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Swiss Observer

Basilea lancia una strategia contro la solitudine urbana

Con il 47% delle economie domestiche composte da una sola persona, le autorità di Basilea adottano nuove misure per contrastare il crescente isolamento sociale nella terza città più grande della Svizzera.

AI24 febbraio 2025Il nostro processo editoriale
Basilea lancia una strategia contro la solitudine urbana
AISWI swissinfo.ch

Basilea si è autoproclamata capitale indiscussa della solitudine in Svizzera. Ben il 47% delle economie domestiche del Cantone è oggi composto da una sola persona, una cifra che supera nettamente la media nazionale del 36%. Non si tratta di una semplice anomalia statistica, ma di un cambiamento fondamentale nel tessuto urbano della terza città più grande della Svizzera. Oggi oltre 50’000 abitanti, un quarto dell’intera popolazione, conducono la loro vita quotidiana tra le mura di un’abitazione in cui vivono da soli.

La tendenza è evidente e in accelerazione. Nel 1960, solo il 21% delle economie domestiche rientrava in questa categoria. Nel 1990, la quota era più che raddoppiata, raggiungendo il 45%. Ora, mentre la città si confronta con le dinamiche urbane moderne, la distinzione tra «vivere da soli» e «sentirsi soli» è diventata al centro di un intenso dibattito politico e sociale. Alcune persone, come Esther Jeanine Zehntner, 82 anni, apprezzano l’autonomia di vivere da sole e affermano: «Sto bene». Nel complesso, tuttavia, i dati fanno presagire una sfida per la salute pubblica. L’elevata densità di persone che vivono sole a Basilea richiede un intervento immediato e trasforma una questione un tempo privata in un tema centrale di politica pubblica.

Risorse in campo: la risposta cantonale

Lo Stato non resta più a guardare. Consapevoli che l’isolamento sociale può preludere a problemi di salute e a un deterioramento del tessuto sociale, le autorità di Basilea Città hanno lanciato un intervento mirato. Sotto la guida di Lukas Ott, responsabile dell’Ufficio cantonale e cittadino per lo sviluppo, l’amministrazione passa dall’osservazione passiva a un intervento attivo. In seguito a una mozione parlamentare decisiva presentata nel 2023, dal 2025 il Cantone ha stanziato 150’000 franchi all’anno per finanziare progetti volontari volti a ricucire i legami comunitari.

«Basilea Città deve offrire nuove possibilità affinché le persone possano incontrarsi», afferma Ott, segnando il passaggio da una gestione tradizionale agli interventi in ambito sociale. Questo impegno finanziario si aggiunge a precedenti progetti pilota, come l’iniziativa del 2023 che prevedeva l’invio di lettere a tutte le persone anziane che vivevano sole, con i recapiti di servizi di sostegno come «Info älter werden» e «Mein Ohr für dich» (Il mio orecchio per te). La nuova strategia riconosce tuttavia che le linee telefoniche non bastano. L’obiettivo è creare infrastrutture fisiche e organizzative che favoriscano autentici rapporti umani, tenendo conto che, sebbene sia notoriamente difficile misurare la solitudine, ignorarla ha costi inaccettabilmente elevati.

Sfatare gli stereotipi: l’isolamento dei giovani

È ora di sfatare il vecchio mito secondo cui la solitudine riguarderebbe solo le persone anziane. Un dato che mette in discussione il nostro modo di intendere la connessione nella società moderna mostra che un terzo di tutte le economie domestiche composte da una sola persona a Basilea è formato da persone tra i 20 e i 40 anni. Questa fascia d’età, spesso ritenuta iperconnessa grazie alle tecnologie digitali, si confronta con una profonda fragilità dei rapporti nella vita reale.

Lukas Ott mette in luce il paradosso con chiarezza: «Sappiamo che effetto ha sulle persone anziane, ma facciamo fatica ad accettare che anche i più giovani possano sentirsi soli». Sebbene i giovani siano più mobili e integrati digitalmente di qualsiasi generazione precedente, spesso i loro rapporti sono poco profondi e di qualità insufficiente. L’espansione della gig economy, la precarietà della vita urbana moderna e la patina digitale dei social media hanno creato condizioni ideali per l’isolamento dei millennials e della generazione Z. Non è un problema che riguarda solo i baby boomer, ma una carenza strutturale della vita urbana moderna, che lascia giovani professionisti isolati nei loro appartamenti: connessi al mondo tramite la fibra ottica, ma separati dai vicini da muri di cemento.

Preparare il tessuto sociale al futuro

La tendenza è inarrestabile e non concede sconti. Secondo le proiezioni, entro il 2050 oltre il 50% di tutte le economie domestiche di Basilea Città sarà composto da una sola persona. È un’evoluzione demografica inevitabile che impone di ripensare radicalmente la pianificazione urbana e l’organizzazione della vita sociale. Si profila un nuovo modello di società, in cui le economie domestiche tradizionali composte da più persone saranno la minoranza.

Questo cambiamento impone di affrontare le difficoltà dei baby boomer, una generazione confrontata con divorzi, pensionamento e l’improvvisa riduzione della cerchia sociale, occupandosi al contempo dell’atomizzazione dei giovani. La sfida per Basilea e, di riflesso, per la Svizzera è riprogettare lo spazio pubblico. Parchi, passeggiate come quelle lungo il Reno e istituzioni culturali devono trasformarsi da luoghi passivi in motori di interazione. Come osserva Gottfried, un creativo del posto di 60 anni, nel mondo post-pandemico anche le persone altamente istruite devono improvvisamente reimparare a entrare in relazione. La strategia di Basilea è un banco di prova per il resto del Paese: una città può trovare una soluzione alla solitudine attraverso la pianificazione? La risposta definirà per decenni la qualità di vita della popolazione urbana svizzera.