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Viticoltore svizzero condannato per una frode nell’etichettatura
Un tribunale vallesano aumenta a 45 mesi la pena detentiva per un viticoltore che ha venduto vini spagnoli e tedeschi con la prestigiosa denominazione AOC Vallese.

Con una sentenza importante che sottolinea l’impegno della Svizzera a proteggere le sue prestigiose denominazioni vinicole, il viticoltore Cédric Flaction è stato condannato a 45 mesi di carcere dal Tribunale cantonale del Vallese. Il verdetto, pronunciato a Sion, aumenta la pena di 42 mesi inflitta nel 2024. Flaction è stato riconosciuto colpevole di diversi reati, tra cui truffa, cattiva gestione, falsità in documenti e istigazione alla falsità in documenti.
I dettagli della frode vinicola
Il piano fraudolento, attuato tra il 2009 e il 2015, prevedeva l’acquisto su vasta scala di vini esteri, commercializzati illegalmente con la prestigiosa denominazione AOC Vallese. Flaction ha acquistato oltre 730’000 litri di vino spagnolo e 130’000 litri di vino di Sciaffusa da aziende tedesche. Per nascondere queste operazioni, ha creato fatture false per servizi di cantina, imbottigliamento e consulenza. I vini esteri sono poi stati miscelati con vino vallesano autentico e venduti in modo fraudolento con la denominazione protetta AOC Vallese, minando l’integrità di questa apprezzata denominazione vinicola svizzera.
Ripercussioni sul settore vinicolo svizzero
Il caso ha scosso il settore vinicolo svizzero, in particolare il Vallese, noto per i suoi vini eccezionali e i rigorosi controlli di qualità. La denominazione AOC Vallese garantisce l’origine e la qualità di un prodotto, frutto di generazioni di tradizione vinicola svizzera. Questa frode non solo compromette la fiducia dei consumatori, ma minaccia anche la reputazione dei viticoltori vallesani che rispettano i severi requisiti per ottenere la certificazione AOC. La dura condanna riflette la gravità del reato contro il sistema svizzero delle denominazioni di origine protette.
Procedimento giudiziario e difesa
Durante il processo in seconda istanza, tenutosi a luglio, l’accusa ha chiesto una pena detentiva di cinque anni, mentre la difesa di Flaction ha domandato una pena interamente sospesa. La condanna definitiva a 45 mesi si colloca tra queste due posizioni, pur avvicinandosi alla severità richiesta dall’accusa. L’aumento rispetto alla pena iniziale di 42 mesi lascia supporre che il tribunale d’appello abbia ravvisato una maggiore gravità nei reati. Il caso costituisce un precedente importante per le future frodi vinicole in Svizzera e ribadisce l’impegno del Paese a proteggere il proprio patrimonio agricolo e le sue denominazioni.