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Baidu lancerà in Svizzera il suo primo servizio europeo di robotaxi
Il colosso cinese della tecnologia Baidu sceglie la Svizzera come primo mercato europeo per i servizi di taxi autonomi, segnando una tappa importante per l’innovazione dei trasporti nel Paese.

La Svizzera ha conquistato una grande vittoria nella corsa globale alla mobilità autonoma. Con una decisione che sottolinea il ruolo del Paese come polo d’innovazione di primo piano, il colosso cinese della tecnologia Baidu ha scelto la Svizzera come base di partenza per la propria espansione europea. Mentre il resto del continente è ancora alle prese con le esitazioni normative, Zurigo si è posizionata con decisione all’avanguardia di questa rivoluzione dei trasporti.
Nel luglio 2025, Baidu, spesso definita la «Google cinese», ha confermato le proprie ambizioni, creando un hub europeo a Zurigo e registrando formalmente una società svizzera entro la metà dell’anno. Non si tratta di una semplice formalità societaria, bensì di una dichiarazione d’intenti. Il Cantone di Zurigo ha accolto con favore la scelta, riconoscendone l’importanza per la reputazione della regione. Scegliendo la Svizzera invece di altri Paesi europei, Baidu scommette sul fatto che la stabilità economica e le infrastrutture avanzate del nostro Paese offrano il laboratorio ideale per il suo servizio all’avanguardia Apollo Go. Le implicazioni sono profonde: la Svizzera non si limita più ad assistere allo sviluppo della mobilità autonoma, ma ne è protagonista.
Un gigante dalle dimensioni colossali
I numeri dell’attività di Baidu sono davvero colossali. Mentre i concorrenti europei sono ancora in fase sperimentale, Apollo Go è già una forza dominante sul mercato globale. Solo nell’ultimo trimestre del 2024, il servizio ha effettuato ben 1,1 milioni di corse in Cina, consolidando il proprio ruolo di maggiore fornitore al mondo di servizi di trasporto su richiesta con veicoli autonomi.
La piattaforma opera attualmente in oltre dieci grandi città cinesi, tra cui Pechino, Shanghai e Shenzhen, e ha raccolto una quantità di dati che supera di gran lunga quella delle iniziative europee locali. Non è una start-up agli inizi, ma un operatore di lunga esperienza che porta sulle strade svizzere un’efficienza su scala industriale. Anche l’argomento economico è convincente. A differenza dei taxi tradizionali, che devono sostenere il costo del salario dell’autista, i robotaxi promettono di ridurre drasticamente i costi operativi. Eliminando il fattore umano, Baidu intende rivoluzionare l’economia del trasporto individuale e mettere in discussione la necessità stessa di possedere un’auto privata. Mentre Apollo Go si prepara a introdurre in Svizzera una tecnologia già collaudata, gli operatori locali dovranno prepararsi a un cambiamento radicale delle dinamiche di mercato.
Alla conquista delle zone periferiche
Dimenticate il caos degli ingorghi sulla Bahnhofstrasse di Zurigo: Baidu punta su una strategia più accorta. Invece di affrontare subito il complesso traffico pedonale del centro città, Apollo Go si concentrerà sulle zone periferiche. Il servizio sarà rivolto alle aree rurali e suburbane, dove i trasporti pubblici restano poco capillari e inefficienti. Questo approccio ponderato permette all’azienda di rispondere a un’esigenza concreta dei pendolari svizzeri, servendosi nel contempo di itinerari più sicuri e meno congestionati.
Sono circolate voci su una possibile collaborazione con AutoPostale, la divisione di Posta Svizzera che gestisce gli autobus, per colmare il divario dell’«ultimo miglio». Tuttavia, sebbene alcune notizie abbiano fatto pensare a possibili sinergie, AutoPostale ha negato con fermezza che vi sia per ora un accordo vincolante. La strategia è comunque chiara: Baidu intende integrare, non solo sfidare, le infrastrutture svizzere esistenti. Colmando le lacune della rete dei trasporti, l’azienda punta a rendere la mobilità autonoma un servizio indispensabile per chi vive fuori dai centri urbani. Se avrà successo, questo modello potrebbe ridefinire i collegamenti nelle aree rurali dell’intera regione alpina.
La battaglia per le strade europee
Il tempo stringe e la competizione si fa sempre più intensa. Baidu ha fissato un calendario ambizioso: le prove dovrebbero iniziare entro la fine del 2025, mentre il lancio commerciale su vasta scala è previsto per il 2026. In una prima fase, i veicoli circoleranno con conducenti di sicurezza, una partenza prudente pensata per conquistare la fiducia del pubblico e rispettare i rigorosi standard svizzeri in materia di sicurezza. Ma non c’è dubbio: questa fase iniziale non durerà a lungo.
Baidu non è l’unica azienda a puntare sul mercato. Concorrenti come WeRide stanno già sperimentando veicoli all’aeroporto di Zurigo, mentre Pony.ai ha manifestato un forte interesse per la regione. Per superare i rivali, Baidu fa leva su partnership internazionali, tra cui un accordo strategico con Uber per esplorare i mercati esteri. La Svizzera è di fatto diventata il terreno di prova per uno scontro ad alta posta in gioco tra colossi asiatici della tecnologia. Se Apollo Go riuscirà a destreggiarsi tra la complessa normativa svizzera e le curve delle strade alpine, potrebbe assicurarsi una posizione dominante nel definire il modello di adozione dei robotaxi in Europa. Il futuro dei trasporti è in arrivo e parla cinese.