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Swiss Observer

Il Sorvegliante dei prezzi respinge gli aumenti tariffari di La Posta per il 2026

Il Sorvegliante dei prezzi blocca gli aumenti previsti da La Posta per i servizi di posta A e B, evitando ai consumatori costi aggiuntivi per 70,9 milioni di franchi.

Il Sorvegliante dei prezzi respinge gli aumenti tariffari di La Posta per il 2026
AISWI swissinfo.ch

Con una decisione decisiva a tutela dei bilanci delle economie domestiche in tutta la Svizzera, il Sorvegliante dei prezzi ha bloccato una parte sostanziale degli aumenti tariffari previsti da La Posta per il 2026. L’intervento dell’autorità evita alla popolazione un onere finanziario significativo: è stato stabilito senza equivoci che le misure richieste per incrementare i ricavi non erano necessarie. La decisione rappresenta una grande vittoria per i consumatori svizzeri, che hanno dovuto fare i conti con rincari in quasi tutti gli altri settori.

L’annuncio, diffuso giovedì, è giunto al termine di «intense trattative» tra La Posta e l’autorità di vigilanza. La Posta ha invocato una «situazione finanziaria difficile» per giustificare l’aumento delle tariffe, ma il Sorvegliante dei prezzi non ha ceduto. L’accordo vincolante impone all’azienda di proprietà statale di assorbire i costi anziché trasferirli sulla popolazione. Questo netto rifiuto dimostra che gli organi di vigilanza esaminano i bilanci aziendali con un rigore senza precedenti e non approvano automaticamente gli aumenti senza motivazioni inoppugnabili.

Stralciati milioni dagli aumenti proposti

La Posta aveva avanzato una richiesta ambiziosa, chiedendo misure per incrementare i ricavi pari a ben 70,9 milioni di franchi per l’anno prossimo. Il Sorvegliante dei prezzi ha tuttavia ridimensionato questa richiesta di oltre il 70 per cento. Dei 70,9 milioni richiesti, 50,1 milioni sono stati stralciati di comune accordo. Questa drastica riduzione evidenzia una notevole divergenza tra il fabbisogno finanziario previsto da La Posta e la valutazione dell’autorità sulla realtà del mercato.

Solo una parte dell’intero piano è stata mantenuta. La Posta potrà applicare misure per un totale di appena 20,8 milioni di franchi, una cifra ben lontana dall’obiettivo iniziale. Questa netta differenza dimostra l’efficacia del meccanismo di vigilanza. Mentre La Posta si confronta con il proprio bilancio, il Sorvegliante dei prezzi ha tracciato una linea invalicabile, impedendo che oltre 50 milioni di franchi venissero prelevati dall’economia svizzera sotto forma di spese postali.

I servizi essenziali al riparo dall’inflazione

Per la persona media in Svizzera, la vittoria è concreta e immediata. Nel 2026 il prezzo per spedire una lettera standard, sia con posta A, più rapida, sia con posta B, più economica, rimarrà invariato. In un periodo in cui le bollette e i premi dell’assicurazione malattie sono in forte aumento, la stabilità delle tariffe postali offre una rara tregua. La tutela del Sorvegliante dei prezzi non riguarda solo le lettere: anche i servizi di casella postale e la distribuzione dei giornali gratuiti sono al riparo dagli aumenti proposti.

Il blocco degli aumenti è fondamentale sia per le piccole imprese sia per i privati che si affidano alla posta cartacea nelle attività quotidiane. Impedendo gli aumenti per questi servizi essenziali, l’autorità ha fatto in modo che i servizi più utilizzati offerti da La Posta alla popolazione rimangano accessibili. Il messaggio è chiaro: i servizi infrastrutturali essenziali non possono diventare uno strumento facile per colmare i disavanzi di bilancio.

La Posta confrontata con la realtà finanziaria

Mentre i consumatori festeggiano, La Posta deve fare i conti con una dura realtà. L’azienda ha citato esplicitamente una «situazione finanziaria difficile» per motivare le richieste, ma ora dovrà affrontare il 2026 senza gran parte dei ricavi aggiuntivi previsti. La Posta è quindi costretta a cercare miglioramenti di efficienza al proprio interno, anziché rivolgersi all’esterno per reperire fondi. L’accordo raggiunto di comune accordo suggerisce che, sebbene La Posta abbia accettato la decisione, le pressioni finanziarie di fondo probabilmente permangono.

La decisione costituisce un importante precedente per le trattative future. Impone agli enti affiliati allo Stato l’onere di dimostrare che un aumento dei prezzi è assolutamente necessario. Con l’avvicinarsi del 2027, La Posta dovrà probabilmente ristrutturarsi o innovare per mantenere la redditività, poiché il Sorvegliante dei prezzi ha chiuso nettamente la porta agli aumenti facili.