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Swiss Observer

La Svizzera nel mirino delle reti di droghe sintetiche illegali, avverte un esperto

Dopo una vasta operazione europea contro il traffico di droga, un esperto di Dipendenze Svizzera ha sottolineato che la Svizzera è un mercato attrattivo e interessato dal traffico di droghe sintetiche illegali come MDMA e metanfetamina, e svolge un ruolo nel commercio illecito di stupefacenti sul continente.

La Svizzera nel mirino delle reti di droghe sintetiche illegali, avverte un esperto
AISWI swissinfo.ch

Sono state sequestrate ben 9,3 tonnellate di stupefacenti e oltre 1’000 tonnellate di sostanze chimiche precursori, in un duro colpo al traffico illecito di droga in Europa. La recente operazione di Europol, che ha portato a oltre 100 arresti e allo smantellamento di 24 laboratori, ha scosso il continente. Ma mentre si dirada il polverone seguito a questa operazione senza precedenti, i riflettori si spostano nettamente sulla Svizzera. Sebbene le perquisizioni abbiano interessato diversi Paesi, gli esperti avvertono che la Confederazione è profondamente coinvolta in questa rete, non come produttrice, ma come importante destinazione.

Frank Zobel, vicedirettore di Dipendenze Svizzera, avverte che, sebbene sia ancora da vedere quale sarà l’impatto immediato di questo specifico sequestro sulle strade svizzere, il legame è innegabile. L’operazione era diretta contro la produzione di MDMA, anfetamine e metanfetamine, sostanze che hanno trovato terreno fertile nella vita notturna svizzera. Non si tratta soltanto di un problema europeo lontano, ma di una realtà nazionale che richiede attenzione immediata.

Un obiettivo redditizio: la ricchezza alimenta i consumi

La Svizzera non è una fabbrica, è una miniera d’oro. Zobel non ha dubbi: «La Svizzera non è quindi un Paese di produzione, ma soprattutto di consumo». Il reddito disponibile elevato e il diffuso consumo ricreativo di droghe fanno del Paese un polo irresistibile per i trafficanti. A differenza delle gerarchie molto strutturate e dominate dalla mafia che controllano il traffico di cocaina ed eroina, qui il mercato delle droghe sintetiche funziona secondo un modello più fluido e insidioso.

In una tendenza preoccupante, la rete di distribuzione è spesso composta dagli stessi consumatori: persone che acquistano grandi quantità per rivenderle nella propria cerchia sociale e nei locali notturni. Questo metodo di distribuzione decentralizzato, simile a un «formicaio», rende le indagini di polizia molto più difficili che decapitare un singolo cartello. Sebbene storicamente entro i confini svizzeri siano stati individuati soltanto uno o due piccoli laboratori, la domanda è vorace. Il messaggio è chiaro: finché i portafogli svizzeri resteranno aperti, le catene di approvvigionamento troveranno il modo di arrivare nel Paese.

Crocevia della criminalità: sfruttare le vulnerabilità strategiche

La geografia è destino e, per i trafficanti, la posizione della Svizzera è un sogno logistico. Situato nel cuore dell’Europa, con collegamenti di trasporto ad alta velocità verso Francia, Germania, Italia e Austria, il Paese è un nodo cruciale. «La Svizzera è chiaramente un Paese interessante», afferma Zobel, citando la stabilità politica e la ricchezza, che sono armi a doppio taglio. Anche lo spettro del riciclaggio di denaro incombe: sebbene l’era del segreto bancario assoluto sia ormai passata, la possibilità di investire fondi illeciti continua ad attirare la criminalità organizzata.

Il Paese è tuttavia ben lontano dall’essere una zona senza legge. A differenza di altri Paesi, dove le «zone proibite» ostacolano l’applicazione della legge, le autorità svizzere mantengono una presenza capillare e vigile. La polizia può intervenire ovunque e la sorveglianza cantonale è rigorosa. Tuttavia, l’enorme volume di traffico transfrontaliero rappresenta una sfida costante: il controllo delle frontiere diventa così un gioco ad alto rischio del gatto e del topo con reti di contrabbando sempre più sofisticate.

Tendenze tossiche: più economiche, più potenti e più letali

Lo sviluppo più allarmante non riguarda la quantità di droga, ma la sua potenza. Negli ultimi 15-20 anni è emerso un pericoloso paradosso: le sostanze illegali sono diventate nettamente più economiche, mentre la loro potenza è aumentata. «Quello che osserviamo è la diffusione di sostanze sempre più economiche, ma anche sempre più potenti», avverte Zobel. La tendenza riguarda un ampio spettro di sostanze, dalla cocaina alla cannabis sintetica, e crea un rischio grave per la salute pubblica.

Attualmente, la minaccia più critica è rappresentata dal crack, che si è diffuso sul mercato svizzero a una velocità devastante. Zobel lo indica come il mercato che «ci preoccupa di più». La diffusione di sostanze sintetiche molto pure e a basso costo fa sì che i consumatori giochino spesso alla roulette russa con la composizione chimica. L’imprevedibilità di queste sostanze comporta un grave rischio di overdose e danni psicologici a lungo termine, e minaccia di sopraffare i servizi per le dipendenze, già sotto forte pressione.

Combattere nell’ombra: la lotta per la salute pubblica

La Svizzera affronta questa crisi con una strategia basata sul divieto, ma i limiti di questo approccio diventano sempre più evidenti. Se da un lato l’illegalità dissuade alcune persone, dall’altro spinge i consumatori abituali nell’ombra, alimentando lo stigma e nascondendo comportamenti rischiosi. «Lo svantaggio è che chi consuma droghe assume sostanze la cui qualità è completamente sconosciuta», osserva Zobel. In questo mondo sommerso prospera la discriminazione e spesso si chiede aiuto troppo tardi.

Un sostegno fondamentale in questa lotta è il drug checking. Questi servizi sono gli occhi e le orecchie della salute pubblica e offrono una rara finestra sulla composizione mutevole delle droghe vendute per strada. Analizzando direttamente le sostanze portate dai consumatori, gli esperti possono individuare nuovi composti tossici prima che provochino vittime in massa. Di fronte all’evoluzione allarmante delle reti di produzione e distribuzione di droghe sintetiche, l’approccio svizzero deve conciliare l’applicazione della legge con una riduzione dei danni rigorosa. Lo smantellamento delle reti europee è una vittoria, ma la battaglia per la salute pubblica in Svizzera si combatte una pillola e un test alla volta.