Politica
Basilea Campagna valuta l’abolizione delle tasse di cittadinanza per i giovani
Dopo una decisione analoga del cantone fratello, Basilea Campagna sta valutando una proposta per abolire le tasse di naturalizzazione per i giovani stranieri sotto i 25 anni che chiedono la cittadinanza svizzera, con l’obiettivo di abbassare gli ostacoli all’integrazione.

1’550 franchi. È il prezzo esorbitante che oggi impedisce ai giovani di Basilea Campagna di considerare ufficialmente la Svizzera come casa propria. Una barriera finanziaria che è la più alta nella Svizzera nordoccidentale, ma che potrebbe presto essere abbattuta. Con una mossa coraggiosa per adeguarsi agli standard moderni d’integrazione, il Cantone di Basilea Campagna sta valutando una proposta decisiva: abolire completamente le tasse di naturalizzazione per gli stranieri sotto i 25 anni. Juliana Weber Killer, deputata del Partito socialista, ha presentato in Parlamento cantonale una mozione che affronta la questione a viso aperto. Il suo argomento è semplice ma incisivo: il percorso per diventare svizzeri dovrebbe dipendere dall’impegno, non dalla disponibilità economica. Mentre la regione si confronta con la necessità di migliorare l’integrazione, questa proposta potrebbe segnare una svolta, indicando che il cantone è pronto a smettere di penalizzare i giovani adulti che desiderano formalizzare il legame con il Paese che già considerano casa propria.
Il prezzo dell’appartenenza: un onere enorme
Il 70 per cento dei giovani sotto i 25 anni indica gli elevati costi come ragione principale per cui non ha chiesto la cittadinanza svizzera. Non è una questione di disinteresse, ma di possibilità economiche. Per i giovani adulti che seguono una formazione professionale o frequentano l’università, una spesa unica di oltre 1’500 franchi rappresenta un onere finanziario schiacciante. Un’indagine condotta dall’Ufficio di studi sul lavoro e la politica sociale mette in luce questa dura realtà: fino all’80 per cento delle persone immigrate di seconda e terza generazione vorrebbe ottenere la naturalizzazione, ma il saldo dei loro conti in banca non glielo permette. Sono giovani cresciuti qui, che parlano il dialetto e contribuiscono alla società, ma che restano esclusi. Di fatto, il sistema attuale mette la cittadinanza dietro una barriera economica, impedendo un’integrazione più piena in una fase cruciale della vita. Mantenendo queste tasse, il cantone scoraggia attivamente proprio la fascia di popolazione più desiderosa di impegnarsi per il futuro della Svizzera.
Due Basilea a confronto: la disparità regionale
Il contrasto tra i due semicantoni di Basilea non potrebbe essere più evidente. Mentre Basilea Campagna mantiene la sua elevata tassa di 1’550 franchi, il cantone urbano è già andato oltre. Nel 2025, Basilea Città ha compiuto il passo progressista di abolire le tasse cantonali e comunali per i giovani adulti, lasciando ai richiedenti soltanto la tassa federale simbolica di 100 franchi. Ne deriva una disparità stridente: basta attraversare il confine cantonale perché un giovane richiedente possa risparmiare quasi 1’500 franchi. Basilea Campagna resta così indietro e detiene il poco invidiabile primato della procedura di naturalizzazione più costosa della Svizzera nordoccidentale. Questa disparità regionale esercita una forte pressione sui responsabili politici delle aree rurali affinché intervengano. L’esempio della città dimostra che eliminare questi ostacoli finanziari non è soltanto possibile, ma anche realizzabile sul piano amministrativo. Mentre Basilea Città apre la strada a una cittadinanza accessibile, la campagna deve chiedersi se vuole restare un’eccezione costosa oppure unirsi al movimento verso un’integrazione più equa.
Favorire l’integrazione: oltre il conto in banca
Se la mozione sarà approvata, il messaggio sarà inequivocabile: l’integrazione dipende dai meriti, non dal denaro. Juliana Weber Killer sostiene che l’abolizione di questi costi permetterebbe ai richiedenti di essere naturalizzati, indipendentemente dalle loro possibilità finanziarie. Si tratta di un passo importante per la coesione sociale in Svizzera. Eliminando gli ostacoli finanziari, la procedura diventerebbe una vera verifica dell’integrazione, anziché della ricchezza. Il cantone potrebbe così accogliere una generazione già svizzera sul piano culturale, ma distinta su quello giuridico. Le conseguenze andrebbero ben oltre i singoli richiedenti: un percorso più accessibile verso la cittadinanza rafforzerebbe tra i giovani il senso di appartenenza e la responsabilità civica. Mentre Basilea Campagna valuta la decisione, si trova alle soglie di un importante cambiamento politico. Abolire queste tasse non sarebbe soltanto un sollievo finanziario, ma un investimento significativo nel futuro tessuto demografico del cantone.