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Swiss Observer

L’UE rifiuta la protezione del marchio svizzero Emmentaler

La Svizzera contesta il rifiuto della Commissione europea di riconoscere il marchio del formaggio Emmentaler e avvia un’azione legale per proteggere il proprio patrimonio culturale.

L’UE rifiuta la protezione del marchio svizzero Emmentaler
AISWI swissinfo.ch

La battaglia per l’anima del formaggio più iconico della Svizzera è arrivata ai massimi livelli della giustizia europea. Emmentaler Switzerland ha presentato ufficialmente un ricorso di fuoco alla Corte di giustizia dell’Unione europea, a Lussemburgo, contestando una decisione che colpisce al cuore il patrimonio culinario svizzero. La mossa è una risposta diretta al rifiuto della Commissione europea di riconoscere il marchio «Emmentaler», una decisione che minaccia di diluire secoli di tradizione.

La posta in gioco è molto alta. Da gennaio l’esecutivo dell’UE ha fatto muro contro le iniziative svizzere, sostenendo che il nome è semplicemente «generico» e si riferisce a un’area geografica più vasta della Confederazione. I produttori svizzeri, tuttavia, non intendono cedere. Chiedono che venga rispettata la registrazione presso la prestigiosa Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI), affinché la denominazione Emmentaler non venga usurpata dagli imitatori. Non si tratta solo di una controversia legale, ma della lotta per l’identità esclusiva di un prodotto che rappresenta l’eccellenza agricola del Paese.

L’offesa dell’etichetta «generico»

Il fatto che la Commissione europea abbia liquidato il marchio Emmentaler come «generico» ha suscitato indignazione tra i produttori svizzeri. Sostenendo che il nome è storicamente legato a un’ampia area geografica, l’UE priva di fatto il formaggio della sua provenienza svizzera unica. Urs Schluechter, direttore di Emmentaler Switzerland, replica con chiarezza e fermezza: «La protezione del marchio deve permettere di distinguere chiaramente l’originale dalle imitazioni».

La posizione svizzera non ammette compromessi. La denominazione «Emmentaler», sostengono, deve essere riservata esclusivamente ai formaggi che rispettano i rigorosi requisiti della denominazione di origine protetta. La situazione attuale consente che il mercato venga invaso da formaggi che portano questo nome, ma non rispettano le severe norme di produzione dell’originale. L’organizzazione svizzera ha proposto una soluzione chiara: se un prodotto non è svizzero, deve dichiararlo. Chiede che sia obbligatorio indicare diciture come «Emmentaler d’Austria», così da costringere i concorrenti a rivelare la loro vera provenienza anziché nascondersi dietro una tradizione presa in prestito.

Storia contro patrimonio

La Svizzera si avvale di trattati internazionali risalenti a oltre 70 anni fa. Nel ricorso si cita espressamente la Convenzione di Stresa del 1951, firmata in Piemonte, sostenendo che il diritto internazionale riconosce dalla metà del XX secolo l’esclusività della denominazione «Emmentaler» per la Svizzera. Questo precedente giuridico, già confermato dai tribunali italiani, costituisce il fondamento della difesa svizzera. La Svizzera ritiene che la storia sia dalla sua parte e che l’UE stia ignorando accordi internazionali consolidati.

L’opposizione è tuttavia agguerrita. Il ministero federale austriaco dell’Agricoltura è intervenuto schierandosi a sostegno della Commissione europea. L’Austria contrappone alla ricostruzione svizzera i propri dati storici, sostenendo che l’Emmentaler viene prodotto e commercializzato entro i suoi confini almeno dal 1936. Questo scontro tra cronologie storiche, diritti sanciti dal trattato del 1951 da una parte e produzione attestata dal 1936 dall’altra, crea un complesso stallo giuridico che spetta ora al tribunale di Lussemburgo sciogliere.

Il prezzo dell’autenticità

Oltre all’orgoglio culturale, la decisione ha importanti conseguenze economiche. Uno studio del centro di ricerca Agroscope conferma che le indicazioni geografiche non sono semplici etichette, ma fattori che generano valore. I formaggi con una denominazione protetta raggiungono prezzi nettamente più elevati, a conferma del valore che i consumatori attribuiscono all’autenticità. Per gli agricoltori svizzeri, il marchio DOP (Denominazione di origine protetta) garantisce la qualità e giustifica i rigorosi costi di produzione.

Il vero Emmentaler svizzero non è solo un formaggio: è il risultato di una particolare tecnica di produzione e del lavoro agricolo. Viene prodotto secondo disciplinari rigorosi, sotto la supervisione dell’Ufficio federale dell’agricoltura, che definiscono tutto, dalla zona specifica, dalla valle dell’Emme al Lago di Costanza, fino alle dimensioni, al peso e alla formazione dei caratteristici buchi. Se l’UE continua a considerare generica la denominazione, sminuisce il valore di questo processo meticoloso. Il settore svizzero lotta per fare in modo che il prezzo elevato continui a corrispondere a un prodotto di qualità superiore, proteggendo il sostentamento dei produttori che rispettano i più alti standard.