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Swiss Observer

L’OMS affronta un taglio del budget del 20% dopo il ritiro degli Stati Uniti

L’Organizzazione mondiale della sanità, con sede a Ginevra, deve ridurre il personale e le attività in seguito al congelamento dei finanziamenti statunitensi.

L’OMS affronta un taglio del budget del 20% dopo il ritiro degli Stati Uniti
AISWI swissinfo.ch

Una voragine finanziaria di ben 600 milioni di dollari ha messo in ginocchio l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), con sede a Ginevra. Di fronte a una crisi finanziaria senza precedenti, l’organismo sanitario globale ha annunciato una drastica riduzione del 20% del proprio budget, una decisione che rischia di paralizzare attività cruciali in tutto il mondo. Il deficit, pari a quasi 530 milioni di franchi, non è una previsione, ma una dura realtà per il 2025 che impone misure immediate e dolorose.

Per sopravvivere, l’organizzazione dovrà ora smantellare parte della propria struttura operativa, riducendo sia le attività sia il numero di collaboratori. Non si tratta di un semplice adeguamento amministrativo: è una riduzione delle capacità in un momento in cui la stabilità sanitaria globale resta fragile. La direttiva è chiara: i fondi sono finiti e l’organizzazione deve ridimensionarsi. Mentre l’OMS affronta questo enorme deficit, se ne prevedono ripercussioni dai corridoi di Ginevra fino alle missioni sul campo più vulnerabili nel mondo.

Il ritiro di Washington: l’onda d’urto finanziaria

L’onda d’urto finanziaria arriva direttamente dalla Casa Bianca. Dopo il suo insediamento a gennaio, il presidente statunitense Donald Trump ha congelato quasi tutti gli aiuti esteri degli Stati Uniti, interrompendo di fatto il sostegno finanziario all’OMS. Trump ha giustificato questa drastica decisione accusando l’organizzazione di «sfruttare» gli Stati Uniti e citando la forte disparità tra i contributi americani e quelli della Cina.

I numeri mostrano la gravità del colpo: gli Stati Uniti erano di gran lunga il principale finanziatore dell’OMS. Nel solo ciclo di bilancio 2022-2023, Washington ha contribuito con una quota considerevole, pari al 16,3% del budget totale dell’organizzazione, di 7,89 miliardi di dollari. È importante sottolineare che la maggior parte di questi fondi proveniva da contributi volontari destinati a progetti specifici, che ora sono immediatamente a rischio. Interrompendo i finanziamenti, gli Stati Uniti non hanno solo ridotto le risorse: hanno destabilizzato le basi economiche della principale agenzia sanitaria mondiale.

Una nota interna rivela una realtà allarmante

«Non abbiamo scelta». Queste parole, pronunciate dal direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus in un’e-mail interna riservata ottenuta dall’AFP, rivelano la disperazione all’interno dell’agenzia. Il capo dell’OMS ha ammesso che, nonostante gli sforzi per razionalizzare le attività avviati più di nove mesi fa, l’organizzazione è ormai con le spalle al muro.

Ghebreyesus ha sottolineato che i significativi risparmi sui costi già ottenuti sono del tutto insufficienti di fronte agli attuali ostacoli geopolitici. «Le attuali condizioni economiche e geopolitiche rendono particolarmente difficile la mobilitazione di risorse», ha scritto ai collaboratori venerdì. L’organizzazione era già in difficoltà finanziarie prima del congelamento statunitense; ora si trova ad affrontare una minaccia esistenziale. Il messaggio per le migliaia di collaboratori a Ginevra e altrove è inequivocabile: l’era dell’espansione è finita ed è iniziato un periodo di austerità severa.

La resa dei conti geopolitica di Ginevra

Per la Ginevra internazionale, questo taglio di budget rappresenta un duro colpo al suo ruolo di capitale umanitaria mondiale. Il ridimensionamento dell’OMS non è un fatto isolato, ma preannuncia una realtà più difficile per le organizzazioni internazionali che hanno sede in Svizzera. Con gli Stati Uniti che congelano gli aiuti su larga scala, l’ecosistema della diplomazia e della sanità in Svizzera si trova ad affrontare un futuro incerto.

Le conseguenze vanno ben oltre i bilanci. Un’OMS indebolita avrà meno capacità di monitorare le epidemie, coordinare le risposte alle emergenze e sostenere le infrastrutture sanitarie nei Paesi in via di sviluppo. Per la Svizzera, Paese ospite, aumenta la pressione per districarsi in questo campo minato diplomatico mentre assiste all’indebolimento di un’istituzione fondamentale sul proprio territorio. Mentre l’OMS si ridimensiona per far quadrare i conti, la rete di protezione globale si sfalda e Ginevra deve fare i conti con le conseguenze di un mondo in cui i finanziamenti per la salute non sono più garantiti.