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Swiss Observer

Cittadino svizzero liberato in un caso di rapimento legato alle criptovalute in Francia

Sette sospetti sono in custodia dopo un’operazione di polizia che ha liberato a Valence, in Francia, un giovane svizzero tenuto prigioniero in un rapimento legato alle criptovalute.

AI4 settembre 2025Il nostro processo editoriale
Cittadino svizzero liberato in un caso di rapimento legato alle criptovalute in Francia
AISWI swissinfo.ch

Domenica, ben 150 agenti scelti della polizia giudiziaria nazionale francese e delle unità tattiche della gendarmeria hanno fatto irruzione in un luogo a Valence, ponendo fine alla drammatica prigionia di un giovane cittadino svizzero. La vittima, un uomo sulla ventina, è stata trovata legata e trattenuta contro la sua volontà in una casa pericolosamente vicina alla stazione ferroviaria della città. Non si è trattato di un’operazione di routine: l’ampiezza dello schieramento di polizia sottolinea la gravità della minaccia e la notorietà del caso.

Le autorità francesi si sono mosse rapidamente e hanno arrestato sette sospetti, che ora devono rispondere davanti alla giustizia. Giovedì erano ancora in custodia e avrebbero dovuto comparire davanti alla corte interregionale specializzata di Lione. La durata esatta della vicenda non è stata resa nota, ma la mobilitazione immediata di una forza tattica così imponente fa pensare che le informazioni disponibili indicassero una situazione critica e instabile. Il salvataggio rappresenta un importante successo per le forze dell’ordine, ma porta anche alla luce una realtà inquietante per i cittadini svizzeri all’estero.

Un’ondata brutale di violenza legata alle criptovalute

Questo rapimento non è un caso isolato: è l’ultimo episodio di una spirale di violenza che investe la Francia, dove i possessori di criptovalute sono presi di mira senza pietà. I metodi diventano sempre più brutali. Negli ultimi mesi, le bande sono passate dagli attacchi informatici alla tortura fisica. La violenza ha raggiunto livelli raccapriccianti: all’inizio di quest’anno, David Balland, cofondatore di Ledger, è stato rapito e ha subito l’amputazione di un dito prima di essere liberato. Analogamente, il padre di un amministratore delegato di un’azienda di criptovalute con sede a Malta è stato tenuto prigioniero per 58 ore e sottoposto a mutilazioni.

Lo schema è evidente e allarmante. Dal bagagliaio di un’auto a Le Mans a una casa sicura nell’Essonne, i criminali danno la caccia con precisione inquietante a persone legate alla ricchezza digitale. Queste bande usano contro i proprietari la trasparenza della ricchezza registrata sulla blockchain e ricorrono a metodi di tortura medievali per estorcere chiavi private e riscatti. Il rapimento del giovane cittadino svizzero rientra pienamente in questa tendenza inquietante e segnala che la sicurezza fisica delle persone facoltose grazie alle criptovalute è sotto assedio.

Il legame con Valence

L’indagine si sta rapidamente allargando. Dopo il salvataggio del cittadino svizzero vicino alla stazione ferroviaria di Valence, le operazioni di polizia sono proseguite con intensità. Martedì, unità tattiche hanno fatto irruzione in uno snack bar a Valence, smantellando ulteriormente la rete locale di sostegno a questa attività criminale. Il rapido susseguirsi del salvataggio di domenica e delle perquisizioni di martedì indica che le autorità stanno seguendo con determinazione ogni pista per smantellare questa cellula.

I sette sospetti attualmente in custodia sono sottoposti alle procedure della giurisdizione specializzata di Lione, un tribunale attrezzato per trattare casi complessi di criminalità organizzata. Il coinvolgimento di organi giudiziari di così alto livello conferma che il caso è considerato quello di una grande organizzazione criminale, non un atto di violenza isolato. Con il procedere degli interrogatori, l’attenzione si concentrerà probabilmente sulle tracce finanziarie, seguendo le richieste di riscatto e gli eventuali portafogli di criptovalute associati ai rapitori, per verificare se questa cellula sia collegata alla rete più ampia responsabile delle mutilazioni avvenute a Parigi e a Cher.

Ricchezza digitale, rischio fisico

Per la Svizzera, centro globale per le criptovalute e l’innovazione blockchain, questi eventi sono un importante campanello d’allarme. I cittadini svizzeri, spesso considerati benestanti, stanno diventando bersagli privilegiati quando viaggiano all’estero. L’intersezione tra attività digitali di alto valore e vulnerabilità fisica ha creato un nuovo e pericoloso profilo di rischio per i cittadini svizzeri. Non basta più proteggere i portafogli digitali con la crittografia: la sicurezza personale è ormai fondamentale.

Mentre la Svizzera si adopera per regolamentare e integrare gli attivi in criptovalute, estendendo a essi lo scambio di informazioni fiscali, la minaccia fisica resta priva di regole e caotica. La storia di successo della «Crypto Valley» ha un lato oscuro: con l’aumento del valore degli attivi digitali cresce anche la disperazione dei gruppi criminali organizzati. Il salvataggio a Valence è un sollievo, ma anche un avvertimento. I cittadini svizzeri all’estero devono rendersi conto che, agli occhi di queste bande violente, sono casseforti ambulanti e il prezzo per entrarne in possesso si paga sempre più spesso con il sangue.