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Swiss Observer

Una ricerca svizzera rivela le tappe decisive della fine di una relazione

Uno studio dell’Università di Berna individua una finestra critica di due anni prima della fine di una relazione, offrendo nuove prospettive sulle dinamiche di coppia e sulla salute mentale.

Una ricerca svizzera rivela le tappe decisive della fine di una relazione
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Il conto alla rovescia inizia esattamente due anni prima dell’addio definitivo. Un’analisi pionieristica a cui ha partecipato l’Università di Berna ha permesso ai ricercatori di individuare una fase critica e irreversibile, che segnala la fine di una relazione molto prima che avvenga la rottura vera e propria. Non si tratta di un vago sentimento d’insoddisfazione, ma di un precipizio misurabile e statistico.

Secondo lo studio pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology, la fine di una relazione raramente è un evento improvviso. Segue invece una cronologia precisa. Mentre le normali oscillazioni della felicità sono normali, questo calo specifico, che si manifesta da uno a due anni prima della separazione, segna un cambiamento fondamentale nelle dinamiche di coppia. Ulrich Orth dell’Università di Berna e Janina Bühler dell’Università di Magonza hanno messo in luce una dura realtà: quando la maggior parte delle coppie si rende conto di essere in crisi, la traiettoria potrebbe essere ormai già segnata.

Decifrare il crollo in due fasi

La fine di una relazione è una tragedia in due atti. Lo studio mostra che la fase finale di una relazione si svolge di solito in due momenti distinti: una lenta e graduale erosione della soddisfazione, seguita da una brusca accelerazione. Questa seconda fase, il «rapido declino», è quella decisiva.

È fondamentale distinguere questo calo fatale dalla normale usura di una relazione di lunga durata. I dati indicano che la soddisfazione nella relazione tende a diminuire nei primi anni e spesso raggiunge un minimo naturale dopo un decennio. Questa «crisi dei dieci anni» si può superare ed è statisticamente normale. Il rapido declino individuato dal gruppo di ricerca guidato dalla Svizzera è invece diverso: si tratta di una caduta ripida e irreversibile, che si verifica specificamente negli ultimi 24 mesi della relazione. Capire la differenza tra una fase di stallo e un crollo è ora fondamentale per comprendere la psicologia delle relazioni moderne.

La statistica dell’inevitabilità al 100%

Il risultato più allarmante della ricerca è la certezza assoluta dell’esito una volta iniziato il rapido declino. Nelle coppie analizzate nell’ambito di quattro importanti studi a lungo termine condotti in Europa e in Australia, il tasso di separazione dopo l’inizio di questa fase specifica è stato del 100%.

«Una volta raggiunta questa fase, la separazione avviene in seguito senza eccezioni», afferma Janina Bühler. È una statistica devastante. Quando inizia la rapida discesa, la relazione finisce entro un periodo compreso tra 7 e 28 mesi. Poiché i dati si basano su un monitoraggio longitudinale e non su interviste a posteriori, i risultati non sono condizionati da ricordi o pregiudizi: documentano in tempo reale il disgregarsi di una relazione. La conclusione è netta: quando una coppia entra nella fase di rapido declino, la relazione è di fatto finita, anche se i partner non lo hanno ancora ammesso.

Occasioni d’intervento mancate

Stiamo curando il paziente quando il cuore ha già smesso di battere. La tragedia di questi risultati sta nel momento in cui si interviene professionalmente. Di solito, le coppie cercano una terapia o una consulenza solo quando arrivano al punto di rottura, cioè quando il rapido declino è già in pieno svolgimento. A quel punto, secondo i dati, è statisticamente troppo tardi per invertire il danno.

Bühler sottolinea che gli sforzi devono concentrarsi nella «fase preterminale», prima che l’insoddisfazione cominci ad accelerare. Questa ricerca è un campanello d’allarme per il settore svizzero della salute mentale e per le coppie: aspettare che arrivi una crisi per chiedere aiuto è una strategia destinata a fallire. Per evitare una separazione, è necessario intervenire durante il periodo di declino graduale, non durante la caduta libera. I dati richiedono un approccio proattivo alla salute della relazione, spostando l’attenzione dal contenimento dei danni alla prevenzione, prima che inizi il conto alla rovescia di due anni.