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La promessa di Trump sui prezzi dei farmaci fa crollare i titoli farmaceutici svizzeri
Le aziende farmaceutiche svizzere si trovano ad affrontare l’incertezza del mercato dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un imminente decreto esecutivo sui prezzi dei farmaci con obbligo di prescrizione, che potrebbe incidere sui profitti del settore farmaceutico svizzero.

Lunedì i colossi farmaceutici svizzeri Roche e Novartis hanno attraversato forti turbolenze sui mercati: alla Borsa di Zurigo i titoli di entrambe le società sono scesi fino al 3%. Il brusco calo è stato una risposta diretta all’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che intende emanare a breve un decreto esecutivo sui prezzi dei farmaci con obbligo di prescrizione. La reazione del mercato mette in luce la vulnerabilità delle aziende farmaceutiche svizzere ai cambiamenti della politica sanitaria statunitense, vista l’importanza strategica del mercato americano per le esportazioni farmaceutiche svizzere.
I piani di Trump per riformare i prezzi dei farmaci
In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, il presidente Trump ha promesso «uno dei decreti più incisivi» della storia degli Stati Uniti, rivolto al settore farmaceutico. Il decreto esecutivo mira a costringere i produttori di farmaci ad accettare prezzi comparabili a livello internazionale, con una possibile riduzione dei prezzi dei farmaci negli Stati Uniti dal 30 all’80%. A differenza di molti altri Paesi, gli Stati Uniti non dispongono di una regolamentazione centralizzata dei prezzi dei medicinali da parte del Governo, con prezzi nettamente più elevati rispetto ai mercati internazionali. Questo cambiamento fondamentale di politica potrebbe ridisegnare il panorama globale dei prezzi dei farmaci.
Le preoccupazioni del settore farmaceutico svizzero
Il settore farmaceutico svizzero, pilastro fondamentale dell’economia del Paese, si trova ad affrontare sfide senza precedenti a causa delle riforme dei prezzi proposte dagli Stati Uniti. Le preoccupazioni del settore riguardano soprattutto la possibile erosione dei margini di profitto nel redditizio mercato statunitense, che potrebbe incidere sugli investimenti in ricerca e sviluppo e sul ruolo della Svizzera quale polo farmaceutico globale. La situazione ha riacceso il dibattito sulla necessità di un adeguamento strategico e di un eventuale dialogo diplomatico per tutelare gli interessi economici svizzeri.
Le reazioni dei mercati internazionali
L’annuncio di Trump si è fatto sentire sui mercati farmaceutici globali, con forti cali dei titoli delle aziende europee del settore. La francese Sanofi e la danese Novo Nordisk hanno perso quasi il 6%, mentre i colossi farmaceutici britannici AstraZeneca e GSK sono scesi fino al 4%. La reazione generalizzata dei mercati dimostra quanto siano interconnessi i mercati farmaceutici globali e quanto siano ampie le ripercussioni dei cambiamenti della politica sanitaria statunitense.