrato, indicata negli incarti comunali, potrebbe essere stata superata. Inoltre, il bar non disponeva né di un impianto automatico di allarme né di un sistema sprinkler. Sebbene per un locale di quelle dimensioni e di quell’età tali mancanze fossero tecnicamente legali, nella pratica si sono rivelate fatali. «I responsabili della sicurezza che hanno ispezionato questo bar tra il 2015 e il 2020 avrebbero probabilmente dovuto essere più scrupolosi», ha ammesso il sindaco Feraud. La combinazione di costruzioni non autorizzate, controlli poco rigorosi e comportamenti rischiosi ha creato una tempesta perfetta di negligenza.
La Svizzera è in lutto: ripercussioni nazionali e sicurezza futura
La Svizzera è unita nel lutto. Il Consiglio federale ha proclamato questo venerdì giornata nazionale di lutto, un gesto raro e solenne che riconosce la portata della tragedia. Alle 14.00 le campane delle chiese in tutto il Paese suoneranno all’unisono e le Nazioni Unite a Ginevra esporranno la bandiera a mezz’asta. A Martigny è prevista una cerimonia commemorativa di alto profilo, alla quale dovrebbe partecipare il presidente francese Emmanuel Macron, per rendere omaggio ai nove cittadini francesi deceduti.
Ma il dolore si sta rapidamente trasformando in azione. Il Comune di Crans-Montana ha vietato immediatamente l’uso di articoli pirotecnici in tutti i locali pubblici al chiuso, una regola che, secondo i critici, avrebbe dovuto essere introdotta anni fa. «Questa tragedia si sarebbe potuta evitare», ha dichiarato Gian Lorenzo Cornado, ambasciatore d’Italia in Svizzera, facendo eco alla richiesta di responsabilità di un’intera nazione. Mentre le indagini proseguono, l’opinione pubblica svizzera si aspetta non solo risposte, ma una revisione completa del sistema dei controlli di sicurezza, affinché una perdita di giovani vite così evitabile non si ripeta mai più.