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Basilea pioniera della settimana lavorativa di quattro giorni nel settore pubblico
Basilea Città diventa il primo Cantone svizzero a sperimentare la settimana lavorativa di quattro giorni con salario pieno per il personale pubblico, creando un possibile precedente per una riforma nazionale del lavoro

Basilea Città sta infrangendo lo status quo amministrativo. Per la prima volta, un importante centro svizzero sperimenta ufficialmente una settimana lavorativa di quattro giorni per il personale pubblico, senza dedurre un solo franco dagli stipendi. Non si tratta di un semplice ritocco alla politica del personale, ma di un ripensamento radicale del settore pubblico. Sebbene l’idea di una settimana più corta sia da anni ai margini del dibattito svizzero sul lavoro, non ha mai preso piede, fino ad ora. Basilea colma questo vuoto con un progetto pilota che mette direttamente in discussione la definizione tradizionale di produttività.
La città funge di fatto da laboratorio per il resto del Paese. Con la settimana lavorativa più concentrata, le autorità verificano un’ipotesi dibattuta da tempo ma raramente messa in pratica: la produttività non dipende dalle ore lavorate, bensì dall’efficienza e dal benessere. Questa iniziativa segnala un cambiamento radicale nello stile di governo, che privilegia l’innovazione rispetto alla rigida adesione agli orari tradizionali. Con l’avvio del progetto pilota, Basilea si trova in prima linea, sola, in quella che potrebbe diventare una rivoluzione del lavoro.
L’equazione economica: salario pieno, meno ore
Salario pieno per l’80% del tempo? Sembra un paradosso economico, eppure è proprio ciò che Basilea Città sta mettendo in pratica. I critici sostengono spesso che ridurre l’orario di lavoro comporti una riduzione proporzionale della retribuzione, necessaria per far quadrare i conti. Basilea respinge completamente questa premessa. Mantenendo gli stipendi al 100%, la città dimostra una notevole fiducia nel proprio personale. L’amministrazione scommette che collaboratrici e collaboratori riposati e motivati otterranno risultati pari, o persino superiori, a quelli di una tradizionale settimana di cinque giorni.
Questa decisione elimina la penalizzazione finanziaria che di solito fa fallire iniziative di questo tipo. Al personale non viene chiesto di rinunciare al proprio tenore di vita per migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata: vengono offerte entrambe le cose. Il modello con salario pieno è l’elemento decisivo che trasforma questo progetto pilota da curiosità a serio caso di studio economico. Se la città riuscirà a mantenere il livello dei servizi pubblici senza ridurre gli stipendi, verrà smontata l’idea che solo orari di lavoro lunghi consentano una gestione finanziariamente responsabile.
La sfida allo status quo svizzero
La Svizzera è da tempo orgogliosa della propria laboriosità, una reputazione forgiata nell’acciaio, nella precisione e nelle lunghe ore di lavoro. Storicamente, la settimana lavorativa di quattro giorni ha faticato a trovare spazio in questo contesto ed è stata spesso liquidata come un lusso che l’economia non poteva permettersi. Come riportato, l’idea non è nuova nel nostro Paese, ma semplicemente «non è mai decollata». I precedenti tentativi di introdurre settimane lavorative più corte si sono in gran parte arenati, senza superare il dibattito teorico o gli esperimenti di nicchia nel settore privato.
L’iniziativa di Basilea segna una netta svolta rispetto a questa esitazione. È un’enclave progressista che sfida l’inerzia della tradizione nazionale. Mentre le altre regioni mantengono il ritmo convenzionale di cinque giorni, Basilea si propone come pioniera di una gestione pubblica moderna. Il progetto pilota apre un dibattito nazionale: la reputazione di laboriosità della Svizzera è compatibile con le moderne esigenze di flessibilità? Mettendo davvero in pratica ciò di cui altri si limitano a discutere, Basilea mette in discussione il tessuto stesso della cultura lavorativa svizzera.
Un modello per il Paese?
Gli occhi della Confederazione sono puntati su Basilea. Questo progetto pilota non è un semplice cambiamento amministrativo locale: è un banco di prova per il futuro del lavoro in Svizzera. Se il settore pubblico basilese riuscirà a mantenere, o persino ad aumentare, la produttività riducendo sensibilmente l’orario di lavoro, la pressione sugli altri Cantoni affinché seguano l’esempio sarà enorme. Potremmo assistere alla prima tessera di una serie di riforme del lavoro.
Un esito positivo potrebbe innescare un cambio di paradigma, trasformando la settimana lavorativa di quattro giorni da esperimento radicale ad aspettativa standard per il personale svizzero. Un fallimento, al contrario, potrebbe far arretrare il movimento di dieci anni. Per ora, però, la spinta è innegabile. Basilea ha acceso la miccia e i risultati di questo progetto pilota probabilmente determineranno per anni il ritmo della vita professionale in Svizzera. La domanda non è più «se» la settimana lavorativa possa cambiare, ma se il resto della Svizzera avrà il coraggio di seguire l’esempio di Basilea.