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Swiss Observer

La Svizzera rinuncia al contante mentre i cittadini si preparano a votare per proteggere il denaro cartaceo

Nonostante l’attaccamento culturale al denaro contante, la Svizzera sta adottando rapidamente i pagamenti digitali. A marzo, un’iniziativa popolare sarà sottoposta al voto con l’obiettivo di sancire il contante nella Costituzione, mettendo in luce un dibattito nazionale sulla privacy, la sicurezza e il futuro del denaro.

AI18 febbraio 2026Il nostro processo editoriale
La Svizzera rinuncia al contante mentre i cittadini si preparano a votare per proteggere il denaro cartaceo
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La Svizzera si trova a un bivio decisivo, alle prese con una contraddizione di proporzioni enormi. L’8 marzo, il Paese si recherà alle urne per decidere se il diritto di utilizzare denaro contante debba essere sancito in modo permanente nella Costituzione. Eppure, in un’ironia della sorte, proprio i cittadini che lottano per proteggere il denaro cartaceo sono quelli che lo stanno rendendo obsoleto. L’attaccamento culturale al franco svizzero resta forte, ma la realtà è innegabile: la Svizzera sta diventando rapidamente una società senza contanti.

Questa votazione non riguarda soltanto l’economia: è una battaglia per l’anima dell’identità svizzera. I sostenitori sostengono che il contante sia l’ultimo baluardo della libertà, uno scudo tangibile contro la sorveglianza, i guasti dei sistemi e gli occhi indiscreti della finanza digitale. Il comportamento degli elettori racconta però un’altra storia. Assistiamo a un Paese che, sul piano ideologico, resta legato al concetto di contante, ma che nella pratica lo abbandona alla cassa. Con l’avvicinarsi del voto, la tensione tra ciò che gli svizzeri dicono di volere e il loro modo di vivere non è mai stata così palpabile.

La spirale discendente del denaro contante

I numeri delineano un quadro netto e innegabile: il contante è in caduta libera. Solo un decennio fa, il Paese alpino era una roccaforte del denaro contante e recarsi di corsa a un bancomat faceva parte della quotidianità. Quei tempi sono finiti. Nel 2017, ben il 70% di tutte le transazioni nei punti vendita veniva regolato in contanti. Nel 2024, quel predominio era svanito. Oggi il contante rappresenta appena il 30% dei pagamenti nei negozi, spodestato senza appello dalle carte e dai portafogli digitali.

Se si considera il panorama finanziario nel suo insieme, compresi gli acquisti online e i trasferimenti tra privati, la quota scende ulteriormente, al 27%. Non si tratta di un calo graduale, ma di un crollo. La pandemia ha accelerato una tendenza già in atto, ma la velocità di questa transizione è senza precedenti. Le banconote di grosso taglio continuano a essere custodite nelle casseforti come riserva di valore, ma il loro utilizzo come mezzo di pagamento sta scomparendo. I consumatori svizzeri si sono espressi con il portafoglio e, sempre più spesso, quel portafoglio è digitale.

La Svizzera supera l’Europa nella corsa al digitale

Mentre l’Eurozona resta legata alle abitudini legate al denaro cartaceo, la Svizzera corre in avanti e lascia i Paesi vicini nella polvere digitale. Il confronto è eloquente: nel 2024, nell’Eurozona i pagamenti in contanti rappresentavano ancora oltre il 50% delle transazioni. Gli svizzeri, invece, hanno adottato la tecnologia mobile con un fervore che si osserva in pochissimi altri Paesi. In Svizzera, una transazione su cinque viene ormai effettuata tramite un’app di pagamento, una quota che supera di gran lunga la media dell’Unione europea, pari ad appena il 6%.

Questa crescita è dovuta in larga misura al colosso nazionale Twint, ormai perfettamente integrato nella vita quotidiana. A eccezione dei Paesi Bassi, nessun altro Paese europeo eguaglia l’interesse della Svizzera per i pagamenti tramite app. L’idea che la Svizzera sia un Paese finanziariamente conservatore e lento a cambiare è un mito. Nel campo delle tecnologie di pagamento, gli svizzeri adottano con entusiasmo le novità fin da subito, dimostrando che, quando la praticità si accompagna alla sicurezza, la tradizione viene rapidamente accantonata.

La ribellione: perché i cittadini reagiscono

Nonostante la praticità del digitale, in vista del voto dell’8 marzo si fa strada una forte corrente di opposizione. L’iniziativa, promossa da un gruppo già mobilitatosi contro l’obbligo di vaccinazione, fa leva sulla profonda paura di una dipendenza totale dal digitale. L’argomento è convincente e immediato: senza contanti, i cittadini sono vulnerabili. Secondo i promotori, un’economia interamente digitale espone la popolazione a guasti catastrofici dei sistemi, a una sorveglianza finanziaria incessante e al caos degli attacchi informatici.

I sondaggi suggeriscono che il messaggio stia facendo presa e che un «sì» appaia sempre più plausibile. È una ribellione contro ciò che è intangibile. In un mondo di flussi di dati effimeri, gli svizzeri chiedono di poter sempre disporre di qualcosa di concreto. Se venisse accolta, questa modifica costituzionale obbligherebbe lo Stato a garantire per sempre la disponibilità di contante in quantità sufficienti. È una decisa affermazione di sovranità: una dichiarazione che, sebbene il futuro possa essere digitale, il popolo svizzero rifiuta di esserne ostaggio.