finanza
Svizzera e Stati Uniti firmano un accordo per prevenire la manipolazione valutaria
La dichiarazione congiunta conferma l’impegno a evitare la manipolazione dei tassi di cambio, preservando al contempo gli strumenti di politica monetaria della BNS

In un importante sviluppo diplomatico, la Svizzera e gli Stati Uniti hanno firmato una dichiarazione congiunta sulle questioni valutarie e macroeconomiche. L’accordo, che coinvolge la Banca nazionale svizzera (BNS), il Dipartimento federale delle finanze (DFF) e il Dipartimento del Tesoro statunitense, segna una tappa cruciale nelle relazioni finanziarie bilaterali. Questa intesa formale giunge in un momento in cui le pratiche valutarie sono sottoposte a un esame sempre più attento sui mercati internazionali.
Impegni principali e implicazioni
La dichiarazione congiunta stabilisce impegni chiari da parte di entrambe le nazioni e conferma il loro rispetto dei principi del Fondo monetario internazionale (FMI) e del G20 in materia di pratiche valutarie. Una dichiarazione centrale stabilisce che nessuno dei due Paesi manipolerà i tassi di cambio per ottenere vantaggi concorrenziali o impedire aggiustamenti della bilancia dei pagamenti. Questo impegno rende più trasparenti le politiche monetarie e affronta le preoccupazioni di lunga data sulla manipolazione valutaria.
Indipendenza della BNS in materia di politica monetaria
Un aspetto cruciale dell’accordo è il riconoscimento esplicito del potere della BNS di intervenire sui mercati dei cambi quale legittimo strumento di politica monetaria. Preservare l’indipendenza della BNS in materia di politica monetaria è fondamentale per mantenere la stabilità dei prezzi in Svizzera. La dichiarazione chiarisce che tali interventi, quando necessari per garantire condizioni monetarie adeguate, sono distinti dalla manipolazione valutaria. Questo riconoscimento è particolarmente importante considerata la posizione economica peculiare della Svizzera e il ruolo tradizionale del franco svizzero quale valuta rifugio.
Contesto storico e relazioni future
L’accordo giunge sullo sfondo di tensioni precedenti, tra cui la decisione passata del Dipartimento del Tesoro statunitense di designare la Svizzera come manipolatrice valutaria. L’imposizione da parte degli Stati Uniti di dazi del 39% sulla Svizzera in agosto ha evidenziato la necessità di una migliore comprensione e cooperazione. Il nuovo accordo, pur non essendo giuridicamente vincolante, rappresenta una svolta diplomatica e istituisce un quadro per un dialogo continuo sulle questioni di politica macroeconomica e finanziaria. Si basa sul meccanismo di dialogo già istituito nel 2022 tra la BNS, il DFF e il Dipartimento del Tesoro statunitense.