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Swiss Observer

Torna il Sechseläuten di Zurigo: il Böögg è pronto per il tradizionale rogo

La festa primaverile annuale riprende dopo l’annullamento per maltempo dello scorso anno, con il Cantone di Zugo ospite d’onore e quattro consiglieri federali presenti al tradizionale rogo del Böögg.

Torna il Sechseläuten di Zurigo: il Böögg è pronto per il tradizionale rogo
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Il silenzio sulla Sechseläutenplatz sta per essere infranto. Dopo l’umiliante annullamento dovuto al maltempo dello scorso anno, la tradizione più esplosiva di Zurigo torna in grande stile. Lunedì mattina i preparativi sono entrati nel vivo con la costruzione della gigantesca pira di legna, in vista dell’appuntamento delle 18, che terrà col fiato sospeso il Paese. Il Böögg, l’iconico pupazzo di neve svizzero, è pronto per essere dato alle fiamme e, questa volta, gli elementi sono dalla nostra parte.

Non c’è spazio per le esitazioni. La legna è accatastata, il pupazzo di neve è al suo posto e la città freme d’attesa. Non è soltanto una festa: è una riconquista del patrimonio culturale. Mentre altre città si affidano ai meteorologi, Zurigo si affida al fuoco. Con il conto alla rovescia, l’atmosfera si carica di un unico obiettivo: ridurre l’inverno in cenere e salutare la primavera con un’esplosione senza mezzi termini.

Meteorologia esplosiva: previsioni a colpi di dinamite

Dimenticate i dati satellitari: il destino estivo della Svizzera dipende da una carica di dinamite. L’equazione è spietata e semplice: più rapidamente esplode la testa del Böögg, più roventi saranno i mesi a venire. È una partita ad alto rischio di roulette meteorologica, che si svolge davanti a migliaia di persone. Non si tratta di assistere passivamente: la folla trattiene il fiato mentre le fiamme lambiscono gli esplosivi stipati nella testa del pupazzo di neve.

La tradizione vuole che un’esplosione rapida preannunci un’estate splendida, mentre una combustione lenta mette in guardia da pioggia e brutto tempo. Quest’anno, con i «presagi favorevoli», le aspettative sono alle stelle. La folla pretende uno spettacolo e, soprattutto, una promessa di sole, affidata alla forza pura della polvere da sparo. Mentre le fiamme salgono, ogni secondo conta: la tradizione popolare si trasforma in un conto alla rovescia adrenalinico.

Protagonisti del potere: Zugo e il Consiglio federale a Zurigo

Il Sechseläuten di quest’anno non è soltanto un evento culturale: è anche un grande concentramento di potere politico. Il Cantone di Zugo è sotto i riflettori come ospite d’onore e porta il suo stile particolare nel cuore di Zurigo. Ma non è l’unico protagonista. Oltre 100 ospiti d’onore assisteranno al rogo, trasformando per una sera la piazza nell’epicentro dell’influenza svizzera.

A guidare la delegazione ci sono quattro figure di spicco della politica: i consiglieri federali Albert Rösti, Guy Parmelin e Ignazio Cassis, insieme al sangallese Martin Pfister, del governo zughese. La loro presenza sottolinea l’importanza nazionale dell’evento. È un raro momento in cui l’autorità federale incontra il folclore locale, riuniti attorno allo spettacolo del fuoco. Quando alle 18 verrà acceso il fiammifero, non saranno soltanto i turisti a guardare: gli occhi del governo saranno puntati sulla pira.

Scacciare i fantasmi del 2024

Il ricordo del 2024 brucia ancora. In una decisione senza precedenti, violente raffiche di vento hanno costretto ad annullare il rogo, un duro colpo per il morale: il Böögg è rimasto spento a Zurigo per la prima volta da molto tempo. La cerimonia è stata trasferita, senza troppi onori, nell’Appenzello Esterno a giugno, dove si è svolta sotto una pioggia battente. Una pagina grigia che l’evento di oggi promette di chiudere per sempre.

Oggi la storia cambia. Le previsioni annunciano uno svolgimento senza intoppi, in netto e gradito contrasto con il caos dello scorso anno. Zurigo si riprende il suo fuoco. Il ritorno sulla Sechseläutenplatz è più di una semplice correzione del programma: è un ripristino dell’ordine. Mentre la catasta attende la fiaccola, il messaggio è chiaro: questa volta né il vento né la pioggia impediranno a Zurigo di celebrare la sua tradizione.