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Swiss Observer

Nel 2025 la Svizzera presiederà il Consiglio dei diritti umani dell’ONU

L’ambasciatore Jürg Lauber è stato eletto presidente, segnando la prima volta che la Svizzera dirige l’organizzazione con sede a Ginevra.

AI11 dicembre 2024Il nostro processo editoriale
Nel 2025 la Svizzera presiederà il Consiglio dei diritti umani dell’ONU
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In una svolta importante per la diplomazia svizzera, l’ambasciatore Jürg Lauber è stato eletto presidente del Consiglio dei diritti umani dell’ONU per il 2025. È la prima volta che la Svizzera presiede questa influente organizzazione con sede a Ginevra. La nomina rappresenta una tappa significativa nelle relazioni internazionali della Svizzera e rafforza l’impegno del Paese a favore della promozione dei diritti umani nel mondo. L’elezione, avvenuta presso la sede europea dell’ONU a Ginevra, è stata accolta con ampio favore dalla comunità internazionale.

Il profilo dell’ambasciatore Lauber

L’ambasciatore Jürg Lauber, 61 anni, porta con sé una vasta esperienza diplomatica nel nuovo incarico. Nel corso della sua carriera ha ricoperto il ruolo di rappresentante permanente della Svizzera presso l’ONU a New York (2015-2020) e quello di capo di gabinetto del presidente della Corte penale internazionale all’Aia. L’esperienza maturata nelle missioni di mantenimento della pace in Namibia e nelle zone demilitarizzate della Corea offre una prospettiva preziosa alla sua attività di presidente. La nomina di Lauber giunge in un momento cruciale, in cui la diplomazia internazionale deve affrontare complesse sfide nella protezione dei diritti umani.

Il ruolo e le priorità della Svizzera

La presidenza svizzera del Consiglio è in linea con il tradizionale impegno del Paese a favore dei diritti umani e della cooperazione internazionale. Per il suo mandato la Svizzera ha delineato diverse priorità, tra cui l’abolizione della pena di morte, il divieto della tortura, la promozione della libertà di espressione e la protezione delle minoranze e dei diritti delle donne. In quanto Paese ospitante del Consiglio e ora suo presidente, la Svizzera si trova in una posizione privilegiata per colmare le divergenze diplomatiche e promuovere un dialogo costruttivo. L’esperienza maturata durante i precedenti mandati nel Consiglio (2006-2009, 2010-2013 e 2016-2018) costituisce una solida base per il ruolo di guida.

Sfide e prospettive

All’inizio del 2025 il Consiglio deve affrontare sfide importanti, tra cui la polarizzazione politica fra i suoi 47 membri, i conflitti in corso nel mondo e i vincoli finanziari all’interno del sistema dell’ONU. Durante la presidenza, l’ambasciatore Lauber dovrà affrontare queste sfide mantenendo al contempo l’efficacia del Consiglio nella promozione e nella protezione dei diritti umani nel mondo. Le possibili ripercussioni dei mutamenti degli equilibri politici internazionali, tra cui eventuali cambiamenti nell’impegno degli Stati Uniti nei confronti del Consiglio, aggiungono un ulteriore livello di complessità al mandato imminente. Il tradizionale ruolo della Svizzera di mediatrice neutrale e il suo impegno a favore del multilateralismo la pongono in una buona posizione per gestire queste sfide.