Parità di genere
La Svizzera scende nettamente nella classifica globale della parità di genere
La Svizzera è scesa di dieci posizioni, al 27° posto, nell’ultima classifica del divario di genere del World Economic Forum. Persistono debolezze nella rappresentanza politica, nei ruoli dirigenziali e nella partecipazione delle donne alla tecnologia.

La Svizzera è scesa di dieci posizioni, al 27° posto, nell’ultima classifica del divario di genere del World Economic Forum. Per il quinto anno consecutivo il Paese resta fuori dalle prime dieci posizioni dell’indice. L’ultima volta che la Svizzera figurava tra i Paesi ai primi posti era il 2021.
Per il suo indice 2026, il WEF ha valutato 145 Paesi. L’Islanda ha mantenuto il primo posto, seguita da Finlandia e Norvegia. La Namibia è entrata tra i primi cinque, al quarto posto, a conferma dei cambiamenti nelle prestazioni dei Paesi lungo la classifica.
Per la Svizzera, il calo evidenzia debolezze in ambiti ancora centrali per la vita pubblica e l’economia: la rappresentanza politica, l’accesso ai ruoli dirigenziali e la partecipazione delle donne alla tecnologia. La classifica non indica che ogni progresso si sia fermato. Mostra che altri Paesi avanzano più rapidamente, mentre la Svizzera continua a faticare nel tradurre il suo alto reddito e le sue istituzioni solide in una rappresentanza paritaria.
Il rapporto è stato presentato a Ginevra il 16 settembre 2026, riportando l’attenzione sui risultati del Paese in Parlamento, nei dipartimenti governativi, nei consigli di amministrazione e nelle professioni tecniche. Il calo della Svizzera è quindi più di un cambiamento di posizione in una classifica internazionale. Misura quanto lentamente si ampliano le opportunità per le donne nei settori che influenzano le politiche, gli investimenti e l’innovazione.
La leadership politica tiene la Svizzera indietro
Il potere politico resta una delle debolezze più evidenti messe in luce dall’indice. Il WEF riferisce che la quota di Paesi guidati da donne è tornata al livello di 10 anni fa, mentre meno del 10% dei portafogli ministeriali affidati a donne è considerato influente.
Questa misura si concentra sulla distribuzione del potere decisionale, invece di limitarsi a contare il numero di donne al governo. Un gabinetto può includere donne, ma lasciare i portafogli più determinanti concentrati altrove. Il dato è rilevante per la Svizzera, dove le politiche federali incidono sulla custodia dei bambini, sulla fiscalità, sulle pensioni, sull’occupazione e sulle assicurazioni sociali, tutti ambiti con conseguenze dirette per la parità economica.
Il materiale di partenza non fornisce una ripartizione per Cantone né assegna alla Svizzera un punteggio distinto per ciascuna istituzione politica. La conclusione generale è chiara: la rappresentanza non è progredita al ritmo necessario per colmare il divario.
La posizione della Svizzera riflette anche una più ampia battuta d’arresto internazionale nell’accesso delle donne ai ruoli politici di vertice. Islanda, Finlandia e Norvegia restano ai primi posti della classifica generale, mentre il quarto posto della Namibia mostra che i risultati migliori non sono appannaggio della sola Europa settentrionale. Il confronto offre ai responsabili politici svizzeri un parametro concreto per esaminare chi detiene il potere e quali portafogli hanno influenza.
Leadership e IA mettono in luce il divario di partecipazione
Le donne restano sottorappresentate nei luoghi in cui si prendono le decisioni aziendali e si sviluppano le nuove tecnologie. Secondo il WEF, meno del 20% delle CEO sono donne. Il dato evidenzia la distanza tra l’accesso formale al mercato del lavoro e l’accesso alle posizioni più influenti.
Il divario tecnologico è particolarmente significativo, mentre l’intelligenza artificiale diventa una questione economica e politica sempre più centrale. Secondo il rapporto, meno di un ingegnere su cinque che lavora sull’IA è una donna. Questo squilibrio incide su chi progetta i sistemi, individua i rischi e decide come usare gli strumenti automatizzati nei luoghi di lavoro, nei servizi pubblici e nella ricerca.
La Svizzera dispone di un forte settore tecnologico e di ricerca, con università, istituti finanziari e aziende che investono molto nei sistemi digitali. I risultati dell’indice suggeriscono che la crescita in questi settori non ha prodotto una partecipazione paritaria. La scarsa presenza delle donne nei gruppi tecnici può inoltre ridurre il bacino di talenti a disposizione dei datori di lavoro, proprio mentre cresce la domanda di competenze specialistiche.
I dati riguardano le tendenze globali, non un conteggio specifico per la Svizzera di ingegneri dell’IA o amministratori delegati. Inquadrano comunque la sfida per le aziende e le istituzioni svizzere: i percorsi verso la leadership e il reclutamento tecnico vanno esaminati insieme. La rappresentanza ai vertici dipende da chi riceve formazione, sostegno e promozioni nelle fasi precedenti della carriera.
Il conto globale di 120 anni mette sotto esame i progressi svizzeri
Nel mondo è stato colmato quasi il 70% del divario di genere, ma nell’ultimo anno i progressi sono aumentati di appena 0,4 punti percentuali. A questo ritmo, stima il World Economic Forum, ci vorranno 120 anni per colmare il divario rimanente.
Il dato globale fornisce un contesto più ampio alla posizione della Svizzera in classifica. Un Paese può mantenere livelli assoluti elevati di istruzione, occupazione o benessere e perdere comunque terreno se gli altri migliorano più rapidamente. Il calo di dieci posizioni della Svizzera riflette sia questa componente competitiva dell’indice sia le debolezze interne.
Il rapporto non propone un pacchetto di misure specifico per la Svizzera e non individua un’unica causa del calo del Paese. I suoi indicatori segnalano diversi ambiti da esaminare: l’accesso delle donne a incarichi politici influenti, la promozione a ruoli di amministratrice delegata e l’ingresso nelle professioni tecniche avanzate.
Per i datori di lavoro, le università e le autorità pubbliche svizzere, il prossimo indice permetterà di verificare se gli impegni si traducono in cambiamenti misurabili. Tra gli elementi da osservare vi saranno chi raggiunge i vertici dirigenziali, chi riceve la responsabilità di importanti portafogli governativi e chi entra nel campo dell’ingegneria dell’IA. La posizione della Svizzera dipenderà da questi risultati, non dalla reputazione di Paese prospero e altamente istruito.