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Swiss Observer

La Svizzera crea una nuova alleanza commerciale con economie di piccole dimensioni

La Svizzera avvia il Partenariato per il futuro degli investimenti e del commercio con altri 13 Paesi di piccole e medie dimensioni, per rafforzare le relazioni commerciali globali.

AI17 settembre 2025Il nostro processo editoriale
La Svizzera crea una nuova alleanza commerciale con economie di piccole dimensioni
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La Svizzera non aspetta più che i grandi del mondo dettino le regole del commercio. Con una mossa decisiva per assicurarsi un futuro economico, Berna ha lanciato con successo il Partenariato per il futuro degli investimenti e del commercio (FIT), riunendo una coalizione di altri 13 Paesi di piccole e medie dimensioni. Martedì il ministro dell’economia Guy Parmelin ha presentato l’alleanza, segnando un deciso allontanamento dalla diplomazia passiva. Non si tratta semplicemente di un gruppo di discussione, ma di una manovra strategica pensata per dare più forza alla voce della Svizzera in un mercato globale sempre più turbolento.

Guidando questa iniziativa, la Svizzera si afferma come artefice di un nuovo paradigma commerciale. Il partenariato mira a diversificare in modo deciso le relazioni commerciali, affinché l’industria svizzera non dipenda dai capricci di un singolo blocco. Con 14 Paesi riuniti sotto questa egida, l’alleanza rappresenta un’importante concentrazione di influenza economica e dimostra che le dimensioni non sono un ostacolo alla leadership globale, quando la strategia è attuata con precisione svizzera.

Contrastare l’era della frammentazione

L’economia globale si sta frammentando a un ritmo allarmante e la Svizzera non vuole restare intrappolata nelle crepe. L’attuale panorama commerciale è segnato da tensioni senza precedenti, incertezze crescenti e da un pericoloso rallentamento della crescita globale. Mentre le grandi potenze tornano a puntare sul protezionismo, il rischio di frammentazione economica minaccia la prosperità dei Paesi aperti. Questo contesto volatile richiede un’azione immediata e il Partenariato FIT è la risposta della Svizzera al caos.

Mentre le economie più grandi si ripiegano su sé stesse, questa alleanza affronta la crisi a viso aperto. Il Dipartimento ha indicato esplicitamente la «resilienza delle catene di approvvigionamento» come priorità fondamentale, riconoscendo che i vecchi modi di fare affari stanno crollando. Unendosi, questi Paesi costruiscono un baluardo contro l’instabilità. Non si limitano a osservare il deterioramento del sistema commerciale basato su regole: intervengono attivamente per salvarlo. È una lotta per la sopravvivenza e per mantenere la propria rilevanza in un mondo in cui l’isolazionismo sta diventando la nuova, cupa normalità.

Una coalizione di attori agili

Dai fiordi della Norvegia ai centri tecnologici di Singapore, questa è una coalizione di Paesi volenterosi e agili. L’elenco dei 14 Paesi comprende alcune delle economie aperte e dinamiche più rappresentative: Svizzera, Brunei, Cile, Costa Rica, Islanda, Liechtenstein, Marocco, Nuova Zelanda, Norvegia, Panama, Ruanda, Singapore, Emirati Arabi Uniti e Uruguay. Non sono colossi lenti, ma attori agili, capaci di adattarsi rapidamente ai mutamenti del mercato.

Unite dall’impegno comune a favore di un commercio aperto e basato su regole, queste economie di piccole e medie dimensioni mettono in comune le proprie forze per pesare ben più di quanto consentirebbero le loro dimensioni individuali. La Svizzera ha contribuito in modo significativo alla concezione di questo gruppo, dimostrando che la sua macchina diplomatica procede a pieno regime. Allineandosi con importanti attori regionali, dagli Emirati Arabi Uniti in Medio Oriente al Cile in America latina, la Svizzera sta di fatto tessendo una rete di sicurezza che si estende a livello globale, affinché, quando un mercato inciampa, gli altri possano compensare.

Il modello: agilità al posto della burocrazia

La burocrazia è nemica del progresso e il Partenariato FIT ne è consapevole. In una rottura incoraggiante rispetto alle organizzazioni internazionali tradizionali, questa alleanza rifiuta pesanti vincoli giuridici. Non vi sono obblighi giuridici vincolanti né strutture organizzative elefantiache che rallentino il processo decisionale. Il partenariato funziona invece come una rete ad alta velocità, pensata per una collaborazione rapida e risultati immediati.

L’attenzione è ben focalizzata: eliminare gli ostacoli non tariffari al commercio, agevolare gli investimenti e accelerare l’impiego delle nuove tecnologie nel commercio. È diplomazia del XXI secolo: snella, flessibile e aperta al settore privato. Evitando la trappola di trattati rigidi, la Svizzera e i suoi partner possono adattarsi immediatamente per affrontare le sfide emergenti. Inoltre, la porta resta aperta: la rete invita ad aderire altri Paesi interessati, segnalando che questo è solo l’inizio di un movimento in crescita volto a riscrivere le regole delle relazioni globali.