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Swiss Observer

Il costo della vita in aumento costringe i pensionati svizzeri a partire

Un numero crescente di pensionati svizzeri ritira il capitale di vecchiaia per trasferirsi in Paesi più convenienti, mettendo in luce le sfide del sistema pensionistico.

Il costo della vita in aumento costringe i pensionati svizzeri a partire
AISWI swissinfo.ch

La Svizzera si trova confrontata con una crisi migratoria silenziosa ma devastante: i suoi stessi anziani sono costretti a lasciare la loro terra perché non possono più permettersi di viverci. Un numero allarmante di pensionati fa ora le valigie, non per godersi una pensione di lusso al sole, ma per riuscire a sbarcare il lunario. Per molti, il sogno svizzero finisce nel momento in cui timbrano il cartellino per l’ultima volta.

Marcello Castelli, 65 anni, ex cameriere, è il volto di questo esodo in crescita. Dopo 45 anni di contributi all’economia svizzera, si trova confrontato con una dura realtà: «Mi sento costretto a partire». La sua destinazione è la Puglia, in Italia, dove la sua pensione ha un potere d’acquisto maggiore. In Svizzera, il suo reddito mensile complessivo arriverebbe a malapena a 2’400 franchi, una cifra che significa povertà in uno dei Paesi più cari al mondo. Trasferendosi, passa da una vita di stenti a un’esistenza agiata con 1’200 euro al mese. Ma il prezzo da pagare è emotivo: il suo cuore resta in Ticino, accanto ai figli. Non è una scelta, è un esilio economico.

I conti della disperazione: perché restare è impossibile

I conti, semplicemente, non tornano per il lavoratore medio. Gabriele Pinoja, importante broker assicurativo in Ticino, traccia un quadro sconfortante della situazione attuale. Afferma esplicitamente che andare in pensione in Svizzera con un capitale di 200’000 franchi è «quasi impossibile».

Perché? Perché quel capitale si traduce in una modesta rendita mensile di circa 1’000 franchi. Anche aggiungendovi la rendita AVS, il totale è ben lontano dal coprire il costo della vita. La situazione di Marcello Castelli mette in evidenza questa dura realtà matematica. A causa degli imprevisti della vita, tra cui un divorzio e periodi senza lavoro, nel suo secondo pilastro ha poco più di 100’000 franchi e sarebbe andato incontro a una pensione di quasi indigenza. Per evitare di dover tirare la cinghia fino a soffocare, ritira tutto il suo capitale. Intende conservarne il più possibile per i figli, cosa impossibile se dovesse esaurire i suoi fondi per pagare le fatture in Svizzera.

Crisi nella ristorazione: la trappola pensionistica del lavoro stagionale

Il settore alberghiero e della ristorazione assiste a un crollo impressionante della fiducia nel sistema pensionistico. Patrick Nasciuti, direttore di Gastrosocial, rivela un forte aumento dei prelievi di capitale, con picchi che raggiungono l’80%. Non si tratta di un’anomalia, ma di un problema sistemico per i lavoratori stagionali.

I lavoratori del turismo e della ristorazione, colonne portanti dell’immagine della Svizzera, sono penalizzati proprio dalla natura del loro lavoro. Le chiusure stagionali in inverno comportano interruzioni nei contributi. «Quando non si versano contributi nel secondo pilastro, è dura quando arriva la pensione», osserva Marcello. Con una rendita mensile prevista di appena 300 o 400 franchi, i dipendenti ritirano il capitale in un’unica soluzione e se ne vanno. Incassano piccoli patrimoni non per comprarsi uno yacht, ma per costruirsi un futuro altrove. Di fatto, il sistema sta dicendo a chi ha servito i turisti in Svizzera che non può permettersi di fare il turista nel proprio Paese.

Ritirare il capitale o andare in rovina: una tendenza nazionale

Non è un problema limitato al Ticino, ma un’emergenza nazionale. I dati del 2023 delineano un sistema pensionistico che sta perdendo la sua funzione principale. Solo una minoranza, pari al 40% dei nuovi pensionati, ha optato per la rendita mensile tradizionale.

In un cambiamento significativo, il 41% dei pensionati ha scelto di ritirare tutto il capitale, mentre un altro 19% ne ha prelevato una parte. La maggioranza dei lavoratori svizzeri non si fida più di poter vivere con una rendita mensile. Preferisce assumere il controllo del proprio capitale, temendo che un reddito fisso in franchi svizzeri la renda vulnerabile all’inflazione e all’aumento dei costi. Mentre il costo della vita rende l’ambiente sempre più difficile per gli anziani, il sistema pensionistico svizzero si trasforma da rete di sicurezza a fondo per la partenza. Se questa tendenza continua, la Svizzera rischia di diventare un Paese solo per giovani e benestanti.