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Swiss Observer

Le donne ucraine incontrano ostacoli nell’integrazione nel mondo del lavoro svizzero

Uno studio federale rivela che l’integrazione delle persone rifugiate ucraine nel mercato del lavoro svizzero procede più lentamente del previsto, citando le barriere linguistiche e le difficoltà nel riconoscimento delle qualifiche.

Le donne ucraine incontrano ostacoli nell’integrazione nel mondo del lavoro svizzero
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I risultati recenti di uno studio della Confederazione rivelano che l’integrazione delle donne rifugiate ucraine nel mercato del lavoro svizzero procede più lentamente del previsto. Attualmente la Svizzera accoglie circa 67’000 persone provenienti dall’Ucraina con statuto di protezione S, ma a metà febbraio solo il 30% aveva trovato un impiego. Questo tasso di occupazione è inferiore alle aspettative, soprattutto considerando l’elevato livello di formazione della popolazione rifugiata.

Le principali sfide

Diversi ostacoli importanti impediscono la riuscita dell’integrazione delle donne ucraine nel mondo del lavoro svizzero. La conoscenza delle lingue è uno dei principali problemi: molte persone rifugiate hanno infatti conoscenze limitate delle lingue nazionali. L’incertezza legata allo statuto di protezione S induce a esitare nella pianificazione professionale a lungo termine. Inoltre, molte donne devono affrontare la difficile conciliazione tra le aspirazioni professionali e le responsabilità legate alla cura dei figli. Il riconoscimento delle qualifiche e l’adattamento alle strutture professionali svizzere, in particolare nei settori dell’educazione, dei servizi sociali e della sanità, comportano ulteriori difficoltà.

Formazione e competenze

Lo studio mette in evidenza l’elevato livello di formazione delle persone rifugiate ucraine in Svizzera: il 65-70% ha conseguito un diploma di livello terziario. Le donne costituiscono circa due terzi di questo gruppo altamente qualificato e molte hanno maturato una preziosa esperienza nei settori dell’educazione, della sanità e dei servizi sociali. Tuttavia, i loro percorsi professionali spesso differiscono da quelli delle professioni in Svizzera, rendendo difficile trovare impieghi equivalenti. Molte persone possiedono competenze specialistiche che devono essere adattate agli standard e alle pratiche professionali svizzeri.

Programmi di sostegno e raccomandazioni

Lo studio federale, basato su interviste a 33 professionisti e 34 persone rifugiate in diversi Cantoni, individua vari ambiti in cui i sistemi di sostegno possono essere migliorati. Gli esperti sottolineano la necessità di diffondere meglio le informazioni e di coordinare maggiormente i programmi di sostegno. Occorre semplificare l’accesso alle iniziative d’integrazione e il loro finanziamento. Lo studio propone di sviluppare programmi mirati che rispondano sia alle esigenze occupazionali immediate sia allo sviluppo professionale a lungo termine, tenendo conto delle circostanze specifiche delle persone con statuto S.