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Swiss Observer

Il Parlamento svizzero porta avanti un nuovo sistema di sostegno alla custodia dei figli

Il Consiglio nazionale approva un innovativo sistema di assegni per la custodia dei figli destinato ai genitori con bambini fino agli otto anni, segnando una svolta significativa nella politica di sostegno alle famiglie.

Il Parlamento svizzero porta avanti un nuovo sistema di sostegno alla custodia dei figli
AILe News

Il Consiglio nazionale ha inferto un colpo decisivo all’aumento dei costi a carico delle famiglie, approvando un quadro innovativo che promette di ridisegnare la situazione finanziaria dei genitori che lavorano. Con una decisione che segna una svolta importante nella politica sociale, il Parlamento ha sostenuto un nuovo sistema di assegni destinato in particolare alle famiglie con figli fino agli otto anni. Non si tratta di un semplice ritocco delle regole esistenti, ma di una riforma fondamentale del modo in cui il Paese sostiene la propria forza lavoro.

Il piano approvato garantisce un assegno mensile minimo di 100 franchi ai genitori che ricorrono a strutture di custodia istituzionale, come gli asili nido e i servizi di accoglienza parascolastica. È importante che il sistema estenda la propria tutela anche ai genitori che stanno seguendo una formazione scolastica o professionale, colmando una lacuna significativa nella rete di sicurezza sociale. La proposta riprende in gran parte la versione presentata in precedenza dal Consiglio degli Stati, ma il Consiglio nazionale chiede un coinvolgimento più incisivo della Confederazione, aprendo la strada a una fase di perfezionamento legislativo di grande rilievo.

Datori di lavoro e Cantoni si assumono l’onere finanziario

L’architettura finanziaria del nuovo accordo fa ricadere il peso soprattutto sui Cantoni e sui datori di lavoro. In base al nuovo piano, il finanziamento sarà una responsabilità condivisa, pensata per alleviare direttamente la forte pressione finanziaria che grava sulle famiglie che lavorano. Il modello incentiva il lavoro e la formazione sovvenzionando gli elevati costi della custodia professionale.

Il calcolo è semplice, ma significativo: oltre all’importo di base di 100 franchi, il sistema aggiunge altri 50 franchi per ogni ulteriore mezza giornata di custodia necessaria. Questa struttura di sostegno modulabile tiene conto della realtà degli orari di lavoro attuali. La sua attuazione dipende però in larga misura dalla collaborazione del settore economico e dei governi regionali, ampliando in modo significativo le loro responsabilità sociali. Rendendo obbligatorio questo contributo, la Confederazione afferma di fatto che la custodia dei figli è una questione di infrastruttura economica e non soltanto una faccenda privata delle famiglie.

Più sostegno ai bambini con disabilità

In una dimostrazione di sensibilità legislativa, il Consiglio nazionale ha nettamente superato il Consiglio degli Stati per quanto riguarda il sostegno alle persone più vulnerabili. La Camera alta aveva proposto di aumentare gli aiuti per i bambini con disabilità da 1,5 a 2 volte l’importo di base, mentre il Consiglio nazionale ha avanzato una proposta molto più generosa, chiedendo un moltiplicatore da 1,5 a 3 volte l’assegno standard.

Questo forte aumento rispecchia una valutazione realistica dei costi dell’assistenza specializzata che i genitori di bambini con disabilità devono sostenere ogni giorno. Portando il limite massimo a tre volte l’importo di base, il Consiglio nazionale invia un messaggio chiaro: lo Stato deve garantire un sostegno equo, commisurato alle effettive esigenze finanziarie dell’assistenza specializzata. La divergenza rappresenta un importante punto di negoziato, ma per ora la posizione più inclusiva del Consiglio nazionale gode di una maggiore legittimità morale.

Berna divisa sui limiti della spesa federale

Si profila un acceso scontro per l’impiego dei fondi federali. Il Consiglio nazionale ha lanciato la sfida, sostenendo lo stanziamento di ben 200 milioni di franchi di fondi federali nell’arco di quattro anni. I fondi sarebbero erogati tramite «accordi di programma», uno strumento con cui la Confederazione cofinanzia iniziative cantonali volte ad ampliare l’offerta e a migliorarne la qualità.

Questo ambizioso piano di spesa si scontra però con una netta opposizione in seno al Consiglio degli Stati. La Camera alta preferisce una «soluzione più snella»: sostiene l’assegno, ma vuole stralciare gli accordi di programma per proteggere le finanze federali. Questa forte divergenza in materia di politica finanziaria significa che l’iter legislativo è tutt’altro che concluso. Il progetto deve ora tornare al Consiglio degli Stati, dove si confronteranno gli investimenti sociali necessari e il rigore finanziario. L’esito dello scontro determinerà se il sistema resterà un semplice sussidio oppure diventerà un programma capace di ampliare in modo sostanziale l’offerta.

La risposta alla spinta socialista per una custodia universale

Queste manovre legislative non avvengono nel vuoto: sono una risposta politica ponderata. La proposta è presentata esplicitamente come controprogetto alla vasta «iniziativa sugli asili nido» dei socialisti, che chiede una custodia universale dei bambini dai tre mesi fino al termine della scuola dell’obbligo.

Con questo quadro alternativo, la maggioranza di centrodestra cerca di proporre una soluzione praticabile che risponda alle richieste dell’opinione pubblica senza adottare pienamente il modello universale gestito dallo Stato sostenuto dalla sinistra. L’approvazione del progetto attuale è fondamentale per gli oppositori dell’iniziativa socialista. Se il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati non riusciranno a conciliare le loro divergenze sul finanziamento e sulla portata del progetto, rischiano di lasciare spazio alla proposta più radicale dei socialisti, che potrebbe così guadagnare consensi tra gli elettori frustrati. Il tempo stringe: occorre trovare un compromesso che soddisfi sia i fautori del rigore finanziario sia le famiglie in difficoltà.