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Swiss Observer

Il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica annuncia tagli ai finanziamenti a causa dei vincoli di bilancio

Il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica attua misure di risparmio per il periodo 2026-2028, che incidono sui finanziamenti alla ricerca e sulle carriere scientifiche a causa dei tagli al bilancio federale.

AI18 settembre 2025Il nostro processo editoriale
Il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica annuncia tagli ai finanziamenti a causa dei vincoli di bilancio
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La scienza svizzera sta affrontando una gelata profonda. Con una decisione che rischia di frenare il motore dell’innovazione del Paese, il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) ha annunciato drastiche misure di risparmio che entreranno in vigore nel 2026. Il Fondo non si limita a eliminare le spese superflue: sospende interi strumenti di promozione della ricerca e restringe i criteri per l’approvazione dei progetti. Si tratta di un duro colpo alla reputazione della Svizzera quale polo di ricerca mondiale.

Il FNS, pilastro del progresso scientifico svizzero, deve fare i conti con gravi vincoli di bilancio federale, che lo costringono a ridimensionare le proprie attività. I dettagli precisi sugli strumenti che saranno congelati verranno stabiliti ogni anno dal Consiglio della ricerca, ma il messaggio è già chiaro e inequivocabile: l’era delle risorse in espansione è finita. In tutta la Confederazione, i ricercatori devono ora fare i conti con una realtà in cui, a partire dal prossimo anno, ottenere finanziamenti essenziali diventerà molto più difficile.

Un ammanco di ben 270 milioni di franchi

Le cifre che delineano questo quadro fosco sono a dir poco allarmanti. Il governo federale chiede tagli che ridurrebbero il budget del FNS di ben 270 milioni di franchi entro il 2028. Per mettere la cifra in prospettiva, il budget del Fondo nel 2024 supera 1,3 miliardi di franchi (1,65 miliardi di dollari), finanziati principalmente con sussidi federali. Le riduzioni proposte sono consistenti: un taglio del 10% nel 2027, seguito da un’ulteriore riduzione dell’11% nel 2028.

Non si tratta di una correzione di poco conto, ma di un precipizio finanziario. Pur riconoscendo la «difficile situazione finanziaria» del governo, il FNS avverte che l’entità di queste riduzioni rischia di destabilizzare la pianificazione finanziaria dei progetti di ricerca pluriennali. La perdita di oltre un quarto di miliardo di franchi in un solo anno rappresenta un drastico ritiro del sostegno statale alla ricerca scientifica e costringe il Consiglio della ricerca nella difficile posizione di decidere ogni anno, dal 2026 al 2028, dove cadrà la scure.

Le carriere scientifiche nel mirino

Al di là dei numeri, il costo umano di questi tagli è immediato e considerevole. Il FNS ha avvertito esplicitamente che la promozione delle carriere scientifiche ne risentirà direttamente. La prossima generazione di talenti svizzeri si trova così in una posizione precaria. I giovani ricercatori, già confrontati con un contesto ipercompetitivo, devono ora fare i conti con un collo di bottiglia: verranno approvati meno progetti e i contributi per l’avanzamento delle carriere saranno più rari.

Questa contrazione rischia di innescare una fuga di cervelli. Se la Svizzera non sarà in grado di finanziare le sue menti più brillanti, queste cercheranno inevitabilmente opportunità altrove. La riduzione dei finanziamenti ai progetti significa meno posti di dottorato, meno opportunità post-dottorali e orizzonti più ristretti per la ricerca scientifica. Colpendo la promozione delle carriere e il numero di progetti approvati, le misure di risparmio toccano il cuore stesso dell’ecosistema scientifico, ossia le persone che lo fanno progredire.

Il FNS si oppone ai tagli federali

Il FNS non accetta in silenzio questi tagli. In una decisa presa di posizione, il Fondo si è opposto pubblicamente ai tagli del 10% e dell’11% proposti dal governo federale per i prossimi anni. Sostiene di aver già fatto la propria parte per contribuire a risanare le finanze federali e che ulteriori tagli al budget sarebbero controproducenti.

Si profila così un confronto teso tra la comunità scientifica e Berna. Il FNS ammette di essere «consapevole» del deficit federale, ma pone un limite alle misure che ne paralizzerebbero la capacità operativa. Con l’avvicinarsi della scadenza del 2026, la tensione tra rigore finanziario e necessità di mantenere la Svizzera tra i Paesi di punta nella ricerca non potrà che aumentare. L’esito di questa battaglia sul budget determinerà il percorso della scienza svizzera per il resto del decennio.